Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post

27 aprile 2025

Appello per una sicurezza democratica

testo integrale dell'appello firmato da 257 giuspublicisti

È compito dei giuspubblicisti nei periodi normali della vita del paese interpretare ed insegnare la nostra Costituzione. È anche compito dei singoli giuspubblicisti assumere delle posizioni individuali all’esterno dell’Università. Ci sono momenti però nei quali accadono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è più possibile tacere ed è anzi doveroso assumere insieme delle pubbliche posizioni.

È questo il caso che si è verificato nei giorni scorsi quando il disegno di legge sulla sicurezza, che stava concludendo il suo iter dopo lunghi mesi di acceso dibattito parlamentare dati i discutibilissimi contenuti, è stato trasformato dal Governo in un ennesimo decreto-legge, senza che vi fosse alcuna straordinarietà, né alcun reale presupposto di necessità e di urgenza, come la Costituzione impone. Tale decreto – ultimo anello di un’ormai lunga catena di attacchi volti a comprimere i diritti e accentrare il potere – presenta una serie di gravissimi profili di incostituzionalità, il primo dei quali consiste nel vero e proprio vulnus causato alla funzione legislativa delle Camere. È accaduto spesso in passato ed anche in tempi recenti che la dottrina si trovasse a denunciare l’uso abnorme dello strumento della decretazione d’urgenza. Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale, Presidenti delle Camere hanno più volte preso posizione in difesa del Parlamento e delle sue prerogative gravemente calpestate nell’esercizio della potestà legislativa, rimanendo inascoltati.

In quest’occasione la violazione è del tutto ingiustificata e senza precedenti, dato che l’iter legislativo, ai sensi dell’art. 72 della Costituzione era ormai prossimo alla conclusione, quando è intervenuto il plateale colpo di mano con cui il Governo si è appropriato del testo e di un compito, che, secondo l’art. 77 Costituzione può svolgere solo in casi straordinari di necessità e di urgenza, al solo scopo, sembra, di umiliare il Parlamento e i cittadini da esso rappresentati. Quanto al merito, si tratta di un disegno estremamente pericoloso di repressione di quelle forme di dissenso che è fondamentale riconoscere in una società democratica. Ed è motivo di ulteriore preoccupazione il fatto che questo disegno si realizzi attraverso un irragionevole aumento qualitativo e quantitativo delle sanzioni penali che – in quanto tali – sconsiglierebbero il ricorso alla decretazione d’urgenza, dal momento che il principio di colpevolezza richiede che chi compie un atto debba poter sapere in anticipo se esso è punibile come reato mentre, al contrario, l’immediata entrata in vigore di un decreto-legge ne impedisce la preventiva conoscibilità.

Numerosi sono i principi costituzionali che appaiono compromessi. Solo a scopo esemplificativo vogliamo ricordarne alcuni: il principio di uguaglianza non consente in alcun modo di equiparare i centri di trattenimento per stranieri extracomunitari al carcere o la resistenza passiva a condotte attive di rivolta; in contrasto con l’art. 13 Cost. e la tutela della libertà personale è il c.d. daspo urbano disposto dal questore che equipara condannati e denunciati; non meno preoccupante è la previsione con cui si autorizza la polizia a portare armi, anche diverse da quelle di ordinanza e fuori dal servizio. Una serie di disposizioni del decreto-legge aggravano gli elementi di repressione penale degli illeciti addebitati alla responsabilità di singoli o di gruppi solo per il fatto che l’illecito avvenga “in occasione” di pubbliche manifestazioni, disposizione che per la sua vaghezza contrasta con il principio di tipicità delle condotte penalmente rilevanti, violando per giunta la specifica protezione costituzionale accordata alla libertà di riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico (art. 17 Cost.) mentre altre disposizioni violano palesemente il principio di determinatezza e di tassatività tutelato dall’art. 25 Cost.: si punisce con la reclusione chi occupa o detiene senza titolo “un immobile destinato a domicilio altrui o sue pertinenze”; si rischiano pene fino a sette anni per l’occupazione di luoghi che presentano un’estensione del tutto imprecisata e rimessa a valutazioni e preferenze del tutto soggettive dell’interprete.

Torsione securitaria, ordine pubblico, limitazione del dissenso, accento posto prevalentemente sull’autorità e sulla repressione piuttosto che sulla libertà e sui diritti rappresentano le costanti di questi interventi. Insegniamo che la missione di chi governa dovrebbe essere quella di cercare un equilibrio nel rapporto tra individuo e autorità. Invece, il filo che lega il metodo e il merito di questo nuovo intervento normativo rende esplicito un disegno complessivo, che tradisce un’impostazione autoritaria, illiberale e antidemocratica, non episodica od occasionale ma mirante a farsi sistema, a governare con la paura invece di governare la paura.

Confidiamo che tutti gli organi di garanzia costituzionale mantengano alta l’attenzione e censurino questo allontanamento dallo spirito della nostra Costituzione, che fonda la convivenza della comunità nazionale su democrazia, pluralismo, diritti di libertà ed uguaglianza di fronte alla legge, affinché nessuno debba temere lo Stato e tutti possano riconoscerne, con fiducia, il ruolo di garante della legalità e dei diritti.

Firme – Promotori

Ugo de Siervo (Presidente emerito della Corte costituzionale)
Gaetano Silvestri (Presidente emerito della Corte costituzionale)
Gustavo Zagrebelsky (Presidente emerito della Corte costituzionale)
Enzo Cheli (vice-Presidente emerito della Corte costituzionale)
Paolo Maddalena (vice-Presidente emerito della Corte costituzionale)
Maria Agostina Cabiddu – Politecnico di Milano
Vittorio Angiolini – Università degli Studi di Milano
Roberto Zaccaria – Università di Firenze
Roberta Calvano – Unitelma Sapienza

Firme – Giuspubblicisti aderenti

 

30 ottobre 2023

Aspettando una nuova Caporetto

Un documentario storico curato da Aldo Cazzullo e trasmesso da La7 (Caporetto - Una giornata particolare) ha mostrato alcuni aspetti della Grande Guerra che non c'erano nei libri di storia, perché la storia, quella scolastica, descrive gli assetti geopolitici e le cause economiche e sociali che hanno condotto alla guerra, poi ci sono le mappe dei territori conquistati o persi. Non ci sono gli aspetti organizzativi.

Sappiamo tutti che la 1^ gruerra mondiale fu una guerra di trincea. Ma che significa guerra di trincea? il documentario lo mostra molto bene e aiuta a comprendere meglio anche i versi della Veglia e di San Martino di Giuseppe Ungaretti, il poeta che a quella tragedia prese parte, come Carlo Emilio Gadda, come Silvio D'Amico ed altri che non si lasciarono ubriacare dalla retorica bellicista, futurista e dannunziana.

In quella Grande Guerra, lì sui monti del Carso, c'era anche mio nonno, ma io non l'ho mai conosciuto. Era mia nonna a riferirmi qualcosa di ciò che aveva saputo dal marito e dal fratello, fante in prima linea. Mi diceva che il 4 novembre non era una data da festeggiare perché quella guerra per lei era stata una grande sconfitta, una inutile e insensata carneficina. Mi diceva anche che i generali italiani, incapaci di gestire le strategie militari, si erano accaniti contro i loro stessi soldati ordinando in modo scellerato fucilazioni di innocenti: "mandavano i soldati allo sbaraglio, ordinavano attacchi inutili e impossibili, e poi li uccidevano sparando ai fuggiasci per incutere coraggio negli altri, i sopravvissuti che dovevano farsi uccidere dagli austriaci."
Il documentario di Aldo Cazzullo mi conferma i racconti di mia nonna.

17 aprile 2023

La persecuzione di Julian Assange

 «La persecuzione spietata a cui è stato sottoposto Julian Assange e il tradimento vergognoso della giustizia e dei diritti umani dimostrato da tutti i governi coinvolti sono più che indecenti: minano a fondo la credibilità, l’integrità e la sostenibilità della democrazia occidentale e dello Stato di diritto. La persecuzione di Assange stabilisce un precedente che non solo consentirà ai potenti di tenere segreti i loro crimini, ma renderà persino perseguibile per legge la rivelazione di quei crimini. Nel momento in cui dire la verità sarà diventato un crimine, vivremo tutti nella tirannia».
Nils Melzer

 

Julian Assange è un giornalista. Non è un terrorista. Nel suo sito (wikileaks) ha rivelato al mondo, con documenti autentici e filmati originali, le prove di crimini di guerra, torture e altri sporchi segreti dei potenti.

Da oltre un decennio è al centro di una feroce e sistematica persecuzione politica: ingiustamente indagato in Svezia per stupro, considerato una spia dagli Stati Uniti, rifugiato per sette anni nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e poi tradito nel 2019, Assange è rinchiuso da quattro anni nel famigerato carcere di massima sicurezza di Belmarsh (la Guantánamo britannica) in attesa della decisione sull’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, dove rischia fino a 175 anni di carcere.

Nils Melzer, il relatore speciale ONU sulla tortura, presenta in un libro i risultati della sua rigorosa indagine sul caso Assange, gli abusi commessi dai governi e le illegalità con cui il giornalista australiano è stato messo a tacere. Il libro rivela le gravi violazioni del diritto, le prove manipolate, la tortura psicologica, la sorveglianza costante, le diffamazioni e le intimidazioni nei confronti di un giornalista encomiabile per il servizio offerto alla verità e alla trasparenza democratica. 

Un vero e proprio calvario che Daniel Ellsberg, whistleblower dei Pentagon Papers, ha definito “lo scandalo giudiziario del secolo”

4 dicembre 2022

Il bavaglio ai dipendenti pubblici

Il governo Meloni, in attuazione di riforme che sarebbero connesse all'attuazione del PNRR, ha approvato alcune modifiche al codice di comportamento dei dipendenti pubblici (Dpr n.62 del 2013). Ora c'è una norma che pone un limite alla libertà di parola:

« Il dipendente utilizza gli account dei social media di cui è titolare in modo che le opinioni ivi espresse e i contenuti ivi pubblicati, propri o di terzi, non siano in alcun modo attribuibili all’amministrazione di appartenenza o possano, in alcun modo, lederne il prestigio.»
«In ogni caso il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale.»
«È fatto, altresì, divieto, al dipendente di trattare comunicazioni, afferenti direttamente o indirettamente al servizio, attraverso conversazioni pubbliche svolte su qualsiasi piattaforma digitale.»

I dipendenti pubblici non potranno più esprimere opinioni o riferire fatti che possano risultare sgraditi all'amministrazione di appartenenza, non potranno neanche riportare opinioni espresse da altri (terzi), limitando così, oltre alla libertà di parola, anche la diffusione di informazioni. 

Il divieto sembra prescindere dalla firma e dalla riconoscibilità dell'autore perché la norma configura come aggravante l'aver indicato, nel proprio profilo social, la qualifica di appartenenza ad una pubblica amministrazione.

«se dalle piattaforme social siano ricavabili o espressamente indicate le qualifiche professionali o di appartenenza del dipendente, ciò costituisce elemento valutabile ai fini della gradazione della eventuale sanzione disciplinare».

Dunque l'illecito resta tale anche se il commento sgradevole appare senza riferimenti specifici o sotto pseudonimo. Tra gli esponenti politici non manca chi vorrebbe generalizzare l'obbligo di certificare la propria identità personale per poter dire qualcosa in rete. Per Calenda e Marattin la sorveglianza sulle opinioni dei liberi cittadini dev'essere più ferrea di quella cinese.

Qui siamo davanti a una gravissima compressione della libertà di espressione dei cittadini. 

23 novembre 2022

Attacchi turchi contro il Rojava

L'aggressione russa all'Ucraina ha sconvolto l'economia europea, ci ha fatto precipitare nell'incubo di una nuova guerra mondiale e molti si sono chiesti perché la grande attenzione e il grande sostegno economico e militare dato all'Ucraina non c'era stato prima per altre nazioni ingiustamente aggredite (l'Afghanistan, l'Iraq, la Libia, la Siria...). Eravamo distratti? 

Ora c'è una nuova aggressione militare in corso: la Turchia sta bombardando le regioni della Siria nord-orientale, il Rojava. I bombardamenti hanno già causato decine di vittime e danni strutturali. E' stato colpito anche un ospedale a Kobane, la città simbolo della resistenza alla furia distruttiva dell'Isis (o Daesh). Forse gli uomini, le donne e i bambini che vivono in quei luoghi sono meno importanti degli altri? eppure siamo loro debitori per averci salvato dal terrorismo dell'Isis. Il Rojava è anche una repubblica in cui si stava sperimentando una nuova forma di democarzia comunitaria e per questo meriterebbe una attenzione particolare e anche un grande sostegno da parte di chi crede nelle democrazia.

3 agosto 2022

Il Movimento 5 Stelle: storia e attualità

 

Agli italiani in questo periodo di calura estiva viene proposta una competizione elettorale truccata.

  • Il primo trucco sta nei tempi: tutta la fase preparatoria si concentra nel mese di agosto, i partiti già dotati di rappresentanza parlamentare non hanno bisogno di raccogliere firme, le nuove formazioni dovrebbero presentare liste con migliaia di sostenitori autenticati, un’impresa quasi impossibile. In democrazia dovrebbe esserci una regola di par condicio, ma non c'è;

  • il secondo trucco è un artificioso bipolarismo che contrappone una destra populista, (demagogica e tendenzialmente neo-fascista) ad un’altra destra elitaria e tecnocratica, falsamente qualificata come centro-sinistra: chiunque sia il vincitore l’assetto dei poteri resterà immutato (in democrazia dovrebbero esserci vere alternative).

N.B. - La sostanziale appartenenza di entrambi i poli all’area politica di destra risulta evidente nel comune ripudio dei principi democratici della Costituzione:

- comune tendenza al presidenzialismo o alla concentrazione di poteri nell’esecutivo (c.d. governabilità), emerso nei due tentativi di riforma costituzionale, il primo proposto dalla destra nel 2006 e il secondo proposto dalla sinistra nel 2016;
- sostanziale abbandono del welfare-state, avversato apertamente dalla destra e trascurato dal centro-sinistra, che preferisce concentrarsi su questioni di diritto.


Il M5S (Movimento 5 Stelle) è la via d’uscita, può rappresentare un’alternativa? A giudicare dal modo con cui viene avversato dai principali organi di stampa si direbbe di sì, nonostante le varie vicissitudini che l’hanno indebolito, è evidente che continua a far paura ai gruppi di potere. 

 

17 giugno 2022

La libertà di stampa non esiste più

L'estradizione di Julian Assange segna la fine della libertà di stampa nel nostro mondo occidentale: 

Mentre in Italia discutiamo di liste di proscrizione in cui finiscono i dissidenti, la Gran Bretagna concede l'estradizione di Assange richiesta dagli USA. Una decisione che arriva dopo lunghi anni di detenzione già inflitti senza alcuna condanna (sette anni di confino all'interno della piccola ambasciata ecuadoregna e quasi quattro anni di carcerazione dura in isolamento). Siamo davanti ad un caso evidente di ingiusta persecuzione di un innocente che avuto il merito di averci aperto gli occhi su molteplici crimini che venivano coperti da menzogne governative. La persecuzione di Assange è stata possibile grazie alla complicità della Svezia e al colpevole silenzio degli altri governi europei.

Il giornalista australiano è accusato di aver pubblicato notizie importanti, tutte vere, documentate. Notizie di atroci e ingiustificabili crimini di guerra. Nessuno viene processato per quei crimini. Assange viene consegnato agli USA per avercene dato notizia. Trattato come un criminale per aver denunciato i criminali.

La libertà di stampa dal 2010 era prigioniera con lui, in attesa di una decisione. Ora, con la decisione di Priti Patel (una donna, figlia di immigrati indiani) possiamo considerare abolita la libertà di stampa, in Inghilterra, ma non solo. Sappiamo che non c'è speranza per nessuno se i governi degli stati che si dicono democratici non avviano un piano di sanzioni contro USA e UK. Se è possibile quello che è stato fatto ad Assange significa che dare notizie vere di fatti gravissimi è diventato un crimine internazionale punibile alla stregua degli atti di terrorismo.    

21 gennaio 2022

Dobbiamo aver timore dei colpi di Stato?

L'anno scorso, quando i teppisti sono entrati a Capitol Hill, vedemmo un improbabile sciamano con le corna che aveva raggiunto lo scranno più alto del Congresso USA. Era l'immagine della democrazia americana travolta da un'orda di barbari. Tutto fortunatamente è finito nel giro di poche ore. L'America ha tanti problemi, ci siamo detti, ma non può cadere nelle mani di un gruppo di esaltati che crede ai farneticanti messaggi di QAnon. Ma forse non era così. Non è stata solo una carnevalata. Il documentario trasmesso da La7 a cura di Andrea Purgatori ci ha mostrato la durezza degli scontri e le difficoltà incontrate dagli agenti per la difesa del Campidoglio americano.

L'ex presidente Donald Trump chiede di tenere segreti i documenti riservati sui fatti di quel giorno, ma la richiesta è stata respinta dalla Corte Suprema. Ottocento pagine di documenti saranno consegnate alla commissione d'inchiesta. Si dovrà accertare se quello che accadde il 6 gennaio dell'anno scorso fu un tentativo di 'golpe'. Anche la figlia dell'ex presidente dovrà testimoniare davanti alla commissione. No, non si tratta di una ritorsione orchestrata dagli esponenti del Partito Democratico, nella Corte Suprema, presieduta da una donna scelta da Trump, prevalgono i giudici conservatori che hanno votato quasi compatti (8 su 9) contro la richiesta di mantenere segreti i documenti. Nella commissione la repubblicana Liz Cheney, figlia dell'ex vice-presidente Dick Cheney, ritiene che Trump possa essere incriminato per l'assalto a Capitol Hill.

20 novembre 2021

Chris Hedges - indagini sul neofascismo

Per capire qualcosa della realtà in cui viviamo non basta acquisire le informazioni. Per non lasciarsi confondere dalle informazioni occorre dotarsi di buoni strumenti che si possono ottenere dalla nostra esperienza personale, dallo studio dei grandi pensatori del passato, ma sono importanti anche gli investigatori del presente. Tra questi non possiamo dimenticare la giornalista canadese Naomi Klein, che ormai da oltre vent'anni ci mostra le dinamiche dell'economia. Oggi però vorrei inserire nel blog qualche appunto su Chris Hedges, un giornalista statunitense che ha scritto molti libri di cui solo due sono disponibili nella traduzione italiana. Eppure Hedges è molto noto: ha avuto il premio Pulitzer nel 2002, l'Amnesty International Global Award, ed è stato proclamato giornalista on-line dell'anno nel 2009. 

Chris Hedges è stato un corrispondente di guerra, è stato presente nel Salvador degli anni '80, a Serajevo negli anni novanta, nella striscia di Gaza, per anni ha lavorato per il New York Times. Un giornalista vero, non un riciclatore di narrazioni e di paranoie raccattate nei social.

22 ottobre 2021

Decisionismo e proteste controproducenti

La dittatura sanitaria non c'è, l'accentramento di potere sì.
Quando fu annunciato l'esordio del governo Draghi, mentre giornali e TV lo osannavano come governo di "alto profilo" o "governo dei migliori", su questo blog evidenziai qualche dubbio nel post Cambio di governo al buio, era il 6 febbraio. Adesso, a nove mesi da quello che Marco Travaglio ha chiamato conticidio, è ancora Marco Travaglio a darci notizia di come vengono gestite le decisioni di governo. Senza discussioni.

Sembra quasi che la Repubblica si stia trasformando in una sorta di azienda.

6 ottobre 2021

I social-media, una minaccia permanente alla democrazia

Frances Haugen è stata chiamata a testimoniare davanti al Senato degli Stati Uniti. E' la donna che ha lavorato come dipendente di Facebook e accusa il celebre social-media di aver perseguito una strategia commerciale che produce gravi danni sociali:

"Facebook amplifica il peggio degli esseri umani e questo atteggiamento si è allargato a Instagram"

La donna, laureata ad Harvard, aveva già lavorato per altri social-media. Nel 2019 è stata assunta da Facebook come ingegnere informatico. Le sue accuse si basano quindi su documenti interni che dimostrano la volontarietà delle scelte aziendali volte a favorire la diffusione di messaggi d'odio e di disinformazioni sui risultati elettorali del 2020. In tal modo Facebook ha alimentato l'idea dei presunti brogli elettorali e avrebbe anche facilitato l'assalto al Congresso degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021. 

Le dichiarazioni di Frances Haugen al Senato degli Stati Uniti sono allarmanti:

"So che Facebook ha risorse infinite, che potrebbe usare per distruggermi. Mi sono fatta avanti perché ho riconosciuto una verità spaventosa, quasi nessuno al di fuori di Facebook sa cosa succede all'interno di Facebook". 

9 luglio 2021

La signora dei teleschermi

La scomparsa di Raffaella Carrà ha colto tutti di sorpresa. Lei era una presenza fissa e perenne dell'universo televisivo: attrice, ballerina, cantante, modella, sex-symbol, conduttrice... In lei si era compiuto il miracolo di far coincidere la valletta super-sexy che sfidava il comune senso del pudore, con una presenza familiare e rassicurante. 

Era stata la ragazza spumeggiante degli anni '60, in posa tra le mini minor e le lambrette, poi diventata una mattatrice ed infine la vera signora dei teleschermi.

Ora tutti la celebrano ricordandola come simbolo di leggerezza, brio, garbo, seduzione ma anche perbenismo, equilibrio, eleganza. Qui però vorrei ricordarla anch'io utilizzando quello che ha scritto su MicroMega il sindacalista comunista Giorgio Cremaschi. Una memoria preziosa che rende onore a Raffaella Carrà anche come conduttrice di una linea politica della RAI. Oltre a dare un giusto riconoscimento allo spessore umano della diva il racconto di Cremaschi ci riporta a un tempo passato in cui un operaio aveva la possibilità di raccontare davanti alle telecamere la verità sulle proprie condizioni di lavoro e sulle scelte aziendali senza rischiare un licenziamento immediato.


10 marzo 2021

Sospensione della democrazia: appello di LeG

L’attesa messianica 

In tempi in cui ogni presa di posizione appare schiacciata sull’immediato presente, LeG vuole sottolineare la necessità di una riflessione che non possa confondersi né essere condizionata da prese di posizione aprioristiche.

È per questo che valuteremo l’attività del governo Draghi in base a ciò che farà e alle scelte politiche che di volta in volta matureranno sui molti temi. Temi sui quali intervenire è sempre più necessario per questo Paese e che rappresentano punti qualificanti del programma, per come esso è stato illustrato nelle sedi istituzionali.

Ma una valutazione sul modo in cui il governo Draghi è nato ed è stato accreditato presso l’opinione pubblica italiana crediamo sia necessaria, se non altro per alcune legittime preoccupazioni che esso reca con sé.

28 dicembre 2020

La pericolosa Eddi

Apprendo dal blog di Davide Grasso che lo scorso 22 dicembre è stata confermata in appello la sorveglianza speciale a Maria Edgarda Marcucci.

Eddi è la ragazza italiana che ha combattuto in Siria contro i jihadisti nelle Unità di protezione delle donne curde Ypj. L'Italia le ha proibito di partecipare a riunioni pubbliche, rientrare a casa dopo le 21, uscirne prima delle 7, avvicinarsi a locali pubblici dopo le 18 ed altro ancora.

Anche se ha combattuto contro l’Isis (e non per, come altri italiani), è stata confermata “pericolosa” per aver mostrato di non credere nella bontà del capitalismo. Non solo le Ypj con cui ha combattuto affermano che lo Stato islamico è una manifestazione (la più estrema) dei caratteri patriarcali e parassitari che troviamo in tutto il mondo di oggi; Eddi ha preso parte prima e dopo la militanza in Siria a una miriade di manifestazioni ispirate da un’analoga condanna della società presente.
“Gravissime” attività, secondo i giudici, che comprovano il “paradigma di pericolosità soggettiva”. Manifestazioni No Tav, contro gruppi neo-fascisti o contro la vendita di armi alla Turchia vengono analizzate alla moviola, nel decreto, per trovare prova di “violenze” che, in mancanza di meglio, vengono riscontrate nelle sue supposte “pose marziali” (sic). Ogni fotogramma che la ritrae in un corteo o in un’azione femminista è passato al setaccio assieme alla lunghezza delle aste di bandiera da lei impugnate o i verbali dei diverbi con i controllori per una multa sul treno.

continua sul blog di Davide Grasso

24 settembre 2020

Avremo un Parlamento più piccolo

 Il referendum popolare ha confermato la riduzione dei Parlamentari. 


 Avremo un Parlamento più piccolo. Più piccolo non significa "smart", non significa che sarà più rapido e più efficiente. Significa solo più piccolo. Il problema della qualità resta. Per questa ragione alcuni costituzionalisti hanno proposto un appello per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento:

"...riteniamo che debba essere comune il nostro impegno per sollecitare una legge che favorisca la rappresentanza e il pluralismo politico e territoriale, da anni sacrificati. Essenziale è un sistema elettorale che consenta alle persone di individuare e scegliere chi mandare in Parlamento, instaurandovi un effettivo rapporto rappresentativo e potendo far valere la loro responsabilità politica. In questo modo si potrà dare una migliore qualità alla rappresentanza e favorire anche una maggiore efficienza delle Camere"

Giustamente l'appello contiene anche un richiamo alle sentenze della Corte Costituzionale (sentenze n.1 del 2014 e n.35 del 2017) in cui si deplorava la presenza di liste bloccate. 

L'appello è firmato da Lorenza Carlassare, Enzo Cheli, Ugo De Siervo, Roberto Zaccaria, Paolo Caretti, Roberto Romboli, Stefano Merlini, Emanuele Rossi, Giovanni Tarli, Andrea Pertic

31 agosto 2020

Il ruolo degli esperti nel sistema democratico

 Vorrei precisare che il ne ultra crepidam di cui ho parlato nel precedente post non va inteso come censura, non serve per dire che parlano solo gli esperti e tutti gli altri tacciono. In democrazia tutti possono parlare e possono criticare (con argomenti) qualunque cosa. Di contro nessuno, neanche il più esperto, dovrebbe esprimersi in modo ingiurioso e insolente. Però alla conoscenza va riconosciuto il suo valore. 

La parità esiste nelle forme e nel rispetto personale, ma nel merito, che attiene alla sostanza, non siamo tutti sullo stesso piano. Se io non so niente di medicina non posso stabilire la diagnosi, né posso ordinare al medico la ricetta dei farmaci. Però posso cambiare medico e questa piccola libertà è già sufficiente a darmi un potere che potrebbe tenere il medico in soggezione. L'economia riesce facilmente a prevalere sul valore delle conoscenze e sull'autonomia della ricerca scientifica. 

[con note di aggiornamento]

16 luglio 2020

Politica di destra o feroce imbecillità?

La pandemia sta ancora mietendo vittime, il coronavirus Sars-cov-2 non è stato sconfitto, è passato come un uragano sui sistemi economici, non siamo ancora in grado di calcolare i danni, però il suo passaggio ci ha mostrato in modo evidente la differenza tra paesi che hanno una guida politica che ha tentato di limitare i danni e paesi governati da pericolosi pagliacci.
Le peggiori idiozie le ha dette il presidente degli Stati Uniti. Ciò dovrebbe gettare nel panico il mondo intero, ma Donald Trump ci aveva già abituato alle sue menzogne, cattiverie e volgarità. Poi s'è messo in mostra il suo gemello britannico, Boris Johnson, annunciando che non avrebbe fatto nulla per arginare il virus, ma avrebbe semplicemente atteso la morte di alcune migliaia o centinaia di migliaia di suoi concittadini. Ha provveduto lo stesso virus a fargli cambiare idea. Ora sembra che il peggio provenga da Jair Bolsonaro, il neonazista brasiliano giunto al potere grazie ad accordi illegali con un giudice che ha fatto incarcerare il suo rivale Lula. Sappiamo poco di altri governanti, come il premier indiano Modi e il simil-zar russo Putin, e poco della situazione dei loro paesi. I regimi autoritari riescono facilmente a nascondere le notizie, l'abbiamo già visto anche per l'Iran.


11 luglio 2020

Un'intervista a Noam Chomsky

Ho scritto varie cose sulla pandemia e sulle sue strane conseguenze, ma credo che sia utile ascoltare anche il parere di Noam Chomsky, che oggi rappresenta la più grande intelligenza del pianeta. Ho trovato una sua intervista di cui posso offrirvi una rozza traduzione fatta con l'aiuto di google.

Chris Brooks - In These Times
Noam Chomsky: i ricchi non aspettano a costruire un nuovo mondo. Perché noi sì?


Per decenni Noam Chomsky è stato uno dei principali analisti dei problemi sociali.  I suoi libri e discorsi hanno contribuito a spiegare in che modo un mondo gestito da corporazioni e miliardari ci ha portato a guerre infinite e a catastrofici cambiamenti climatici. Ora ci sta aiutando a capire come le corporation e i miliardari stiano effettivamente peggiorando la pandemia di coronavirus perseguendo politiche selvagge di cui si avvantaggiano a spese di tutti gli altri.

Lo scrittore dello staff di Labor Notes, Chris Brooks, ha intervistato il professor Chomsky il 10 aprile per saperne di più su come siamo entrati in questo momento e su cosa ci vorrà per farci uscire.


Chris Brooks: Professor Chomsky, grazie mille per esserti unito a noi. So che sei sempre sommerso da richieste di interviste, quindi per conto di Labor Notes ti ringrazio davvero tanto per aver dedicato del tempo a parlare con noi.

Chomsky: felice di farlo.

24 giugno 2020

Guardie e ladri

Il Black Lives Matter ha scoperchiato la pentola degli abusi commessi, quasi ordinariamente, dalle polizie. Ci ha costretto a parlarne. Negli Stati Uniti qualcosa di buono s'è visto (divieti alla polizia nello stato di New York), qualcosa di simile anche in Francia dove era già accaduto ad un fattorino di 42 anni, sposato e con 5 figli, di morire soffocato durante un arresto effettuato con le stesse modalità di Minneapolis; negli USA il capo dell'esercito che si è scusato per aver partecipato alla vergognosa passeggiata di Trump, ci sono state alcune promesse di radicali cambiamenti nella polizia di Minneapolis. Perfino il presidente ha mostrato qualche timido cedimento. Vedremo.

Nel frattempo purtroppo abbiamo dovuto contare altri morti e altri abusi: dopo l'anziano spinto a terra a Buffalo, i sacerdoti malmenati a Washington, un afroamericano di 27 anni, Rayshard Brooks, è stato ucciso ad Atlanta, da Tacoma, nello stato di Washington, emerge il video dell'uccisione in strada di Manuel Ellis, con modalità analoghe a quelle con cui è stato ucciso George Floyd; ma anche noi italiani ci siamo trovati davanti al video degli abusi ad Agrigento, [aggiungo il video della presa al collo di un ragazzo giustificata con le solite versioni ufficiali molto aggiustate] senza contare le notizie che giungono dai soliti posti come l'Egitto dove a picchiare non è la polizia che si diverte anche solo a guardare.

Torniamo quindi alla questione: il ruolo di poliziotto genera in modo quasi automatico una tendenza a prevaricare? Sì, la risposta dev'essere positiva, l'esperimento di Philip Zimbardo ha dimostrato che esiste un "effetto Lucifero" (ne abbiamo già parlato) per cui la relazione asimmetrica tra guardie e ladri (o presunti tali) induce al sadismo.

11 giugno 2020

La democrazia sotto attacco


Andrea Purgatori non ha bisogno di complimenti. E' uno dei migliori giornalisti italiani. Senza nulla togliere a tanti altri che lavorano in modo intelligente e coraggioso in una categoria piena di cialtroni, di spregevoli servitori, di spie e di calunniatori, Purgatori è un gigante.
Sono passati quasi trent'anni da quando una importante esperienza giornalistica di Andrea Purgatori veniva rappresentata al cinema ("Il muro di gomma" di Marco Risi uscì nel 1991).
Ora Purgatori è il conduttore di Atlantide sulla rete televisiva La7 che ieri, nell'ottantesimo anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, ha dedicato la serata all"Attacco alla democrazia"  (la puntata è visibile a questo link)