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14 novembre 2020

La pandemia negazionista

La negazionista di successo in TV

Siamo nel pieno della seconda ondata e vediamo in modo sempre più chiaro che il coronavirus Sars-Cov-2 ha innescato due pandemie, alla prima è stato assegnato il nome di Covid-19, la seconda invece è la sindrome negazionista che si presenta sotto varie forme: quella lieve della dietrologia complottistica, quella estrema del negazionismo puro e c'è anche una forma intermedia che cercherò di distinguere dalle precedenti.

31 agosto 2020

Il ruolo degli esperti nel sistema democratico

 Vorrei precisare che il ne ultra crepidam di cui ho parlato nel precedente post non va inteso come censura, non serve per dire che parlano solo gli esperti e tutti gli altri tacciono. In democrazia tutti possono parlare e possono criticare (con argomenti) qualunque cosa. Di contro nessuno, neanche il più esperto, dovrebbe esprimersi in modo ingiurioso e insolente. Però alla conoscenza va riconosciuto il suo valore. 

La parità esiste nelle forme e nel rispetto personale, ma nel merito, che attiene alla sostanza, non siamo tutti sullo stesso piano. Se io non so niente di medicina non posso stabilire la diagnosi, né posso ordinare al medico la ricetta dei farmaci. Però posso cambiare medico e questa piccola libertà è già sufficiente a darmi un potere che potrebbe tenere il medico in soggezione. L'economia riesce facilmente a prevalere sul valore delle conoscenze e sull'autonomia della ricerca scientifica. 

[con note di aggiornamento]

23 agosto 2020

La fiera degli ultracrepidari

 

Parola poco nota, ultracrepidari, ma non nuova, adottata attraverso l'inglese da un'antica vicenda narrata da Plinio il vecchio. Oggi torna utile per definire e comprendere lo stato di confusione accentuato dalla pandemia.

Plinio raccontò un fatto riguardante Apelle di Coo, il celebre pittore, uno dei più apprezzati artisti della sua epoca, che aveva l'abitudine di ascoltare le critiche che i passanti facevano alle sue opere. Accadde che un calzolaio trovò un errore nella raffigurazione di un sandalo (krepis). Apelle fece tesoro della critica e corresse il particolare imperfetto del dipinto. Il giorno seguente lo stesso ciabattino, visto il buon esito della sua precedente osservazione, si mise a criticare anche la forma del ginocchio e fu apostrofato in malo modo dall'artista:  ne supra crepidam sutor iudicaret  (Calzolaio, non giudicare più su del sandalo)

La frase è poi divenuta proverbiale soprattutto nella forma più imperativa e sintetica:  Sutor, ne ultra crepidam!