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26 maggio 2026

Nell'era della grande confusione

Il nuovo secolo, di cui abbiamo già percorso un quarto, ci sta spingendo verso una gran confusione mentale. Non siamo più in grado di distinguere il bene dal male. 

Non è più vero che il senso del bene e del male è innato in ciascun essere umano. Lo sosteneva anche Kant, ma oggi vediamo giovanissimi che si macchiano di crimini atroci senza capire il male compiuto. Uccidono per noia o per divertimento. Aggrediscono le persone più deboli, bruciano vivo il clochard, ammazzano di botte l'operaio che va a lavorare alle prime luci dell'alba, accoltellano la professoressa, stuprano la compagna o la finiscono a colpi di pietra. E poi dicono: vabbé, ma cosa abbiamo fatto di male? 

Questa confusione arriva fino ai livelli più alti del potere. L'uomo più ricco del mondo, che prepara astronavi da lanciare verso il pianeta Marte, afferma che l'empatia è la peggiore delle sciagure. Per lui la solidarietà umana è un problema.
Nella stanza ovale di Washington un losco individuo passato dai fallimenti aziendali ai casinò di Las Vegas, uno spaccone sciocco e ignorante, pretende il premio nobel per la pace mentre scatena guerre in ogni continente. Accanto a lui sono schierati i biechi padroni dei grandi macchinari della sorveglianza di massa e della guerra automatica. Ai loro ordini schiere di videopatici telecomandati guardano con risentimento le istituzioni che finora erano riuscite a prevenire ed impedire le guerre: ONU, UE, Corte Internazionale, corpi diplomatici e perfino le organizzazioni caritatevoli che cercano di soccorrere i più sventurati.

La visionaria follia del Terzo Reich, che trascinò il pianeta nella più distruttiva delle tragedie umane, sembra solo una pallida anteprima dell'accelerazionismo, la dottrina che vuole spingere rapidamente l'umanità verso l'Armagheddon, la guerra finale del bene contro il male, dove ognuno è certo di trovarsi dalla parte giusta e di avere il diritto di esercitare qualunque livello di violenza, di distruzione, di morte e di orrore. Combattere e uccidere nel nome di Cristo e della Bibbia, questo è il nuovo vangelo dell'Occidente, dall'altra parte c'è il Diavolo o l'Anticristo. 

Invece di godersi le loro immense ricchezze, i padroni delle reti tecnologiche, come ragni velenosi avvinghiati sul web, hanno urgenza di ripulire il pianeta da ogni forma vivente che non sia identica alla loro.
 
"Fecero un deserto e lo chiamarono pace"
scriveva Tacito citando il capo dei Britanni sconfitti dai romani, ma stavolta potrà essere un deserto totale in una pace atomica che vedrà tutto il pianeta ridotto come Hiroshima e Nagasaki, come Sodoma e Gomorra.

E mentre Trump minaccia la distruzione immediata di intere civiltà e Ben Gvir in terra santa cerca di emulare Himmler e di superarlo in manifestazione di ferocia, altri piccoli carnefici si preparano ovunque ad assumere il potere. 

*     *     * 

“Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare!”. 

Sono parole di Gandalf, il saggio patriarca che nella saga del "Signore degli Anelli" si oppone al perfido Sauron. 


Le ha citate Papa Leone nella sua prima enciclica. Un monito quasi beffardo per Peter Thiel e Alex Karp che credono di ispirarsi a Tolkien mescolandolo con citazioni di profeti biblici e di versi dell'Apocalisse.  Thiel si va proponendo come avversario dell'Anticristo che a suo dire avrebbe diffuso nel mondo le pericolose idee di democrazia, tolleranza, pacifismo, welfare-state e, udite udite, perfino il rispetto delle minoranze. 
Il papa usa una sola frase per mostrare ai tolkeniani di Palantir che non sono solo pessimi interpreti dei presunti vaticinii apocalittici, ma hanno anche travisato i significati dell'opera a cui ritengono di ispirarsi.    

3 agosto 2024

La transizione ecologica e digitale

La recente lettera di Beppe Grillo a Giuseppe Conte contiene la proposta di rimettere al centro del programma politico del Movimento 5stelle la transizione ecologica e digitale, ritenute entrambe necessarie per "vivere in un ambiente migliore e con parità di accesso ai dati, oltre a un diverso modo d’intendere la politica, che parta innanzitutto dai cittadini e non dai sepolcri imbiancati che dominano il nostro sistema"

Non è facile capire cosa si sta chiedendo. Grillo lo descrive in poche parole:
- la transizione ecologica si realizza anche attraverso politiche sul consumo, e non solo sulla produzione;
- la transizione digitale si incentra sull’accesso dei cittadini ai propri dati e su una maggiore fruibilità dei loro diritti, con regole che estendano gli spazi di democrazia diretta e favoriscano il ricambio della classe politica;

Sembrano formule magiche, ma lo sono davvero? Beppe Grillo sicuramente sa che le due transizioni sono già in atto, ma non sono apprezzate da tutti. 

La transizione ecologica finora è stata caratterizzata soprattutto dall'intento di ridurre le emissioni di CO2 ritenute responsabili dei cambiamenti climatici. Al riguardo esiste una diffusa narrazione (complottista) che nega l'esistenza di un nesso tra CO2 e cambiamenti climatici, ma il modo con cui si è proceduto finora viene contestato anche per altre ragioni. A molti sembra che tutte le restrizioni sarebbero imposte allo scopo di favorire alcuni settori finanziari e industriali a scapito di altri. Gli ambientalisti ritengono che i trattati internazionali e le compensazioni previste dal sistema Cap e Trade siano assolutamente inadeguati.
La limitazione dei motori a combustione e gli obblighi imposti per l'efficienza energica delle case sono esposti a moltissime critiche.
In che modo Grillo vorrebbe intendere questa transizione? io non l'ho capito. Auspicare politiche incentrate sul consumo, come dice lui, e non solo sulla produzione, mi sembra insistere sullo stesso metodo sbagliato che abbiamo adottato finora.
Nelle scuole si insegna ai bambini l'Agenda ONU 2030, piena di raccomandazioni per i futuri consumatori, ma se le industrie continuano a fare profitti generando falsi bisogni e accelerando l'obsolescenza dei loro prodotti, l'economia continuerà a spingerci verso un consumismo esasperato e sempre meno sostenibile. A Grillo questo piace? vuole fare ancora più pressioni sui consumatori  senza disturbare gli interessi dei produttori?

La transizione digitale auspicata da Grillo si incentra sull’accesso dei cittadini ai propri dati e su una maggiore fruibilità dei loro diritti. Questa formula sembra esprimere una volontà di contrastare l'attuale sviluppo delle rete, che attualmente è sostenuta dalle grandi piattaforme (GAFAM o GAMAM) che lucrano sul commercio dei dati.
Una rivoluzione volta a restituire alla rete la sua originaria funzione di strumento universale di comunicazione (e non di profitto), libero (e non di ossessivo controllo)  richiederebbe una sollevazione mondiale che finora nessuno è riuscito a suscitare, neanche gli appelli dei pionieri della rete (Tim Barners Lee, Richard Stallman, Lanier Jaron, Linux Torvald) o i gruppi delle comunità hacker. La questione ha un'importanza enorme ma pochi ne sono consapevoli. Per la maggioranza degli utilizzatori di smartphone gli strumenti offerti dalla rete sono solo servizi comodi e gratuiti. Non si sentono sfruttati, né troppo infastiditi da una sorveglianza che resta invisibile.

Quale programma potrebbe darsi in questa direzione il M5S?

L'ampliamento di spazi di democrazia diretta, come la possibilità di aderire a iniziative legislative popolari o richieste di referendum usando lo spid è già possibile, in questo senso si potrà fare anche meglio ma non credo che sia sufficiente a generare un ricambio della classe politica.

30 ottobre 2023

Aspettando una nuova Caporetto

Un documentario storico curato da Aldo Cazzullo e trasmesso da La7 (Caporetto - Una giornata particolare) ha mostrato alcuni aspetti della Grande Guerra che non c'erano nei libri di storia, perché la storia, quella scolastica, descrive gli assetti geopolitici e le cause economiche e sociali che hanno condotto alla guerra, poi ci sono le mappe dei territori conquistati o persi. Non ci sono gli aspetti organizzativi.

Sappiamo tutti che la 1^ gruerra mondiale fu una guerra di trincea. Ma che significa guerra di trincea? il documentario lo mostra molto bene e aiuta a comprendere meglio anche i versi della Veglia e di San Martino di Giuseppe Ungaretti, il poeta che a quella tragedia prese parte, come Carlo Emilio Gadda, come Silvio D'Amico ed altri che non si lasciarono ubriacare dalla retorica bellicista, futurista e dannunziana.

In quella Grande Guerra, lì sui monti del Carso, c'era anche mio nonno, ma io non l'ho mai conosciuto. Era mia nonna a riferirmi qualcosa di ciò che aveva saputo dal marito e dal fratello, fante in prima linea. Mi diceva che il 4 novembre non era una data da festeggiare perché quella guerra per lei era stata una grande sconfitta, una inutile e insensata carneficina. Mi diceva anche che i generali italiani, incapaci di gestire le strategie militari, si erano accaniti contro i loro stessi soldati ordinando in modo scellerato fucilazioni di innocenti: "mandavano i soldati allo sbaraglio, ordinavano attacchi inutili e impossibili, e poi li uccidevano sparando ai fuggiasci per incutere coraggio negli altri, i sopravvissuti che dovevano farsi uccidere dagli austriaci."
Il documentario di Aldo Cazzullo mi conferma i racconti di mia nonna.

2 luglio 2023

La guerra distopica

Val è il nome di un giovane ucraino che costruisce droni da guerra. Nell'intervista gli chiedono quanti uomini ha ucciso coi suoi micidiali giocattoli: "Centinaia forse, ma è difficile tenere il conto. Ormai per me è diventato un lavoro e la stessa cosa pensano i nemici mentre maneggiano i loro droni o sparano razzi su di noi. Dispiace, ma la guerra è anche e soprattutto questo."
Il giornalista descrive la calma e la precisione con cui Val esegue il suo lavoro. "Sono freddo? Non credere che non sappia cosa significhi togliere una vita, ho rispetto per gli avversari, anche loro sono stati mandati allo sbaraglio dentro una guerra che non volevano. La colpa della loro morte non la sento mia, ma è di chi ha voluto tutto questo orrore, Vladimir Putin”.

La colpa non è mai degli attori. Erano attori gli studenti di Stanford chiamati a recitare la parte delle guardie o quella dei detenuti nell'esperimento carcerario del Prof. Zimbardo. Non era un carcere, non c'erano colpevoli da punire, ma il crescendo di abusi, vessazioni e violenze era vero, si generava in modo quasi spontaneo, frutto della situazione astrattamente definita dall'esperimento.

17 aprile 2023

La persecuzione di Julian Assange

 «La persecuzione spietata a cui è stato sottoposto Julian Assange e il tradimento vergognoso della giustizia e dei diritti umani dimostrato da tutti i governi coinvolti sono più che indecenti: minano a fondo la credibilità, l’integrità e la sostenibilità della democrazia occidentale e dello Stato di diritto. La persecuzione di Assange stabilisce un precedente che non solo consentirà ai potenti di tenere segreti i loro crimini, ma renderà persino perseguibile per legge la rivelazione di quei crimini. Nel momento in cui dire la verità sarà diventato un crimine, vivremo tutti nella tirannia».
Nils Melzer

 

Julian Assange è un giornalista. Non è un terrorista. Nel suo sito (wikileaks) ha rivelato al mondo, con documenti autentici e filmati originali, le prove di crimini di guerra, torture e altri sporchi segreti dei potenti.

Da oltre un decennio è al centro di una feroce e sistematica persecuzione politica: ingiustamente indagato in Svezia per stupro, considerato una spia dagli Stati Uniti, rifugiato per sette anni nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e poi tradito nel 2019, Assange è rinchiuso da quattro anni nel famigerato carcere di massima sicurezza di Belmarsh (la Guantánamo britannica) in attesa della decisione sull’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, dove rischia fino a 175 anni di carcere.

Nils Melzer, il relatore speciale ONU sulla tortura, presenta in un libro i risultati della sua rigorosa indagine sul caso Assange, gli abusi commessi dai governi e le illegalità con cui il giornalista australiano è stato messo a tacere. Il libro rivela le gravi violazioni del diritto, le prove manipolate, la tortura psicologica, la sorveglianza costante, le diffamazioni e le intimidazioni nei confronti di un giornalista encomiabile per il servizio offerto alla verità e alla trasparenza democratica. 

Un vero e proprio calvario che Daniel Ellsberg, whistleblower dei Pentagon Papers, ha definito “lo scandalo giudiziario del secolo”

18 marzo 2023

Una saggia riflessione di geopolitica

Il prof. Carlo Rovelli, scienziato di fama mondiale, espone con estrema chiarezza la condizione geopolitica del mondo

19 febbraio 2023

Giornalisti e non, tra palloni e balle

Nei giorni scorsi s'è parlato molto di oggetti volanti abbattuti dall'aviazione americana. Un pallone aveveva sorvolato una base militare della Carolina del Sud. S'è detto che erano tentativi di spionaggio del governo cinese, ma forse non c'erano solo palloni, pare che in altri luoghi gli oggetti volanti avessero altre forme ed altri contenuti.

A me pare strana una sola cosa: che l'abbattimento di questi oggetti sia diventato una notizia. Normalmente queste cose accadono senza richiamare l'attenzione dei giornalisti. Forse stavolta il governo americano aveva voglia di provocare un po' quello cinese. Ma anche questo è abbastanza normale e qui nel mio blog potrei parlare di cose meno banali, invece dedicherò un post all'argomento perchè è troppo divertente il modo in cui la notizia rimbalza in rete e accende curiose fantasie. Partirò da un noto sito di controinformazione, e dicendo controinformazione non mi riferisco a Wikileaks, mi riferisco a quelli che sanno tutto di segrete logge massoniche e di congiure ebraiche, quelli che ci possono svelare anche le intenzioni più malefiche e nascoste di Bill Gates e perfino il vero segretissimo scopo perseguito dai produttori di vaccino, che ovviamente non può essere quello di far soldi a palate, sarebbe troppo banale.

Che interesse avrebbero i cinesi a mandare un pallone-sonda per controllare le basi militari americane? Questa è la furba domanda che porta ad escludere la versione ufficiale. La domanda poi si fa più interessante quando arriva la notizia di altri oggetti volanti avvistati in altre zone e veniamo anche a sapere che il presidente Biden ne ha ordinato l'abbattimento. Ma di cosa si tratta? La cusiosità cresce e per sapere la vera verità nel talk-show di Byoblu, modestamente intitolato "L'ora della verità", vanno ad intervistare un ufologo.

23 novembre 2022

Attacchi turchi contro il Rojava

L'aggressione russa all'Ucraina ha sconvolto l'economia europea, ci ha fatto precipitare nell'incubo di una nuova guerra mondiale e molti si sono chiesti perché la grande attenzione e il grande sostegno economico e militare dato all'Ucraina non c'era stato prima per altre nazioni ingiustamente aggredite (l'Afghanistan, l'Iraq, la Libia, la Siria...). Eravamo distratti? 

Ora c'è una nuova aggressione militare in corso: la Turchia sta bombardando le regioni della Siria nord-orientale, il Rojava. I bombardamenti hanno già causato decine di vittime e danni strutturali. E' stato colpito anche un ospedale a Kobane, la città simbolo della resistenza alla furia distruttiva dell'Isis (o Daesh). Forse gli uomini, le donne e i bambini che vivono in quei luoghi sono meno importanti degli altri? eppure siamo loro debitori per averci salvato dal terrorismo dell'Isis. Il Rojava è anche una repubblica in cui si stava sperimentando una nuova forma di democarzia comunitaria e per questo meriterebbe una attenzione particolare e anche un grande sostegno da parte di chi crede nelle democrazia.

4 luglio 2022

La guerra alle idee

Nei miei post precedenti (marzo-aprile) avevo cercato di dare un quadro delle cause che hanno portato alla guerra in Ucraina. A scuola i professori di storia insistono sempre sulla necessità di conoscere le cause e di non limitarsi al semplice susseguirsi dei fatti. Un video che avevo inserito è poi stato rimosso da YouTube perciò vi ripropongo qui la ricostruzione fatta da Marco Travaglio.

18 giugno 2022

L'Ucraina è un laboratorio di esperimenti

La Russia ha acceso la miccia di una guerra fratricida dagli esiti imprevedibili. La Nato aveva abbaiato per anni ai confini, strappando pezzi del vecchio impero sovietico. L'Ucraina aveva violato il trattato di Minsk e aveva agevolato le atrocità commesse nel Donbass. 

Nessuno è innocente, se non la povera gente: gli abitanti delle città ucraine a cui tutto è stato strappato, le famiglie russe che vedono i propri figli mandati al macello, i nordafricani che resteranno senza cibo, e tutti noi che diventeremo più poveri.

Ma c'è l'altra faccia della medaglia. La guerra è una straordinaria occasione per arricchirsi e forse anche per divertirsi. Si può depredare impunemente una nazione, si possono consolidare posizioni di potere, e si possono sperimentare nuove tecnologie. Ce lo dice Zelensky, l'attore che recita nel ruolo di presidente e di eroe. Ce lo dice nella sua apparizione fantasmagorica  e immateriale, da ologramma 3D: "È insolito che presidenti o capi di governo utilizzino un ologramma per rivolgersi alle persone, ma questo non è l'unico aspetto della Star Wars che stiamo mettendo in pratica."
L'esercito ucraino ha già potuto utilizzare il sistema satellitare messo a disposizione da Elon Mask. Può contare sulle tecnologie più avanzate, come gli GNOM, piccoli robot capaci di muoversi senza dare nell'occhio, di spiare e anche di distruggere i pesanti carri armati. Ma non basta,  Zelensky vuole  tecnologie ancora più avanzate. "È un esperimento e una rivoluzione digitale, e la modernizzazione del sistema attuale tutto allo stesso tempo. Nessun altro paese al mondo ti offrirà una tale possibilità di utilizzare le tecnologie più avanzate."

Cechov diceva che quando nella scena di un cinema o in quella di un teatro compare una pistola, prima o poi sparerà. Se qualcuno ha prodotto armamenti da fantascienza, prima o poi si dovranno usare, e qualcuno morirà, perché nella realtà le armi uccidono davvero. Anche i droni, i robottini, i software. Puoi uccidere come se le persone umane fossero figurine di un videogioco. Venite, venite tutti, a fare esperimenti in Ucraina. Venite a giocare al videogame reale e fatale. Scegliete voi se stare dalla parte dei rossi o dei neri. Non importa da che parte state, l'importante è partecipare. 

Con la guerra tecnologica si potrà fare anche un altro grande esperimento: abolire i pacifisti. Chi non è contro Putin, sta con Putin. Nessuno è neutrale, i pacifisti non esistono. I giornalisti dovranno schierarsi, altrimenti faranno la fine di Anna Politkovskaya o di Julian Assange. La libertà di stampa non esiste. La verità è una menzogna. La propaganda bellicista è legge.

La propaganda bellicista non è solo quella che fanno i russi sotto la spinta del loro governo, non è solo quella dei conduttori televisivi che riescono a zittire gli intellettuali; la propaganda bellicista sta anche dove non sembra, sta nei film e nei videogiochi che abituano bambini e ragazzi alla violenza, sta negli accordi con cui le scuole indirizzano gli studenti verso le forze armate, sta nel tentativo di proporre l'esercito come qualcosa di benevolo e di socialmente utile, sta nelle spese militari che vengono aumentate togliendo risorse alla scuola, alla ricerca e alla sanità. La propaganda bellicista trova le porte aperte dove il culturame fascista non viene rigettato, ma riproposto come scelta politica rispettata e rispettabile.  

*    *    *

Papa Francesco ci sta dando grandi insegnamenti: "Penso a tanta crudeltà, a tanti innocenti che stanno pagando la pazzia, la pazzia, la pazzia di tutte le parti, perché la guerra è una pazzia".
Egli giustamente ha detto di vergognarsi degli aumenti di spese per le armi. "Un macabro regresso di umanità"
E ci esorta a non arrendersi alla "logica della violenza e alla perversa spirale delle armi". Si imbocchi la via del dialogo e della pace:

"Ogni guerra nasce da un'ingiustizia, ma attenzione allo schema di guerra. Per esempio fare investimenti per comprare armi dicendo 'ne abbiamo bisogno per difenderci', ma questo è già lo schema di guerra. Non siamo abituati a pensare in uno schema della pace."

11 maggio 2022

Cartine al tornasole

Certi figuri, che si annidano tra politici e giornalisti, sono utilizzabili come cartina al tornasole. Fanno risparmiare la fatica di capire. Ti puoi regolare dalla loro reazione.  La cartina al tornasole è una strisciolina ricoperta di una sostanza chimica che assume una colorazione rosea in contatto con soluzioni acide, diventa azzurrognola in contatto con soluzioni basiche. Basta guardare il colore per distiguere tra diverse soluzioni. Accade lo stesso per quelle questioni complesse che uno non sa come giudicare. Per esempio non è facile capire se è meglio sostenere l'esercito che si oppone all'invasione o è meglio dichiararsi pacifisti senz'alcun cedimento. Però basta guardare la reazione della cartina al tornasole, magari da un tweet: 
“Ricordatevi questi nomi. Hanno scelto gli assassini, i torturatori, gli stupratori. Non lo dimenticheremo” (Fabrizio Rondolino)
E' lui la cartina: Fabrizio Rondolino. Sta sempre dalla parte sbagliata. I suoi giudizi sono sempre i peggiori, sempre espressi nel modo più rivoltante. 

30 aprile 2022

Libertà e pluralità di opinioni in tempo di guerra

La guerra in Ucraina ha deformato l'informazione pubblica. Siamo immersi in una narrazione tossica che somiglia già alla propaganda di guerra. C'è chi vorrebbe usare la censura, cioè abolire la libertà di opinione, per contrastare le dittature che aboliscono la libertà di opinione. Julian Assange è chiuso da anni in un carcere di massima di sicurezza nella liberale Gran Bretagna con l'accusa di aver divulgato la verità sui crimini di guerra americani. Dico USA e Gran Bretagna con la complicità della Svezia, non Russia e Cina con la complicità della Turchia.

Fortunatamente in Italia ora non c'è un regime totalitario, alle autorità non è consentita la censura, ma dobbiamo fare in modo che questa libertà non scompaia. In TV possiamo ascoltare opinioni varie, anche quella di esperti come il prof. Alessandro Orsini e di giornalisti come Michele Santoro, contrari all'intervento militare italiano nella guerra d'Ucraina. Tuttavia assistiamo anche a deplorevoli tentativi di censura diretta o indiretta.  

[post modificato il 3 maggio 2022]

15 aprile 2022

La guerra tra due ideologie dispotiche e illiberali

Putiniani, a rigor di logica dovrebbero essere i seguaci e sostenitori di Putin.  Esistono davvero? Purtroppo sì.  L'ex funzionario del KGB che è riuscito a scalare il potere tra accuse di corruzione e attentati falsamente attribuiti a terroristi ceceni, l'uomo che fa avvelenare gli oppositori e fa uccidere i giornalisti che lo criticano, ha molti ammiratori. Fu elogiato da George W. Bush nel 2001, quando i due si  incontrarono al summit in Slovenia
In Italia divenne buon amico di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini esibiva l'effige di Putin in divisa (un modo per dire che lui del presidente russo apprezzava soprattutto l'orgoglio militarista - era lo stesso Putin col berretto da militare che appariva sui manifesti dei neofascisti di Forza Nuova), abbiamo ascoltato gli elogi di Giorgia Meloni, che evidentemente in lui non vedeva un ex agente sovietico bensì un nuovo duce. I trascorsi comunisti del giovane Putin erano perdonabili, in fondo anche Mussolini aveva iniziato come marxista prima di diventare nazionalista e militarista. 

6 aprile 2022

Revisionismo informativo

Nessuno può pretendere che l'informazione ci fornisca sempre e solo la verità. In ogni notiziario ci sono diversi punti di vista, parzialità e anche falsificazioni. Questo è ben noto, ma in tempo di guerra la propaganda diventa fabbrica di falsificazioni con l'intento di disumanizzare il nemico e creare masse accecate dal furore vendicativo. Così la guerra si trasforma da mostro tragico in qualcosa di giusto e perfino necessario. Per non cadere nella trappola occorre seguire il vecchio consiglio di Benedetto Croce: giudicare le notizie usando il filtro della logica

Ci provo. Ma ora vedo che non ci sono soltanto notizie logicamente sospette, sembra che si stia mettendo in moto un revisionismo che tende a manipolare anche il passato.

28 marzo 2022

L'informazione con l'elmetto

La guerra porta devastazione e morte. Sempre. Ma noi italiani non abbiamo risentito delle guerre lontane. Non ci importava molto dell'Iraq e dell'Afghanistan, neanche della Siria, ora però la guerra è dentro l'Europa e già vediamo l'informazione devastata. Sembra quasi che l'Italia si sia già messa l'elmetto. 

Il migliore amico di Silvio Berlusconi, quello che era il perfetto capo di stato per Matteo Salvini (per le sue magliette esibiva l'effige di Vladimir Putin in divisa), elogiato da Giorgia Meloni come "difensore dei valori europei e dell'identità cristiana", ora è diventato il cattivo, il dittatore sanguinario, il nuovo hitler, il nemico da battere. Tutti armati contro di lui. Combattere per interposta nazione può essere un'ottima soluzione: basta  mandare armi agli ucraini che hanno il diritto di difendersi.

Sì, hanno davvero il diritto di difendersi. Ma l'Italia ripudia la guerra o no? La Costituzione esclude categoricamente che la guerra possa essere uno strumento di risoluzione delle controversie internazionali, invece ora ci dicono che non c'è una controversia da risolvere, è solo una guerra da vincere. E vinceremo! I professionisti dell'informazione ci spiegano che non ci sono ragioni e interessi contrapposti, non c'è uno scontro tra nazioni o tra culture, c'è solo un tiranno impazzito: Vladolf Putler. Se Putin è il male assoluto nessuno deve sottrarsi all'obbligo di sostenere la guerra armata del bene contro il male.

Qualcuno però non condivide completamente questa narrazione.  Salvini, Meloni, Berlusconi & C. annaspano tra l'innominabile, l'imbarazzato e uno stonato pacifismo. Altri vorrebbero davvero mantenere la pace e per riaverla sarebbero disposti a trattare anche col lupo cattivo. 

13 marzo 2022

Ucraina: la guerra dentro l'Europa

Che cos'è l'Ucraina? 

Sull'atlante geografico che a scuola usavo per studiare la geografia (ora non si studia più) non c'era uno stato con questo nome, c'era solo un'unica grande nazione che appariva sulla mappa con un unico colore e una sola bandiera: l'URSS. Ma l'Ucraina esiste e la sua storia risale all’epoca dei Cimmeri, un popolo quasi misterioso che abitava una terra che gli antichi consideravano attigua al regno dell’Ade e dei morti. 
 
[C'è un articolo di Valigia Blu che racconta tutta la storia] 

Qui ci occuperemo solo di quella più recente, iniziando dal secolo scorso, quando il grande impero degli Zar cadde nelle mani dei bolscevichi. Era il 1917. Un tentativo di creare una prima Repubblica Popolare Ucraina ebbe scarso successo. Erano presenti diverse etnie: 25% di Polacchi, una quota di Tedeschi e di Cechi, 12% di ebrei, oltre a Russi e altre nazionalità. I fautori del socialismo si scontrarono con quelli della Repubblica Nazionale e con le Armate Bianche insediate in Crimea. Ugualmente sfortunato fu anche il tentativo guidato dall’anarchico Nestor Machno di costituire una collettività organizzata di libere comuni agricole. Col trattato di pace di Riga del 1921 l’Ucraina finì sotto il controllo dei bolscevichi russi. Negli anni dello stalinismo il controllo fu sempre più duro, con esecuzioni e deportazioni, culminate nel 1932-33 con l’Holodomor, lo sterminio per fame decretato da Stalin. Nella sola Ucraina si ebbero dai 4 ai 5 milioni di morti.

Durante la Seconda guerra mondiale ci fu un secondo tentativo di costruire una Repubblica indipendente. La restaurazione dello Stato ucraino fu proclamata dai nazionalisti e dalle brigate di Stepan Bandera. Erano movimenti di ispirazione fascista che collaborarono coi nazisti tedeschi eliminando ebrei, rom, civili polacchi e funzionari sovietici. Nonostante la collaborazione offerta ai nazisti, gli ucraini furono sopraffatti dai tedeschi e successivamente dall’Armata Rossa.

Dopo la seconda guerra mondiale l’Ucraina fu annessa all’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). Una parte degli ucraini continuò a combattere contro i comunisti fino ai primi anni cinquanta, tra violenze e uccisioni.

28 dicembre 2020

La pericolosa Eddi

Apprendo dal blog di Davide Grasso che lo scorso 22 dicembre è stata confermata in appello la sorveglianza speciale a Maria Edgarda Marcucci.

Eddi è la ragazza italiana che ha combattuto in Siria contro i jihadisti nelle Unità di protezione delle donne curde Ypj. L'Italia le ha proibito di partecipare a riunioni pubbliche, rientrare a casa dopo le 21, uscirne prima delle 7, avvicinarsi a locali pubblici dopo le 18 ed altro ancora.

Anche se ha combattuto contro l’Isis (e non per, come altri italiani), è stata confermata “pericolosa” per aver mostrato di non credere nella bontà del capitalismo. Non solo le Ypj con cui ha combattuto affermano che lo Stato islamico è una manifestazione (la più estrema) dei caratteri patriarcali e parassitari che troviamo in tutto il mondo di oggi; Eddi ha preso parte prima e dopo la militanza in Siria a una miriade di manifestazioni ispirate da un’analoga condanna della società presente.
“Gravissime” attività, secondo i giudici, che comprovano il “paradigma di pericolosità soggettiva”. Manifestazioni No Tav, contro gruppi neo-fascisti o contro la vendita di armi alla Turchia vengono analizzate alla moviola, nel decreto, per trovare prova di “violenze” che, in mancanza di meglio, vengono riscontrate nelle sue supposte “pose marziali” (sic). Ogni fotogramma che la ritrae in un corteo o in un’azione femminista è passato al setaccio assieme alla lunghezza delle aste di bandiera da lei impugnate o i verbali dei diverbi con i controllori per una multa sul treno.

continua sul blog di Davide Grasso

18 giugno 2020

La guerra del Vietnam e l'ideologia pacifista


 

Ieri sera è andato in onda su La7 a cura di Andrea Purgatori "Vietnam, la guerra maledetta", il racconto di un conflitto assurdo, tragico, feroce.

Qui il link per rivedere la puntata che dura circa 3 ore.

Quando ero bambino in casa c'era un televisore in bianco e nero e ogni sera, durante il telegiornale, compariva sullo schermo la mappa del Vietnam e venivano pronunciati nomi di un mondo lontano e difficilmente comprensibile: Hanoi, Saigon, Vietcong, Ho-Chi-Min... questo ricordo mi ha lasciato l'impressione di conoscere la storia di quella guerra. Solo un'impressione.


La sequenza di fatti che Andrea Purgatori ci ha riproposto mi ha fatto conoscere molte vicende di cui avevo nozioni un po' vaghe, ma soprattutto non avevo capito quanto quella guerra insensata avesse contribuito alla formazione di un'opinione pubblica pacifista.

29 aprile 2020

Un ricordo di Giulietto Chiesa

L'improvvisa scomparsa di Giulietto Chiesa apre una crepa nel panorama dell'informazione politica. Lui era stato un comunista, un amico dei russi e della perestroika di Gorbaciov, ma ormai era diventato un faro tra due mondi; quello del pensiero politico razionalista e quello delle intuizioni complottiste.

Giulietto Chiesa era uno dei pochi intellettuali capaci di mettere in dubbio scenari geo-politici senza far sorgere il sospetto della paranoia complottista.


7 dicembre 2017

Il tribunale di Antigone

Slobodan Praljak si è ucciso davanti ai giudici del Tribunale Internazionale dell'Aia. L'anziano regista si è offerto ai fotografi e alle telecamere con un colpo di teatro. Si è dato la morte bevendo una fiala di veleno davanti al più vasto pubblico che avesse mai avuto, ma per il Tribunale dell'Aia lui non era un artista, era solo il generale Praljak, comandante delle truppe croate, un criminale di guerra, di una brutta guerra, quella dei Balcani. Per molti suoi concittadini lui fu un difensore del paese dall'attacco dei serbi.

La sua morte ci riporta agli orrori della ex-Jugoslavia, ma riapre anche i discorsi sul diritto-dovere di processare e condannare i criminali di guerra.