In politica c'è un nemico? La dialettica politica è confronto (e scontro) di idee che possono essere organizzate in ideologie. Abbiamo bisogno di elaborare ideologie per non scegliere in modo casuale o estemporaneo. Non c'è politica e non c'è democrazia senza dialettica ideologica. L'importante è che il confronto non degeneri. Ognuno deve saper rispettare le diverse opinioni degli altri. Il confronto democratico finisce dove arriva e si impone una ideologia che non tollera le altre, questa è la ragione per cui la demorazia non può sopravvivere senza una discriminante antifascista. Il
fascismo non è solo il tentativo di recuperare i simboli del ventennio mussoliniano, è soprattutto chi rifiuta il metodo democratico, chi non rispetta gli avversari e tende a demonizzarli.
Il neoliberismo non ha alcun legame storico col fascismo, anzi si pone nell'ambito della tradizione democratica liberale, tuttavia si è imposto nascondendo la propria natura ideologica e creando una efficacissima narrazione incentrata sullo "scientismo".
Neo-liberismo e scientismo
Scientismo è la distorsione con cui la scienza, nata dal dubbio metodico, viene trasformata in tecnica della verità. Lo scientismo si fonda su pretese "verità scientifiche" che non ammettono alcun dubbio. Tutto ciò che si può definire scientifico diventa indiscutibile. Al contrario della scienza che trae origine dal pensiero socratico, si fonda sul metodo galileiano e trova la sua più chiara definizione con Popper, lo scientismo impedisce ogni tentativo di confutazione. Così la scienza diventa un marchio di verità e lo scientismo la usa come fabbrica di nuovi dogmi.
Il primo scientismo è quello economico. Se l'economia è scienza, la collettività perde la possibilità di darsi liberamente una organizzazione economica. Se le regole dell'economia non sono decise dagli uomini, ma sono leggi "naturali" del mercato, gli economisti possono scoprirle ma non cambiarle. In tal modo la politica non ha spazio d'azione nel campo economico. Senza un libero spazio politico non può esserci neanche democrazia.
Questo assioma sta alla base di tutto lo scientismo neoliberista. Chi si oppone alle leggi fisiche del mercato è considerato fautore di "ideologia". Ciò che è ideologico è considerato antiscientifico, oscurantista, sostanzialmente diventa un nemico, non va ascoltato. Al contrario della scienza liberale, che dev'essere sempre aperta alla revisione di qualunque affermazione, lo scientismo è intollerante.
Lo scientismo è il grimaldello che consente all'ideologia neoliberista di penetrare in tutti gli altri settori della società diventando in tal modo una nuova forma di totalitarismo.
Per non incorrere nella preclusione antifascista il neoliberismo deve assumere apparenze democratiche. I suoi principi di carattere economico sono perfettamente compatibili con la democrazia liberale: concorrenza, economicità, produttività e di conseguenza efficienza, mobilità, flessibilità. Tuttavia sono princìpi adatti a regolare la produzione e lo scambio di merci e non altro. Quando questi princìpi,apparentemente neutrali, vengono imposti ad altri settori della vita sociale, l'effetto è quello di una mercificazione della vita.
Non diventa merce solo il lavoro. Diventa merce anche la salute, l'istruzione, l'informazione, la giustizia, la sicurezza e perfino gli affetti.