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6 giugno 2024

L'educazione dei ragazzi affidata a una macchina pedagogica

Nelle discussioni che riguardano la scuola o l'educazione emerge spesso la contrapposizione tra il ruolo della scuola e quello della famiglia. Alcuni rivendicano la centralità della famiglia, fino a negare che a scuola si possano affrontare questioni che riguardano la sfera dei sentimenti, della sessualità o altri dati sensibili della vita privata. Altri sognano una scuola che possa promuovere quei valori civici ed etici che molti ragazzi non hanno la possibilità di trovare in famiglia.

Chi ha ragione? Nessuno forse. Tra scuola e famiglia la differenza educativa c'è solo per le famiglie disastrate. La contrapposizione tra educazione scolastica ed educazione familiare è un divisivo politico. Di solito poggia su due pilastri: la competenze (come quelle vantate dal signor Briatore) e le invadenze (come quelle temute da chi crede alla teoria del Gender).  
 

Sono due pilastri della narrazione neoliberista che agisce parallelamente su due ambiti apparentemente distinti, quello familiare e quello economico. 

8 novembre 2021

Convertire la tribu' bianca

La civiltà occidentale è la punta più avanzata del progresso umano, ma forse è anche la parte più malata che rischia di distruggere tutto.
In questi giorni abbiamo visto i potenti della terra riuniti a Roma per il G20 e a Glasgow per la COP26. Il solito blablabla dei potenti che si complimentano tra loro mentre nel pianeta l'umanità soffre la fame, la sete, lo sfruttamento, la schiavitù, i disastri climatici, le guerre, la pandemia, le dittature... Tutti i movimenti nati per le vere esigenze degli uomini si sono dispersi: socialismo, comunismo, cooperativismo, comunità hippie, no-global, girotondi, occupy, cortei viola... tutti svaniti.
Non erano stalinisti quelli che s'erano dati appuntamento a Seattle nel 1999 e poi a Genova nel 2001. Chiedevano che la globalizzazione dell'economia fosse anche una globalizzazione del benessere. Lo chiesero ancora nel 2011 proclamando in tante  città l'Occupy Wall Street. Noi siamo il 99% dicevano i manifestanti di Zuccotti Park e di Gezi Park. Il 99% dovrebbe pur contare qualcosa in democrazia, invece no, tutto è svanito. Ora nei luoghi che avevano riacceso le speranze del mondo abbiamo visto arrivare la volgarità razzista di Trump e la dittatura di Erdogan. 

15 luglio 2020

La bufala del genitore-1 e genitore-2

Una norma di legge ha stabilito che in certi documenti ufficiali non si possono indicare i nomi dei genitori come "padre" e "madre" e che gli stessi devono essere classificati come "genitore 1" e "genitore 2".

E' una bufala. Non è mai esistita alcuna norma che abbia stabilito un'idiozia di questo genere. Però molti la credono vera, perché l'hanno letta, l'hanno sentita in televisione, hanno visto le proteste di alcuni partiti e associazioni. Recentamente hanno saputo che la norma è stata abolita per decisione dell'ex-ministro Salvini, dunque prima c'era, altrimenti come avrebbe fatto ad abolire una norma che non esiste?

No, la regola del Genitore 1 e Genitore 2, imposta affinché non si scrivesse più padre e madre non è MAI esistita.  E' una bufala bella e buona, ma di quelle così ben confezionate che ci vuol fatica per smentirle. Come si fa a smentire un norma che nessuno cita, che nessuno sa dove sia?

Visto che ora la norma inesistente è stata abolita, partiamo da questa presunta abolizione. Ce ne dà notizia l'Avvenire del 3 aprile 2019 che titola: "Torna madre e padre sulla carta d'identità dei minorenni"

12 luglio 2020

La Teoria Gender

Nel precedente post dedicato al politicamente corretto, ho citato una fake-news che è stata costruita e diffusa in modo molto efficace: la storia del divieto legale di qualificare i genitori come "padre" e "madre" e il corrispondente obbligo di inserire nei documenti amministrativi la più neutra dicitura di "genitore 1" e "genitore 2".

Non c'è nulla di vero in questa storia, ma è quasi impossibile da smentire perché sembra confermata da molte notizie ricorrenti sulla stampa e in TV. Quasi nessuno dispone del tempo e delle competenze necessarie per verificare se davvero in qualche norma di legge o in qualche regolamento amministrativo o in qualche modulo burocratico non sia realmente apparsa una tale assurdità. Poi, se tutti ne parlano, si può legittimamente supporre che qualcosa di vero dovrà pur esserci.

Dagli organi ufficiali di informazione non è mai arrivata alcuna smentita, inoltre l'anno scorso la notizia che attribuiva a Salvini, all'epoca Ministro dell'Interno, il merito di aver ripristinato l'uso delle parole "padre" e "madre" nei documenti ufficiali ha fornito a tutti una indiretta conferma della reale esistenza del caso.

Proverò io a fare il "debunker". Oddio che brutta parola! Meglio l'italiano: proverò a smontare la bufala e per farlo dovrò spulciare tra le norme, ma prima vorrei farvi notare che questo tipo di bufala  nasce all'interno di un'altra bufala più grande chiamata "Teoria Gender", un inglesismo brutto e fuorviante. 

Allora cominciamo dal Gender rinviando ad un prossimo post la questione del genitore 1 e genitore 2.

10 luglio 2020

Cos'è il politicamente corretto?

Traggo una definizione da Wikipedia 

il politicamente corretto (o politically correct) è "un atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale, soprattutto nel rifuggire l'offesa verso determinate categorie di persone"
Chi è che usa e che vorrebbe imporre a tutti un linguaggio ripulito da ogni ombra di pregiudizio?

La risposta più immediata potrebbe vederne l'origine tra coloro che sono ideologicamente contrari ai pregiudizi di tipo  razziale, etnico, religioso, sessuale, ecc. cioè quelli di sinistra, etichettati anche come "buonisti", che non significa buoni ma piuttosto ipocriti che vogliono apparire buoni imponendo agli altri particolari obblighi di pensiero. A tal fine pretendono di censurare il linguaggio. Non più i bacchettoni tradizionalisti, ora quelli di sinistra sarebbero diventati i censori. E' davvero così?