Nelle discussioni che riguardano la scuola o l'educazione emerge spesso la contrapposizione tra il ruolo della scuola e quello della famiglia. Alcuni rivendicano la centralità della famiglia, fino a negare che a scuola si possano affrontare questioni che riguardano la sfera dei sentimenti, della sessualità o altri dati sensibili della vita privata. Altri sognano una scuola che possa promuovere quei valori civici ed etici che molti ragazzi non hanno la possibilità di trovare in famiglia.
Chi ha ragione? Nessuno forse. Tra scuola e famiglia la differenza educativa c'è solo per le famiglie disastrate. La contrapposizione tra educazione scolastica ed educazione familiare è un divisivo politico. Di solito poggia su due pilastri: la competenze (come quelle vantate dal signor Briatore) e le invadenze (come quelle temute da chi crede alla teoria del Gender).
Sono due pilastri della narrazione neoliberista che agisce parallelamente su due ambiti apparentemente distinti, quello familiare e quello economico.
