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6 giugno 2024

L'educazione dei ragazzi affidata a una macchina pedagogica

Nelle discussioni che riguardano la scuola o l'educazione emerge spesso la contrapposizione tra il ruolo della scuola e quello della famiglia. Alcuni rivendicano la centralità della famiglia, fino a negare che a scuola si possano affrontare questioni che riguardano la sfera dei sentimenti, della sessualità o altri dati sensibili della vita privata. Altri sognano una scuola che possa promuovere quei valori civici ed etici che molti ragazzi non hanno la possibilità di trovare in famiglia.

Chi ha ragione? Nessuno forse. Tra scuola e famiglia la differenza educativa c'è solo per le famiglie disastrate. La contrapposizione tra educazione scolastica ed educazione familiare è un divisivo politico. Di solito poggia su due pilastri: la competenze (come quelle vantate dal signor Briatore) e le invadenze (come quelle temute da chi crede alla teoria del Gender).  
 

Sono due pilastri della narrazione neoliberista che agisce parallelamente su due ambiti apparentemente distinti, quello familiare e quello economico. 

4 aprile 2024

E' destra o solo malaffare?

Destra e sinistra. Di solito se ne parla in chiave strettamente politica: la sinistra indica l'orientamento di chi preferisce una maggiore uguaglianza economica e sociale, mentre la destra indica chi vuol conservare le disuguaglianze in nome del merito o con altre giustificazioni.
Finchè esisteranno le disuguaglianze questa differenza di orientamenti politici non potrà essere eliminata, tuttavia è piuttosto diffusa l'opinione opposta, di chi ritiene che ormai le posizioni  politiche sono confuse e talvolta invertite. Ci dicono che non esiste più una sinistra che voglia mettere in discussione la disuguaglianza e che questo compito è ormai stato assunto dai movimenti populisti anti-elitari.
Due affermazioni  sbagliate. La sinistra egualitaria esiste, benché interdetta dalla rappresentazione giornalistica e sostituita da quella che Diego Fusaro chiama "sinistra fuksia" nella quale si possono collocare sia i partiti che non riescono a contrastare le disuguaglianze, pur raccogliendo voti da chi vorrebbe farlo, sia partiti di destra (Renzi e Calenda) che promuovono le disuguaglianze da una posizione liberale (non xenofoba, non maschilista, non confessionale) e che vengono erroneamente collocati a sinistra sul presupposto che la destra debba sempre coincidere con tendenze fascistoidi. Renzi e Calenda sono semplicemente esponenti di una destra democratica, che esiste anche in Italia.
La seconda affermazione è altrettanto sbagliata. Vorrebbe accreditare il populismo come forza rivoluzionaria mentre è  semplicemente una replica del solito qualunquismo: né destra, né sinistra, siamo contro il sistema o contro la casta. I qualunquisti sostengono che non vi sia più alcuna differenza politica tra destra e sinistra, ma in realtà hanno una visione molto chiara della differenza che vorrebbero negare, infatti non sbagliano mai la mira: i loro attacchi sono rivolti tutti e sempre contro la sinistra, mai contro la destra. Questo dimostra che la differenza è ben chiara anche a loro e che sanno molto bene di voler essere collocati a destra.
La destra oggi è vincente perché in essa convergono varie forze: fascisti di nome o di fatto, leghisti, mafiosi, faccendieri al servizio di vari potentati (Renzi, Calenda e simili) e qualunquisti anti-sistema. 

6 maggio 2023

Chi è il nemico e dov'è il nemico?

In politica c'è un nemico? La dialettica politica è confronto (e scontro) di idee che possono essere organizzate in ideologie. Abbiamo bisogno di elaborare ideologie per non scegliere in modo casuale o estemporaneo. Non c'è politica e non c'è democrazia senza dialettica ideologica.  L'importante è che il confronto non degeneri. Ognuno deve saper rispettare le diverse opinioni degli altri. Il confronto democratico finisce dove arriva e si impone una ideologia che non tollera le altre, questa è la ragione per cui la demorazia non può sopravvivere senza una discriminante antifascista. Il fascismo non è solo il tentativo di recuperare i simboli del ventennio mussoliniano, è soprattutto chi rifiuta il metodo democratico, chi non rispetta gli avversari e tende a demonizzarli. 

Il neoliberismo non ha alcun legame storico col fascismo, anzi si pone nell'ambito della tradizione democratica liberale, tuttavia si è imposto nascondendo la propria natura ideologica e creando una efficacissima narrazione incentrata sullo "scientismo". 

Neo-liberismo e scientismo

Scientismo è la distorsione con cui la scienza, nata dal dubbio metodico, viene trasformata in tecnica della verità. Lo scientismo si fonda su pretese "verità scientifiche" che non ammettono alcun dubbio. Tutto ciò che si può definire scientifico diventa indiscutibile. Al contrario della scienza che trae origine dal pensiero socratico, si fonda sul metodo galileiano e trova la sua più chiara definizione con Popper, lo scientismo impedisce ogni tentativo di confutazione. Così la scienza diventa un marchio di verità e lo scientismo la usa come fabbrica di nuovi dogmi.

Il primo scientismo è quello economico. Se l'economia è scienza, la collettività perde la possibilità di darsi liberamente una organizzazione economica. Se le regole dell'economia non sono decise dagli uomini, ma sono leggi "naturali" del mercato, gli economisti possono scoprirle ma non cambiarle. In tal modo la politica non ha spazio d'azione nel campo economico. Senza un libero spazio politico non può esserci neanche democrazia. 

Questo assioma sta alla base di tutto lo scientismo neoliberista. Chi si oppone alle leggi fisiche del mercato è considerato fautore di "ideologia". Ciò che è ideologico è considerato antiscientifico, oscurantista, sostanzialmente diventa un nemico, non va ascoltato. Al contrario della scienza liberale, che dev'essere sempre aperta alla revisione di qualunque affermazione, lo scientismo è intollerante.
Lo scientismo è il grimaldello che consente all'ideologia neoliberista di penetrare in tutti gli altri settori della società diventando in tal modo una nuova forma di totalitarismo.  
Per non incorrere nella preclusione antifascista il neoliberismo deve assumere apparenze democratiche. I  suoi principi di carattere economico sono perfettamente compatibili con la democrazia liberale: concorrenza, economicità, produttività e di conseguenza efficienza, mobilità, flessibilità. Tuttavia sono princìpi adatti a regolare la produzione e lo scambio di merci e non altro. Quando questi princìpi,apparentemente neutrali, vengono imposti ad altri settori della vita sociale, l'effetto è quello di una mercificazione della vita.
Non diventa merce solo il lavoro. Diventa merce anche la salute, l'istruzione, l'informazione, la giustizia, la sicurezza e perfino gli affetti.

 

9 gennaio 2021

Il bivacco dei manipoli a Washington

Le notizie di rilievo di questo inizio 2021 sono due. La prima viene da Washington, dove alcuni buzzurri travestiti da barbari hanno dato l'assalto a Capitol Hill, il fastoso palazzo bianco col cupolone, tempio sacro della democrazia che da noi viene chiamato "Campidoglio", sede del Parlamento americano; la seconda riguarda Roma, dove alcuni buzzurri travestiti da politici stanno dando l'assalto al governo di Giuseppe Conte, quel professore senza tessere politiche che ha cercato di riportare a Palazzo Chigi un po' di competenza e di serietà. 

Cerchiamo di capire, se possibile, il senso di questi avvenimenti. 

Da una parte, quella americana, sembra che Trump, tronfio del suo narcisismo incontrollabile, abbia tentato un colpo di Stato facendo qualcosa di simile a quello che Mussolini aveva minacciato in Italia cento anni fa, dall'altra c'è solo un gruppo di bulli che è andato a piantar grane dentro Palazzo Chigi.

«Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.»

11 luglio 2020

Un'intervista a Noam Chomsky

Ho scritto varie cose sulla pandemia e sulle sue strane conseguenze, ma credo che sia utile ascoltare anche il parere di Noam Chomsky, che oggi rappresenta la più grande intelligenza del pianeta. Ho trovato una sua intervista di cui posso offrirvi una rozza traduzione fatta con l'aiuto di google.

Chris Brooks - In These Times
Noam Chomsky: i ricchi non aspettano a costruire un nuovo mondo. Perché noi sì?


Per decenni Noam Chomsky è stato uno dei principali analisti dei problemi sociali.  I suoi libri e discorsi hanno contribuito a spiegare in che modo un mondo gestito da corporazioni e miliardari ci ha portato a guerre infinite e a catastrofici cambiamenti climatici. Ora ci sta aiutando a capire come le corporation e i miliardari stiano effettivamente peggiorando la pandemia di coronavirus perseguendo politiche selvagge di cui si avvantaggiano a spese di tutti gli altri.

Lo scrittore dello staff di Labor Notes, Chris Brooks, ha intervistato il professor Chomsky il 10 aprile per saperne di più su come siamo entrati in questo momento e su cosa ci vorrà per farci uscire.


Chris Brooks: Professor Chomsky, grazie mille per esserti unito a noi. So che sei sempre sommerso da richieste di interviste, quindi per conto di Labor Notes ti ringrazio davvero tanto per aver dedicato del tempo a parlare con noi.

Chomsky: felice di farlo.

30 agosto 2018

Curare o trascurare

Ho già fatto l'elenco delle diverse questioni riportate al centro dell'attenzione dal crollo del ponte autostradale di Genova, ma c'è una questione specifica sulla quale è opportuno soffermarsi.
Il problema è la corruzione di un Paese che non pratica più l’umile manutenzione quotidiana perché con la manutenzione straordinaria c’è più margine per tangenti e regalie. Un Paese che preferisce la crescita inutile e dannosa del Tav o della Brebemi alla tutela di ciò che esiste e che serve davvero.

2 febbraio 2018

I lavoratori forzati

Il lavoro non è soltanto fonte di sostentamento. Il lavoro è formazione della personalità, rete di relazioni e occasione per il reciproco riconoscimento. Ma il lavoro può anche diventare una pena, simile alla galera dei rematori. Così sono ridotti i dipendenti di Amazon costantemente controllati dal braccialetto elettronico. I lavori forzati distruggono la personalità e dobbiamo chiederci chi ha condannato quei lavoratori e perché.

30 novembre 2017

L'inizio di tutte le riforme scolastiche

La scuola italiana sta cambiando. Prima era una scuola di insegnanti e studenti. C’erano i libri, i quaderni, le lavagne, cioè strumenti al servizio delle persone, della loro educazione e della loro cultura personale. Si studiava per imparare e per sviluppare un'armoniosa personalità. Poi sono arrivate le riforme.

21 novembre 2017

I nostri dati sanitari regalati alla IBM

Le informazioni che riguardano la nostra salute sono dati sensibili. Questo non significa che esiste un obbligo di tenere nascoste le nostre malattie o le nostre debolezze (predisposizioni ad ammalarsi). In molti casi parlarne è doveroso perché è importante avvisare gli altri se siamo portatori di una malattia contagiosa. La mascherina con cui i giapponesi coprono naso e bocca quando hanno il raffreddore è un segno, ben visibile, di rispetto e di civiltà. Allora perché preoccuparsi di custodire i nostri dati?
Non è solo questione di riserbo, non è solo un modo per sfuggire ai giudizi e ai pregiudizi. La medicina è diventata business.
Le industrie farmaceutiche orientano la ricerca scientifica. Dove manca un servizio sanitario nazionale le cure sono garantite da compagnie di assicurazione. La libertà di esercitare liberamente l'impresa privata consente alle compagnie di scegliere la propria clientela e quindi di assicurare o non assicurare o di imporre clausole con particolari limiti. Siamo tutti esposti ai loro capricci perché l'ideologia neo-liberista e le politiche economiche di austerità stanno smantellando i servizi pubblici.

Se l'assicurazione riesce a conoscere in anticipo le nostre malattie e le nostre predisposizioni può scaricare tutte le persone a rischio e offrire copertura solo a chi gode già di buona salute. Ecco perché i dati sanitari devono restare coperti dal riserbo e devono essere comunicati con la massima cautela. Ecco perché il governo italiano compie un grave errore e commette un grandissimo abuso nel consegnare a un'industria americana i nostri dati più sensibili.

25 ottobre 2017

Quali lotte di quali classi

La contrapposizione tra destra-sinistra ha perso di significato? Sono molti a pensarlo. Ho cominciato a rifletterci tanti anni fa, ascoltando un dialogo nel film di Virzì "Caterina va in città", era il 2003. C'era un professore che chiedeva a un ragazzo di dare la definizione attuale di fascisti e comunisti. Il ragazzo dice che i comunisti sono quelli più ricchi, laureati, i fascisti sono i più poveri e ignoranti. Un capovolgimento totale, eppure rispondente alla realtà di quel ragazzo.
Oggi possiamo dire che fascismo e comunismo sono esperienze storiche ormai archiviate? Possiamo ritenere che la contrapposizione tra destra e sinistra è stata soppiantata da nuove polarità?

La nuova polarità sembra esser quella che contrappone i sostenitori dell'establishment (i nuovi conservatori che avrebbero ereditato dalla vecchia sinistra i dogmi del politically correct) ai protagonisti di un'insurrezione populista che dovrebbe contraddistinguersi per sincerità e franchezza, forse rozza nei modi, ma sostanzialmente pacifica e non-violenta. L'establishment coincide con una sinistra, ormai non più comunista, ma radical-chic. Chiunque tenta di contrastare l'establishment viene etichettato come populista o fascista. Un altro modo di definire le due squadre in campo distingue tra sovranisti ed europeisti, questi ultimi generalmente intesi come sostenitori dell'establishment europeo.

Si tratta ovviamente di un inganno perché l'establishment non esiste. Esistono diversi poteri (economico, finanziario, politico, militare, ecc.) che in certe istituzioni rivestono un ruolo primario mentre in altre sono scarsamente efficaci. I vertici militari possono condizionare la politica, ma non sempre ci riescono; la finanza tende a dominare l'economia, ma non sempre ci riesce. L'apparato militare russo o cinese difficilmente andrà a braccetto con quello americano o francese. Allora l'establishment che cos'è? L'idea di immaginarli tutti riuniti e tutti concordi mi sembra troppo ingenua, può stare solo nell'immaginario di chi potere non ne ha.

1 settembre 2012

Economia pubblica e privata

La produzione e la distribuzione dei beni e dei servizi è pubblica o privata. L'art. 41 Cost. stabilisce che l'iniziativa economica privata è libera, ma essa concorre con una presenza di beni e di servizi pubblici e può concorrere anche con una iniziativa economica pubblica.

28 gennaio 2012

Naomi Klein

Naomi Klein è una delle più importanti firme del giornalismo mondiale. Autrice di No-Logo (2000) la più chiara ed accurata inchiesta sui cambiamenti indotti dalla globalizzazione nell'economia mondiale e nei rapporti di lavoro.  Un libro che, dopo le proteste di Seattle del 1999, fu considerato la "bibbia" del movimento no-global, fino alla sanguinosa repressione al G8 di Genova nel 2001.

Nel 2007 Naomi Klein ha scritto "The shock doctrine" (tradotto in italiano col titolo Shock Economy), un altro importante studio sui mutamenti dei sistemi economici mondiali.