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4 aprile 2021

C'è una nuova pandemia: la vaccinazionite

Sto inventando questa parola mentre scrivo, forse non dovrei , ma non trovo altro per descrivere la situazione che vedo: da una parte una grande incertezza sulla quantità e qualità dei vaccini disponibili, dall'altra una gran fretta di vaccinare, anche le persone che sembrano poco disposte o fortemente contrarie.

D'accordo che siamo in emergenza e l'emergenza può giustificare sia l'incertezza che la fretta, ma stiamo attenti a non perdere una equilibrata visione delle cose.

I meglio informati mi diranno che nessuno può essere contrario ad avere uno scudo che può difenderti dal rischio di contagio da Covid-19. Quindi i no-vax sarebbero solo vittime di una disinformazione complottistica. L'opposizione ai vaccini non sarebbe un'opinione, bensì una follia, un ostacolo da rimuovere al più presto per assicurare alla scienza di poterci mettere tutti al sicuro. Poi però, vediamo una scienza molto incerta perché non c'è un vaccino, ce ne sono tanti, prodotti con metodi diversi e con effetti diversi, ma soprattutto non ce ne sono abbastanza per vaccinare tutti. Allora perché costringere alcuni che non lo vogliono, lasciando insoddisfatti gli altri che lo vogliono? 

25 aprile 2020

Il coronavirus e la fiera delle idiozie

Il virus ci ha costretto a stare reclusi per evitare il contagio. Rinuncia alla libertà. Qualcuno si chiede se sia lecito imporla. La decisione del governo italiano è stata presa prima di altri paesi perché purtroppo in Italia si era creato un primo focolaio che mostrava la pericolosità del virus.
Il primo contagiato di Codogno era un giovane (38anni) in ottima salute arrivato in ospedale in condizioni quasi disperate. C'era poco da consolarsi con l'idea di una semplice influenza che forse avrebbe potuto ammazzare qualche vecchio già malato (guardate questa testimonianza del 15 marzo per avere un assaggio di realtà). La sfortuna italiana di essere colpiti per primi potrebbe essere stata una fortuna perché ci ha costretto a non sottovalutare i rischi.