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10 aprile 2025

Roberto Saviano: autore o vittima delle maldicenze?

Ieri ho trovato un pesante insulto nei riguardi di Roberto Saviano. Non è certo una novità, sappiamo che non è ben visto da tutti e che alcuni non esiterebbero ad eliminarlo fisicamente se non fosse protetto dalla scorta. Però l'insulto di ieri mi ha stupito perché era in una chat frequentata da attivisti del M5S, dove uno immagina di trovarci i seguaci di Beppe Grillo, e li immagina affezionati allo spirito con cui il comico genovese pubblicava nel suo blog il "calendario dei santi laici", molti dei quali erano vittime di mafia, e denunciava anche gli abusi del potere, perciò mi ha fatto uno strano effetto vedere che là ora qualcuno possa annoverare Roberto Saviano tra gli "infami". E' il termine che i mafiosi affibbiano ai "traditori", ma forse chi l'ha scritto non aveva intenti omertosi o intimidatori, l'ha scritto probabilmente in buona fede e postando anche un lungo elenco di titoli (almeno 10) su condanne giudiziarie che lo scrittore di "Gomorra" avrebbe subito nel corso degli anni. 

Si può dar credito a qualcuno che viene continuamente condannato per diffamazione?

Ecco, a mettere in fila tanti titoli in effetti può sembrare che Saviano sia stato condannato tante volte, per tante vicende diverse. Non è così. In tribunale lui c'è finito per DUE vicende: la diffamazione a Boccolato e il plagio di alcuni articoli pubblicati da giornali locali dell'editore Libra. In entrambi i casi ci sono state sentenze contrastanti perché non è sempre facile capire chi ha torto e chi ha ragione.

 

2 febbraio 2024

L'antifascismo sta diventando un crimine?

Il caso di Ilaria Salis va avanti ormai da quasi un anno, però ci sono volute le fotografie con guinzaglio e schiavettoni affinché i giornali più importanti se ne accorgessero. Meglio tardi che mai. 

Non so se sarà sufficiente a far capire a tutti quale modello politico è quello di Orban: ha posto la magistratura al servizio del governo e adesso si nasconde dietro l'indipendenza della magistratura. Va bene, è Orban, ci mancherebbe pure che non faccia celebrare "il giorno dell'onore" in ricordo dei miliziani delle "croci frecciate" morti al fianco dei nazisti nel tentativo di fermare l'avanzata dell'Armata Rossa: una festa della Liberazione alla rovescia. Nessuna meraviglia che sia stato montato un processo allo scopo di infliggere pene molto severe a chi ha osato disturbare quella celebrazione pubblica. Non gli basta neanche la carcerazione e la condanna di Ilaria Salis (per cui sono stati già chiesti 11 anni di reclusione) vorrebbe anche l'estradizione di un altro cittadino italiano: Gabriele Marchesi.

2 dicembre 2023

Escursione giornalistica ai confini della realtà

Oggi ho fatto un viaggio in un territorio che si pone ai confini della realtà, dove sembra di vedere ancora cose reali ma poi ti accorgi che non c'è nulla di reale.
Non sto parlando di un luogo, neanche di una di quelle esperienze al limite del paranormale com'erano quelle raccontate da una vecchia e bellissima serie Tv degli anni '60. Sto parlando di giornalismo, cioè di qualcosa che dovrebbe rispecchiare la realtà attraverso notizie di cronaca e riflessioni sull'attualità. Nei giornali di solito questo troviamo, ma io oggi sono andato oltre il territorio giornalistico, sono entrato nelle pagine web di Libero collocate sul dominio liberoquotidiano.it.
E' stata un'esperienza straniante, simile a quella di certe rappresentazioni distopiche. 

Proverò a raccontarvela per quel che si può.

La prima notizia è politica, riguarda la Meloni, nel titolo c'è scritto cha la Premier "picchia durissimo contro l'ANM". 

 


Solo ieri in Parlamento il ministro Crosetto aveva cercato di sminuire la portata delle sue precedenti dichiarazioni sul complotto dei magistrati e la stessa Meloni, in un altro articolo dello stesso quotidiano, nega che ci sia uno scontro tra politica e magistratura. Allora, se lo scontro non c'è, perché picchia duro contro l'Associazione di magistrati? 

23 giugno 2023

La fabbrica delle opinioni

E' possibile programmare il cervello? è possibile fabbricare le opinioni e distribuirle ai cittadini che le faranno proprie senza neanche rendersene conto?
Spesso ci dicono che questo è possibile, ma siamo portati a pensare che non può accadere a noi, perché  non siamo così stupidi da farci rifilare opinioni altrui e di crederci, come fossero le nostre.
Ma è davvero così?
Ecco, ho un esempio sotto mano.

Stamattina un amico mi ha mandato un messaggio carico di indignazione: vergogna, vergogna, vergogna, scritto sotto il titolo di un articolo:

"Sono stati promossi con 9 in condotta gli studenti di Rovigo che hanno sparato proiettili finti contro una prof. Le scuse del Ministro Crosetto alla docente."
C'è poco da obiettare, l'indignazione è comprensibile: come fai a dare nove in condotta a studenti che si sono comportati in quel modo?
Sto quasi per mettergli il mio like di conferma e approvazione, poi mi trattengo per una pignoleria: ma che c'entra Crosetto cha fa il Ministro della Difesa? Forse dovrebbe essere il Ministro dell'Istruzione a dire qualcosa.

Vado a controllare e trovo la dichiarazione del Ministro Valditara, diversa nello stile ma simile nella sostanza: il nove in condotta è diseducativo. Il Ministro dice di aver chiesto una relazione alla scuola.
Meno male, mi dico, abbiamo un Ministro capace che non ha ancora perso il senno. Sono bravi questi ministri del Governo Meloni. Non è la mia opinione normalmente, ma in questo caso come potrei dire il contrario? 

17 aprile 2023

La persecuzione di Julian Assange

 «La persecuzione spietata a cui è stato sottoposto Julian Assange e il tradimento vergognoso della giustizia e dei diritti umani dimostrato da tutti i governi coinvolti sono più che indecenti: minano a fondo la credibilità, l’integrità e la sostenibilità della democrazia occidentale e dello Stato di diritto. La persecuzione di Assange stabilisce un precedente che non solo consentirà ai potenti di tenere segreti i loro crimini, ma renderà persino perseguibile per legge la rivelazione di quei crimini. Nel momento in cui dire la verità sarà diventato un crimine, vivremo tutti nella tirannia».
Nils Melzer

 

Julian Assange è un giornalista. Non è un terrorista. Nel suo sito (wikileaks) ha rivelato al mondo, con documenti autentici e filmati originali, le prove di crimini di guerra, torture e altri sporchi segreti dei potenti.

Da oltre un decennio è al centro di una feroce e sistematica persecuzione politica: ingiustamente indagato in Svezia per stupro, considerato una spia dagli Stati Uniti, rifugiato per sette anni nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e poi tradito nel 2019, Assange è rinchiuso da quattro anni nel famigerato carcere di massima sicurezza di Belmarsh (la Guantánamo britannica) in attesa della decisione sull’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, dove rischia fino a 175 anni di carcere.

Nils Melzer, il relatore speciale ONU sulla tortura, presenta in un libro i risultati della sua rigorosa indagine sul caso Assange, gli abusi commessi dai governi e le illegalità con cui il giornalista australiano è stato messo a tacere. Il libro rivela le gravi violazioni del diritto, le prove manipolate, la tortura psicologica, la sorveglianza costante, le diffamazioni e le intimidazioni nei confronti di un giornalista encomiabile per il servizio offerto alla verità e alla trasparenza democratica. 

Un vero e proprio calvario che Daniel Ellsberg, whistleblower dei Pentagon Papers, ha definito “lo scandalo giudiziario del secolo”

18 luglio 2022

Esiste la libertà di opinione?

Il caso Julian Assange, di cui abbiamo già trattato, rappresenta un chiaro esempio di soppressione della libertà di stampa. Accade nel mondo occidentale dove, finchè Assange non sarà riabilitato e non gli sarà restituito il diritto di pubblicare informazioni, anche quelle sui risvolti più scabrosi dei conflitti militari e delle tensioni politiche, ogni celebrazione della libertà di stampa sarà soltanto un vuoto esercizio retorico.
In Italia però assistiamo anche ad un altro sgradevole fenomeno, di cui abbiamo trattato nel periodo che ebbi a definire vaccinazionite. Riguarda il presunto obbligo di esprimere opinioni "corrette". Una pretesa che minaccia, oltre alla libertà di stampa, anche la libertà di opinione e di pensiero. 

 

4 luglio 2022

La guerra alle idee

Nei miei post precedenti (marzo-aprile) avevo cercato di dare un quadro delle cause che hanno portato alla guerra in Ucraina. A scuola i professori di storia insistono sempre sulla necessità di conoscere le cause e di non limitarsi al semplice susseguirsi dei fatti. Un video che avevo inserito è poi stato rimosso da YouTube perciò vi ripropongo qui la ricostruzione fatta da Marco Travaglio.

17 giugno 2022

La libertà di stampa non esiste più

L'estradizione di Julian Assange segna la fine della libertà di stampa nel nostro mondo occidentale: 

Mentre in Italia discutiamo di liste di proscrizione in cui finiscono i dissidenti, la Gran Bretagna concede l'estradizione di Assange richiesta dagli USA. Una decisione che arriva dopo lunghi anni di detenzione già inflitti senza alcuna condanna (sette anni di confino all'interno della piccola ambasciata ecuadoregna e quasi quattro anni di carcerazione dura in isolamento). Siamo davanti ad un caso evidente di ingiusta persecuzione di un innocente che avuto il merito di averci aperto gli occhi su molteplici crimini che venivano coperti da menzogne governative. La persecuzione di Assange è stata possibile grazie alla complicità della Svezia e al colpevole silenzio degli altri governi europei.

Il giornalista australiano è accusato di aver pubblicato notizie importanti, tutte vere, documentate. Notizie di atroci e ingiustificabili crimini di guerra. Nessuno viene processato per quei crimini. Assange viene consegnato agli USA per avercene dato notizia. Trattato come un criminale per aver denunciato i criminali.

La libertà di stampa dal 2010 era prigioniera con lui, in attesa di una decisione. Ora, con la decisione di Priti Patel (una donna, figlia di immigrati indiani) possiamo considerare abolita la libertà di stampa, in Inghilterra, ma non solo. Sappiamo che non c'è speranza per nessuno se i governi degli stati che si dicono democratici non avviano un piano di sanzioni contro USA e UK. Se è possibile quello che è stato fatto ad Assange significa che dare notizie vere di fatti gravissimi è diventato un crimine internazionale punibile alla stregua degli atti di terrorismo.    

11 maggio 2022

Cartine al tornasole

Certi figuri, che si annidano tra politici e giornalisti, sono utilizzabili come cartina al tornasole. Fanno risparmiare la fatica di capire. Ti puoi regolare dalla loro reazione.  La cartina al tornasole è una strisciolina ricoperta di una sostanza chimica che assume una colorazione rosea in contatto con soluzioni acide, diventa azzurrognola in contatto con soluzioni basiche. Basta guardare il colore per distiguere tra diverse soluzioni. Accade lo stesso per quelle questioni complesse che uno non sa come giudicare. Per esempio non è facile capire se è meglio sostenere l'esercito che si oppone all'invasione o è meglio dichiararsi pacifisti senz'alcun cedimento. Però basta guardare la reazione della cartina al tornasole, magari da un tweet: 
“Ricordatevi questi nomi. Hanno scelto gli assassini, i torturatori, gli stupratori. Non lo dimenticheremo” (Fabrizio Rondolino)
E' lui la cartina: Fabrizio Rondolino. Sta sempre dalla parte sbagliata. I suoi giudizi sono sempre i peggiori, sempre espressi nel modo più rivoltante. 

20 novembre 2021

Chris Hedges - indagini sul neofascismo

Per capire qualcosa della realtà in cui viviamo non basta acquisire le informazioni. Per non lasciarsi confondere dalle informazioni occorre dotarsi di buoni strumenti che si possono ottenere dalla nostra esperienza personale, dallo studio dei grandi pensatori del passato, ma sono importanti anche gli investigatori del presente. Tra questi non possiamo dimenticare la giornalista canadese Naomi Klein, che ormai da oltre vent'anni ci mostra le dinamiche dell'economia. Oggi però vorrei inserire nel blog qualche appunto su Chris Hedges, un giornalista statunitense che ha scritto molti libri di cui solo due sono disponibili nella traduzione italiana. Eppure Hedges è molto noto: ha avuto il premio Pulitzer nel 2002, l'Amnesty International Global Award, ed è stato proclamato giornalista on-line dell'anno nel 2009. 

Chris Hedges è stato un corrispondente di guerra, è stato presente nel Salvador degli anni '80, a Serajevo negli anni novanta, nella striscia di Gaza, per anni ha lavorato per il New York Times. Un giornalista vero, non un riciclatore di narrazioni e di paranoie raccattate nei social.

31 agosto 2021

I segreti indicibili della guerra al terrore

Rai3 ci ha fatto un bel regalo. "Presa Diretta" Riccardo Iacona ci ha raccontato la storia di Julian Assange parlando delle vere ragioni per cui è detenuto, prima nella piccola sede di un'ambasciata e poi in un carcere speciale britannico.

"Il caso Assange è il più grande scandalo giudiziario della storia. Io lo paragono al caso Dreyfus, perché questa è la storia di un uomo che è stato giudiziariamente perseguito da noi, in occidente, solo perché ha detto la verità" (Niels Melzer - relatore speciale ONU contro la tortura)

La colpa del giornalista australiano non è quella di aver molestato due donne, non c'era stata alcuna denuncia. La sua colpa è quella di aver fatto giornalismo, cioè di aver raccontato la verità su fatti di grande importanza.
I documenti pubblicati da Wikileaks hanno svelato al mondo gli sporchi segreti della "guerra al terrore": le uccisioni inutili di civili in Iraq (Collateral Murders), le sanguinose rappresaglie americane, l'uso dei droni per uccisioni che spesso colpiscono "per errore" persone innocenti allo scopo di esercitare una giustizia senza processo. Non può dirsi democratico uno stato che usa tali metodi ed esercita anche pressioni illecite su altri governi (anche quello italiano) allo scopo di rapire e torturare presunti nemici. Tutto fuori da ogni legalità. 

Su "L'intellettuale dissidente" c'è un'intervista a Niels Melzer. L'intervista è lunga, ma andrebbe letta da tutti. 


31 agosto 2020

Il ruolo degli esperti nel sistema democratico

 Vorrei precisare che il ne ultra crepidam di cui ho parlato nel precedente post non va inteso come censura, non serve per dire che parlano solo gli esperti e tutti gli altri tacciono. In democrazia tutti possono parlare e possono criticare (con argomenti) qualunque cosa. Di contro nessuno, neanche il più esperto, dovrebbe esprimersi in modo ingiurioso e insolente. Però alla conoscenza va riconosciuto il suo valore. 

La parità esiste nelle forme e nel rispetto personale, ma nel merito, che attiene alla sostanza, non siamo tutti sullo stesso piano. Se io non so niente di medicina non posso stabilire la diagnosi, né posso ordinare al medico la ricetta dei farmaci. Però posso cambiare medico e questa piccola libertà è già sufficiente a darmi un potere che potrebbe tenere il medico in soggezione. L'economia riesce facilmente a prevalere sul valore delle conoscenze e sull'autonomia della ricerca scientifica. 

[con note di aggiornamento]

23 agosto 2020

La fiera degli ultracrepidari

 

Parola poco nota, ultracrepidari, ma non nuova, adottata attraverso l'inglese da un'antica vicenda narrata da Plinio il vecchio. Oggi torna utile per definire e comprendere lo stato di confusione accentuato dalla pandemia.

Plinio raccontò un fatto riguardante Apelle di Coo, il celebre pittore, uno dei più apprezzati artisti della sua epoca, che aveva l'abitudine di ascoltare le critiche che i passanti facevano alle sue opere. Accadde che un calzolaio trovò un errore nella raffigurazione di un sandalo (krepis). Apelle fece tesoro della critica e corresse il particolare imperfetto del dipinto. Il giorno seguente lo stesso ciabattino, visto il buon esito della sua precedente osservazione, si mise a criticare anche la forma del ginocchio e fu apostrofato in malo modo dall'artista:  ne supra crepidam sutor iudicaret  (Calzolaio, non giudicare più su del sandalo)

La frase è poi divenuta proverbiale soprattutto nella forma più imperativa e sintetica:  Sutor, ne ultra crepidam!

19 agosto 2020

La diceria delle due campane

Un'amica mi dice che per non cadere nelle manipolazioni ideologiche lei si informa ascoltando sempre le due campane.  Ma quali sono le due campane?

Un tempo l'espressione faceva pensare a un contrasto ben chiaro di visioni politiche, quello magistralmente rappresentato nei film di Peppone e Don Camillo. 

La prima campana stava sul campanile della chiesa,  rappresentava la morale cristiana, la solidità della famiglia tradizionale, l'economia basata sulla proprietà privata e sul capitalismo industriale, era una campana che esprimeva sempre amicizia e riconoscenza verso gli americani; l'altra campana aveva un suono in cui si mescolava sogno e minaccia, per alcuni era il sogno del paradiso socialista, per altri la minaccia della rivoluzione bolscevica che avrebbe portato con sé la dittatura del proletariato. Un passaggio necessario secondo i cultori della falce e del martello, un permanente regime oligarchico dominato dalla nomenklatura di partito per tutti gli altri. 

31 luglio 2020

Tutti gli orrori e tutte le stragi hanno lo stesso colore

In questi giorni lo scandalo della caserma Levante di Piacenza sta sollevando dubbi sull'intero sistema organizzativo delle forze dell'ordine in Italia. 

I carabinieri di Piacenza agiva imitando il crimine violento descritto in "Gomorra" (qui un commento di Roberto Saviano)

E' l'ennesimo scandalo. Gli scandali sono stati molti e ogni volta abbiamo sentito rinnovare gli elogi ai carabinieri e alla polizia facendo in modo di limitare l'onta dello scandalo. In genere lo si fa usando la metafora delle "mele marce". Talvolta ci abbiamo anche creduto senza riuscire a capire perché le "mele marce" di Ferrara (i 4 poliziotti condannati con sentenza definitiva per l'omicidio di Federico Aldrovandi) non venivano allontanati dalla polizia ma continuavano ad essere applauditi e difesi anche dal sindacato di polizia; (non sarebbe meglio scartarle se sono mele marce?) Non abbiamo capito perché gli artefici della "macelleria messicana" nella scuola Diaz di Genova non venivano allontanati dalla polizia, ma addirittura promossi; non abbiamo capito perché se un magistrato che s'è occupato di quei sanguinari abusi di potere dichiara che sono abusi di potere viene messo sotto indagine; non abbiamo capito perché dentro le caserme sono sempre gli onesti ad aver paura e a subire sanzioni (dal caso del carabiniere Santino Tuzi, misterosamente suicidato, al caso del carabiniere Riccardo Casamassima).

Ora viene sequestrata un'intera caserma, covo di una banda di gangster spacciatori che ricevevano encomi. No, ora la retorica delle "mele marce" non è più sostenibile, i casi sono troppi e hanno tutti lo stesso colore politico, quindi c'è una questione generale da affrontare ed è anche una questione politica.  I carabinieri-ganster di Piacenza hanno scelto come avvocato un esponente di Forza Nuova. Inutile girarci attorno. E non si cada nel solito tranello: non stiamo parlando di carabinieri o poliziotti che tutelano l'ordine pubblico usando metodi violenti, questi sono spacciatori picchiatori che agiscono solo per intimorire, far soldi e acquisire potere. Pare che non abbiano commesso gli omicidi dei fratelli Savi, ma lo stile è sempre quello.

13 giugno 2020

Cacciare l'intruso


Il tempo passa in fretta. Passa ancora più in fretta dentro una situazione di emergenza in cui le informazioni si aggiornano rapidamente. Non ci ricordiamo più cosa stavamo facendo la settimana scorsa perché troppe cose sono cambiate da allora. Con questa consapevolezza il 2 aprile ho pubblicato un post in cui ho annotato la successione dei fatti nei primi tre mesi della pandemia. Ora però vedo che non è sufficiente tenere il conto dei fatti, è importante ricordare anche chi diceva cosa. Ci aiuta a distinguere la prudenza e la saggezza dal parlare a casaccio. Per fortuna c'è Marco Travaglio che riesce a fare questo lavoro certosino e ci dà la sveglia.

La notizia che tiene banco è quella delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio. Per quasi tutti i giornali è la notizia più importante, quella che conferma le accuse scagliate da Salvini e Meloni. La somma dei morti, delle reclusioni domiciliari per milioni di italiani e delle migliaia di aziende chiuse, erano davvero una miscela criminale. I giudici l'hanno finalmente capito e ora Giuseppe Conte dovrà risponderne. Può esultare anche il generale Pappalardo che lo stava dicendo da tempo. E Salvini ora chiede a Conte di “scusarsi coi parenti e gli amici dei troppi bergamaschi morti”.

Ecco, fermiamoci un attimo. Conte deve scusarsi perché li ha fatti morire lui? o semplicemente perché avrebbe potuto evitare la loro morte? E come si fa per evitare che qualcuno s'ammali contagiato dal coronavirus?

29 aprile 2020

Un ricordo di Giulietto Chiesa

L'improvvisa scomparsa di Giulietto Chiesa apre una crepa nel panorama dell'informazione politica. Lui era stato un comunista, un amico dei russi e della perestroika di Gorbaciov, ma ormai era diventato un faro tra due mondi; quello del pensiero politico razionalista e quello delle intuizioni complottiste.

Giulietto Chiesa era uno dei pochi intellettuali capaci di mettere in dubbio scenari geo-politici senza far sorgere il sospetto della paranoia complottista.


4 marzo 2020

Julian Assange imprigionato a Belmarsh

 
 

A sostegno del noto giornalista australiano s'è finalmente vista una manifestazione anche in Italia. 

Lo scorso aprile, alla notizia della sua cattura all'interno dell'ambasciata dove era rifugiato da sette anni, immaginavo che nel giro di poche ore ci sarebbero state proteste da tutti giornalisti in ogni parte del mondo. Le accuse nei suoi confronti era ridicole, come quelle provenienti dalla Svezia, o liberticide.  Ogni persona fedele ai valori della democrazia liberale avrebbe dovuto gridare allo scandalo. Invece è passata come notizia ordinaria. Giornali e TV hanno continuato a parlare d'altro. Alcuni hanno fatto affermazioni vergognose, manifestando ignoranza e servilismo.

Tutti i proclami di libertà di pensiero e di parola delle democrazie occidentali non avranno alcun senso finché non sarà restituita la libertà a Julian Assange. 

28 febbraio 2018

Giornalisti in prima linea e mondo di mezzo


In Turchia Ahmet Altan, Memeth Altan e Nazli Iliack sono stati condannati all'ergastolo. Non sono assassini, non sono rapinatori, non sono ladri, sono giornalisti e sono colpevoli di dissenso; per la stessa ragione sono stati incarcerati e forse torturati anche magistrati e insegnanti.
Il giornalismo, quello vero, diventa un mestiere rischioso e la democrazia mostra tutta la sua fragilità. Dobbiamo presidiarla dando il massimo sostegno al giornalismo d'inchiesta. 
A Malta è stata uccisa Daphne Caruana Galizia, giornalista free-lance che indagava su vicende legate ai Panama Papers, un groviglio di frodi finanziarie con ramificazioni estese fino al governo maltese. Poco prima di morire la giornalista aveva scritto sul suo blog: «Ci sono criminali ovunque, la situazione è disperata».

31 dicembre 2017

La deriva del peggior giornalismo

La stampa, il quarto potere. Il titolo del più celebre film di Orson Welles indica l'importantissimo ruolo dei giornalisti nel sistema democratico. I cittadini non possono controllare i loro rappresentati politici se il giornalismo non esercita la sua funzione di inchiesta e di stimolo. In Italia le cose vanno piuttosto male perché insieme ad un giornalismo servile c'è anche di peggio e qui vorrei portare un esempio.