Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post

25 aprile 2024

25 aprile - festa dell'aria pulita


 La Festa della Liberazione quest'anno sembra accendere più polemiche del solito. E' stata per anni  la festa divisiva. Divideva gli italiani che rievocavano con gioia il ritorno alla vita normale, perché è normale poter vivere nella libertà, dagli italiani che si appartavano richiudendosi in una sorta di rimpianto e di lutto. Ora gli ex appartati ricoprono le più importanti cariche istituzionali della nazione e questo sposta l'attenzione su di loro, che non potranno mai cantare Bella Ciao! e non potranno mai dirsi antifascisti se non pronunciando una scomoda falsità. 

 Ne riparleremo perché il caso Scurati ha fatto emergere aspetti non secondari dell'attuale situazione politica, ma qui vi propongo le parole di Bartolomeo Camiscioni (detto Alberto).

10 febbraio 2023

Il distorto ricordo delle foibe

 Al municipio di Ostia la commemorazione della tragedia delle Foibe è finita in rissa. Squadristi di Casapound hanno aggredito una consigliera del PD. Non so per quale colpa, probabilmente si stava dando una lettura non sufficientemente propagandistica dell'evento di cui i fascisti hanno fatto la propria bandiera.

Il Giorno del Ricordo delle foibe fissato per legge al 10 febbraio, non ha molto senso. LO dico senza alcuna intenzione di sminuire l'orrore di quei fatti, ma c'era già il 27 gennaio, Giorno della Memoria, istituito non solo per ricordare la Shoa, ma anche gli "italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio". 

Dunque non solo ebrei vittime del nazismo, ma anche le vittime di altre oppressioni e di altre uccisioni. Vittime innocenti ci sono state anche in conseguenza di vendette inutili, eccessive e sbagliate, come furono gli italiani giustiziati sul confine sloveno e gettati nelle foibe. Nel giorno della memoria è giusto ricordare anche loro. 

L'idea di contrapporre al giorno della memoria un'altra giornata non aveva altra ragione che non quella di dividere e creare una contrapposizione. Era necessario per superare il limite segnato dal riferimento alle persone che si sono opposte al progetto di sterminio. E' a loro che la nostra memoria vuol rendere omaggio, non a chi volle e collaborò allo sterminio di milioni di innocenti.

Se il nazi-fascismo fosse morto insieme ai due dittatori e ai loro regimi, come spesso ci viene detto,  nessuno avrebbe sentito il bisogno di inventare una pretestuosa contrapposizione con una celebrazione circoscritta agli eccidi delle foibe. Chi l'ha voluto evidentemente non riesce a condannare le idee che produssero quelle immani sciagure. Vorrebbe restituire dignità anche ai nazi-fascisti presentandoli come vittime. Solo separando la vicenda delle foibe dai fatti che l'hanno preceduta si riesce a costruire una narrazione vittimistica che possa riabilitare i fascisti e conferire alla loro ideologia patriottica e prevaricatrice la stessa dignità di altre ideologie politiche.

4 luglio 2022

La guerra alle idee

Nei miei post precedenti (marzo-aprile) avevo cercato di dare un quadro delle cause che hanno portato alla guerra in Ucraina. A scuola i professori di storia insistono sempre sulla necessità di conoscere le cause e di non limitarsi al semplice susseguirsi dei fatti. Un video che avevo inserito è poi stato rimosso da YouTube perciò vi ripropongo qui la ricostruzione fatta da Marco Travaglio.

26 agosto 2021

Il nazismo dopo la fine del nazismo

Il programma Atlantide curato da Andrea Purgatori per La7 ha trasmesso una lunga inchiesta televisiva prodotta da History Channel. Un gruppo di esperti è stato coinvolto in una "Caccia a Hitler" allo scopo di verificare se il dittatore nazista sia davvero morto suicida a Berlino alla fine di aprile del 1945 o se possa essere sfuggito.

Le dicerie su una presunta sopravvivenza del Fuhrer sono ben note, ma in genere sono considerate leggende che godono di scarsa considerazione tra gli studiosi di storia, tuttavia non si può negare che qualche dubbio potrebbe essere lecito e sembra essere anche avallato da affermazioni di Stalin. 

L'inchiesta è stata confezionata in una forma commerciale infarcita di autocompiacimento, una formula che ha reso le otto puntate prolisse e confuse. In conclusione l'inchiesta non ha prodotto alcuna nuova prova sulla sorte di Hitler, ma ad essa si deve riconoscere il merito di aver portato alla luce una vasta rete di complicità di cui i nazisti godevano sia in Europa, sia in Sudamerica.  

A differenza di quel che comunemente si ritiene i criminali nazisti non sarebbero fuggiti in Sudamerica per trovare rifugio e confondersi tra la gente comune, cercando così di far dimenticare il proprio passato, ma avrebbero utilizzato basi dove ricostituire centri di potere che avrebbero consentito di  portare avanti i progetti nazionalsocialisti. Vi sono prove evidenti che in molti casi i nazisti, oltre che  ricevere protezione dai regimi dittatoriali, sarebbero stati istigatori di violenze e protagonisti di nuovi crimini perpretati con gli stessi metodi e la stessa ferocia del nazismo hitleriano. Con o senza Hitler c'è un nazismo che prosegue dopo la caduta del nazismo.

Qui ho cercato di riassumere le informazioni fornite nel corso delle varie puntate per chi non avesse avuto la possibilità di seguirle.

*   *   *

L'ipotesi della fuga di Hitler è stata esaminata anche nel canale di Massimo Polidoro che la associa ad altre ipotesi leggendarie di personaggi famosi che avrebbero simulato la propria morte. Massimo Polidori ha poi proposto anche un'altra ipotesi sulla morte del Fuhrer che sarebbe stato sostituito da un sosia.

Il canale di Nova Lectio esamina anche l'ipotesi di una colonia nazista in Antartide.

 

25 aprile 2021

Un omaggio a Gilberto Malvestuto

Molto bello l'omaggio che alcuni abruzzesi hanno voluto offrire, con le note di Bella Ciao, al partigiano Gilberto Malvestuto, che ha compiuto da pochi giorni i suoi cento anni.

La sua storia è riassunta in una voce di wikipedia oltre che nel sito della Brigata Majella. C'è anche una bacheca facebook gestita personalmente da lui. 

Nel risvolto di questo post vi propongo il video coi cantori girato sotto la sua casa di Sulmona e un'intervista realizzata da ilGerme.

25 giugno 2020

Boris Pahor

Avevo concluso il post sulle storie di Covid con la promessa che avrei detto qualcosa su Boris Pahor.

Sono pochissimi a poter raggiungere i 100 anni e se qualcuno ci arriva con la mente lucida diventa qualcosa di straordinario.
La memoria di un vecchio ha il valore di una biblioteca e nel caso dell'ultracentenario contiene storie antiche, come una scoperta archeologica.




22 aprile 2019

L'incubatrice del mondo moderno

Pietro Citati è un meraviglioso cantastorie. Dal primo racconto della sua Luce della notte  traggo un bellissimo ritratto degli antichi greci.
Li descrive dopo aver narrato la storia della guerra tra Persiani e Sciti. L'immenso impero di Dario spinse i suoi eserciti verso nord. Le schiere attraversarono il Danubio per sottomettere un popolo di nomadi. I guerrieri persiani, molto ben equipaggiati, entrarono nelle praterie dove gli sciti cavalcavano con i loro "cavalli più leggeri della pantera e più feroci dei lupi della sera". Cavalli bardati di feltro, ornati di cortecce, coi musi mascherati come teste di drago. Quei nomadi vivevano in città ambulanti composte di centinaia di carri imbottiti di feltro e trainati da coppie di buoi. Quei nomadi sembravano fuggire coi loro carri e le loro donne, invece combattevano una guerra invisibile che in un altro millennio avrebbero chiamato guerriglia. Arcieri nascosti attivano gli eserciti in imboscate e scagliavano frecce velocissime coi loro archi dalla doppia curvatura.
Dario, il sovrano del più grande impero del mondo, contemplò l'enigmatico dono degli sciti e si preparò a fuggire. Nella scatola c'era un uccello, un topo, una rana e cinque frecce.
La guerra nelle pianure del nord era stata anche una guerra magica: i magi d'oriente, detentori di grande sapienza, erano stati sconfitti da sciamani danzanti e da incantesimi di streghe nordiche.

Ai margini di questo catastrofico scenario Citati ci mostra le piccole isole greche abitate da pochi pastori che il grande imperatore non aveva degnato neanche di considerazione. Quel popolo che viveva nelle piccole isole, in piccole città senza esercito e senza re, avrebbe deriso per sempre l'immensa gloria dei persiani. Il segreto di quel popolo disgregato era la loro disgregazione. Erano capaci di soffermarsi a guardare le piccole cose, il susseguirsi concatenato di piccoli eventi la cui descrizione diventò filosofia e matematica, arte e mito.  

14 gennaio 2012

La storia delle patate

Nel mondo antico non c'erano patate. Gli imperatori romani e i filosofi greci non hanno mai mangiato patatine o polenta; Dante Alighieri e Leonardo Da Vinci non hanno mai assaggiato gnocchi o purè.

Oggi le patate sono ovunque, come contorno di varie pietanze ed ingrediente di altre. I bambini ne sono ghiotti e le conoscono come cibo industriale venduto nei sacchetti. Per gli europei furono una novità arrivata dalle Americhe insieme al mais e al tabacco. Ma la storia della patata è molto curiosa e interessante.