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2 novembre 2024

Sono loro, sono tornati

Non ci crederai... ma sono tornati... lupi travestiti da agnelli... bulli... arroganti e le facce ghignanti. Coi loro deliri... i loro dileggi.. la loro propaganda... e la stessa ignoranza !
(Vasco Rossi al padre)
 

Vasco vede quel che vediamo anche noi. Siamo in una diversa condizione storica, il tempo non torna indietro, il fez e i calzoni alla zuava non usano più, ma sono loro e ce lo dicono, ce lo ripettono ogni giorno.


Non passa giorno senza che non ci diano qualche chiaro segnale della loro fedele appartenenza: i busti del duce ostentati dalle massime cariche politiche, e qualche ministro sottolinea di tenerlo sul comodino; l'esaltazione della decima mas, i raduni di Acca Larentia, i finanziamenti per Forza Nuova, i francobolli per Italo Foschi e Maffeo Pantaleoni, la sede dei FdI intitolata a Italo Balbo, il mausoleo al generale Graziani, la riesumazione forzata del futurismo...

25 aprile 2024

25 aprile - festa dell'aria pulita


 La Festa della Liberazione quest'anno sembra accendere più polemiche del solito. E' stata per anni  la festa divisiva. Divideva gli italiani che rievocavano con gioia il ritorno alla vita normale, perché è normale poter vivere nella libertà, dagli italiani che si appartavano richiudendosi in una sorta di rimpianto e di lutto. Ora gli ex appartati ricoprono le più importanti cariche istituzionali della nazione e questo sposta l'attenzione su di loro, che non potranno mai cantare Bella Ciao! e non potranno mai dirsi antifascisti se non pronunciando una scomoda falsità. 

 Ne riparleremo perché il caso Scurati ha fatto emergere aspetti non secondari dell'attuale situazione politica, ma qui vi propongo le parole di Bartolomeo Camiscioni (detto Alberto).

2 febbraio 2024

L'antifascismo sta diventando un crimine?

Il caso di Ilaria Salis va avanti ormai da quasi un anno, però ci sono volute le fotografie con guinzaglio e schiavettoni affinché i giornali più importanti se ne accorgessero. Meglio tardi che mai. 

Non so se sarà sufficiente a far capire a tutti quale modello politico è quello di Orban: ha posto la magistratura al servizio del governo e adesso si nasconde dietro l'indipendenza della magistratura. Va bene, è Orban, ci mancherebbe pure che non faccia celebrare "il giorno dell'onore" in ricordo dei miliziani delle "croci frecciate" morti al fianco dei nazisti nel tentativo di fermare l'avanzata dell'Armata Rossa: una festa della Liberazione alla rovescia. Nessuna meraviglia che sia stato montato un processo allo scopo di infliggere pene molto severe a chi ha osato disturbare quella celebrazione pubblica. Non gli basta neanche la carcerazione e la condanna di Ilaria Salis (per cui sono stati già chiesti 11 anni di reclusione) vorrebbe anche l'estradizione di un altro cittadino italiano: Gabriele Marchesi.

6 dicembre 2023

Le leggi ora le fa il governo, ma non son mica fascisti


Ieri in Parlamento abbiamo visto i deputati di opposizione mostrare cartelli di sdegno. Non c'è da stupirsi, siamo abituati a queste cose nell'aula di Montecitorio, però credo che pochi abbiano capito cos'era realmente accaduto.
Ve lo riassumo: la proposta di legge che avrebbe imposto un minimo salariale di 9 euro l'ora non è stata approvata, e fin qui niente di strano; era una proposta fatta dai partiti di opposizione (la prima firma era quella di Giuseppe Conte) e sappiamo tutti che le opposizioni sono minoranza in Parlamento.
La proposta è stata bocciata? No, questo è il bello.
I partiti di maggioranza non hanno il coraggio delle loro idee, votare contro quella proposta significava mostrare la volontà di affamare gente che lavora, si umiliavano anche molti lavoratori che hanno votato per i partiti di destra. Non c'è possibilità di respingerli come "fannulloni" o "divanisti", si tratta di lavoratori, non di percettori del sussidio di sopravvivenza, ingiustamente chiamato Reddito di Cittadinanza.

Allora che si fa? Come si fa a bocciare una proposta senza bocciarla?

Ecco l'idea: modificare un solo articolo della proposta con un emendamento che però non aveva l'intento di migliorare la legge, voleva sviare, infatti con quella modifica il disegno di legge s'è trasformato in una delega al Governo: la legge è sparita. 

Così nessuno potrà dire che la proposta è stata bocciata: nessuna bocciatura, ma la legge non c'è più, ora deciderà il Governo. Ma lo sappiamo già che quel Governo, incapace di prendere posizione sulla faccenda, ha chiesto il parere al CNEL (l'organo tecnico di economisti  presieduto da Renato Brunetta) che ha già dato parere negativo: stabilire una paga minima, sia pur misera, per chi lavora, non è cosa buona. 

Quattro milioni di lavoratori continueranno a chiedere cibo alla Caritas o a sfogare le loro frustrazioni contro mogli e figli.

Nel gergo calcistico si potrebbe dire che hanno buttato la palla in tribuna. Ma in termini istituzionali quel trucchetto di trasformare una proposta di legge, che doveva essere elaborata, discussa e approvata dal Parlamento, in una delega al Governo, svela qualcosa di molto preoccupante: la fine di un sistema in cui il Parlamento in rappresentanza di tutti legifera e di un Governo che pone in esecuzione le leggi. Ora l'idea è quella di un Governo che le leggi se le fa da sé. Il Parlamento già esautorato da tempo e ridotto al mero compito di ratificare i decreti governativi (il governo Meloni di decreti ne ha già sfornati a dismisura) ora si spoglia perfino di una legge che era già stata elaborata e portata in discussione per il voto finale.

In che situazione siamo caduti? 

Se una minoranza può legittimamente governare e ora si prende anche il potere di legiferare e lo fa con l'arroganza di voler limitare i poteri della magistratura (anche quella contabile), di espropriare il Parlamento del suo potere legislativo stiamo uccidendo la democrazia parlamentare in attesa che sorga il premierato

Deriva autoritaria: questo è il termine che indica il passaggio verso un non-democratico autoritarismo. Queste sono le parole giuste. Dicono anche che sarebbe sbagliato chiamarlo fascismo. Perché non c'è niente di fascista in quello che stanno facendo.

I busti del Duce? E che male c'è a collezionare busti del Duce? Che male c'è a voler 'spezzare le reni' alle correnti della magistratura? Che male c'è a copiare i discorsi di Mussolini? Che male c'è a ripudiare la festa della liberazione? Che c'è di male a sequestrare centinaia di profughi stipati su una nave? Che c'è di male ad inventarsi la falsità dei terroristi a bordo? Che male c'è a negare un salario minimo a chi lavora? Che male c'è a vietare lo sciopero dei lavoratori? Che male c'è a dedicare un monumento a Rodolfo Graziani? Che male c'è a candidare Alessandra Mussolini e poi Caio Giulio Cesare Mussolini e poi anche Rachele Mussolini? Che male c'è a condividere le politiche di Trump e di Bolsonaro? Che male c'è ad accompagnarsi coi nazionalisti spagnoli di Vox e gli ungheresi di Orban? Che male c'è a voler occupare tutti i posti in Rai con veri militanti? Che male c'è a mettere sotto controllo i telefoni dei giornalisti?  Che male c'è a dedicare qualche strada a Giorgio Almirante? Che male c'è a voler stravolgere la Costituzione per creare un premierato forte con uno solo che comanda? Che male c'è a non volersi mai dichiarare antifascisti? Loro sono semplicemente anti-antifascisti. Che male c'è a far manganellare studenti e professori? Che male c'è a proibire pacifiche manifestazioni? Vogliono solo criminalizzare il dissenso mettendo in carcere chi manifesta senza far danni. Che male a disprezzare stranieri, zingari, omosessuali, comunisti, femministe e ambientalisti? Che male c'è a considerarli tutti anormali? Che male c'è a patrocinare la presentazione di un libro che fa apologia di un comandante fascista? Che male c'è ad affidare un ministero al cognato e un partito alla sorella? Che male c'è a identificare e intimorire chi grida "Viva l'Italia antifascista!"? Che male c'è a indossare divise da SS al cinema? Che male c'è a mandare a carte 48 tutti i soldi del prestito europeo?

Per tutto il resto potrebbe essere quasi un governo normale. Ma qual è il resto?

30 ottobre 2023

Aspettando una nuova Caporetto

Un documentario storico curato da Aldo Cazzullo e trasmesso da La7 (Caporetto - Una giornata particolare) ha mostrato alcuni aspetti della Grande Guerra che non c'erano nei libri di storia, perché la storia, quella scolastica, descrive gli assetti geopolitici e le cause economiche e sociali che hanno condotto alla guerra, poi ci sono le mappe dei territori conquistati o persi. Non ci sono gli aspetti organizzativi.

Sappiamo tutti che la 1^ gruerra mondiale fu una guerra di trincea. Ma che significa guerra di trincea? il documentario lo mostra molto bene e aiuta a comprendere meglio anche i versi della Veglia e di San Martino di Giuseppe Ungaretti, il poeta che a quella tragedia prese parte, come Carlo Emilio Gadda, come Silvio D'Amico ed altri che non si lasciarono ubriacare dalla retorica bellicista, futurista e dannunziana.

In quella Grande Guerra, lì sui monti del Carso, c'era anche mio nonno, ma io non l'ho mai conosciuto. Era mia nonna a riferirmi qualcosa di ciò che aveva saputo dal marito e dal fratello, fante in prima linea. Mi diceva che il 4 novembre non era una data da festeggiare perché quella guerra per lei era stata una grande sconfitta, una inutile e insensata carneficina. Mi diceva anche che i generali italiani, incapaci di gestire le strategie militari, si erano accaniti contro i loro stessi soldati ordinando in modo scellerato fucilazioni di innocenti: "mandavano i soldati allo sbaraglio, ordinavano attacchi inutili e impossibili, e poi li uccidevano sparando ai fuggiasci per incutere coraggio negli altri, i sopravvissuti che dovevano farsi uccidere dagli austriaci."
Il documentario di Aldo Cazzullo mi conferma i racconti di mia nonna.

20 ottobre 2023

Il fascismo degli antifascisti certificato da Pasolini

Ma chi sono i fascisti? e chi sono gli antifascisti? 

Per rispondere alla prima domanda c'è la storia di Mussolini e del ventennio di  dittatura fascista. I fascisti allora erano quelli in camicia nera, col fez e il manganello, ignoranti e violenti, sognavano guerre e conquiste, militarizzarono anche i bambini, non ammettevano alcun dissenso, esigevano cieca obbedienza: "Mussolini ha sempre ragione", "Credere, Obbedire e Combattere". Poi arrivò una versione peggiore chiamata nazismo, che esaltava la razza e pianificava genocidi per le razze inferiori.

Il 1945 pose fine alla storia italiana del fascismo e alla storia tedesca del nazismo, ma sbaglia chi le vorrebbe considerare storie chiuse e concluse. Il fascismo ha un prima e un dopo. 
Il prima fu chiaro fin dall'inizio, quando il giovanissimo Piero Gobetti lo vide nascere e lo definì "autobiografia della nazione".  Nella coscienza collettiva dell'Italia i caratteri del fascismo c'erano sempre stati: la facile rinuncia alla lotta politica unita l'atteggiamento servile di chi preferisce perseguire i favori piuttosto che i diritti. In tal modo si offre spazio alle prevaricazioni. Se la regola è la sottomissione volontaria dei tanti, le istanze di legalità e di giustizia diventano bagliori di ribellione da reprimere immediatamente e anche con violenza.

Il dopo ha consentito una esportazione del fascismo in Spagna, in Portogallo, in Grecia, in Argentina, in Cile e tanti altri luoghi con tutto il contorno di aggressioni, espropri, torture, assassinii... Ma anche alle porte della nostra Repubblica democratica nata nel 1946 il fascismo non ha mai smesso di bussare a suon di omicidi, bombe, organizzazioni paramilitari e tentativi di colpo di stato. Sempre ben spalleggiato dai servizi segreti. 
Dopo i tentativi di Borghese e la lunga e sanguinosa strategia della tensione, i piani elaborati dalla Loggia P2 sono stati attuati seguendo procedure apparentemente democratiche, ma senza poter nascondere la matrice fascista: Licio Gelli era un complice del sanguinario regime militare argentino, coinvolto nell'organizzazione di stragi e fino alla fine ha continuato a proclamarsi fascista


25 maggio 2023

Cronache di ordinaria gestione dell'ordine

1) Roma - I ragazzi di "Ultima Generazione", gli imbrattatori con vernice lavabile, hanno manifestato pacificamente davanti al Senato, questa volta cospargendo di fango se stessi senza imbrattare nulla. Sono stati allontanati dalla polizia, saranno denunciati, ma non basta, i poliziotti li hanno trascinati dai piedi con la schiena nuda scorticata sull'asfalto.

2) Livorno - un carabiniere scaglia calci in faccia ad un ragazzo già disteso a terra mentre era bloccato da un altro agente. Il calcio in faccia a chi è già a terra è un gesto considerato infame perfino dal codice della malavita.

3) Palermo - il corteo organizzato dalla CGIL insieme a note organizzazioni antimafia, è stato bloccato da uno schieramento antisommossa. Ma il corteo era autorizzato, non c'era ragione di bloccarlo. Il 23 maggio è il giorno della morte di Giovanni Falcone, la commemorazione è un lodevole impegno civico che lo Stato dovrebbe promuovere, invece i manifestanti sono stati fermati e presi a manganellate.
Anche qui i testimoni smentiscono la presenza di facinorosi 'antagonisti'. Erano solo persone che volevano arrivare all'albero di Falcone. L'avrebbero fatto dissociandosi dai cerimoniali ipocriti di chi la mafia non l'ha mai avversata. Contestare pacificamente non è più lecito?
Una lettera firmata da 80 docenti afferma che la decisione della Questura (la quale non aveva vietato la manifestazione) è stata un atto di forza finalizzato a una censura politica.
I martiri della lotta alla mafia li possono commemorare solo gli amici dei condannati per mafia?

 

20 novembre 2021

Chris Hedges - indagini sul neofascismo

Per capire qualcosa della realtà in cui viviamo non basta acquisire le informazioni. Per non lasciarsi confondere dalle informazioni occorre dotarsi di buoni strumenti che si possono ottenere dalla nostra esperienza personale, dallo studio dei grandi pensatori del passato, ma sono importanti anche gli investigatori del presente. Tra questi non possiamo dimenticare la giornalista canadese Naomi Klein, che ormai da oltre vent'anni ci mostra le dinamiche dell'economia. Oggi però vorrei inserire nel blog qualche appunto su Chris Hedges, un giornalista statunitense che ha scritto molti libri di cui solo due sono disponibili nella traduzione italiana. Eppure Hedges è molto noto: ha avuto il premio Pulitzer nel 2002, l'Amnesty International Global Award, ed è stato proclamato giornalista on-line dell'anno nel 2009. 

Chris Hedges è stato un corrispondente di guerra, è stato presente nel Salvador degli anni '80, a Serajevo negli anni novanta, nella striscia di Gaza, per anni ha lavorato per il New York Times. Un giornalista vero, non un riciclatore di narrazioni e di paranoie raccattate nei social.

24 aprile 2021

Mario Fiorentini e il fascismo che non finisce

In occasione della Festa della Liberazione, che purtroppo continua di anno in anno ad essere coperta da ingiurie e falsificazioni (ora ci tocca di sentire anche la baggianata della liberazione dal coprifuoco), Il Fatto Quotidiano ha pubblicato all'interno di un articolo una delle testimonianze che Gad Lerner sta raccogliendo sul sito di Noi Partigiani.  E' quella del matematico Mario Fiorentini.

Un'altra interessante testimonianza riguarda un partigiano abruzzese la cui storia è stata recentemente pubblicata dalla casa editrice abruzzese Menabò

Ma è bellissima anche la storia di Aldo Costantini, il carabiniere che nel 1944 si rifiutò di sparare sui partigiani. Ora ha 97 anni ed è guarito dal covid.

7 novembre 2020

Le storie dimenticate: Giovanni Barbareschi e Piazzale Loreto


La settimana scorsa ho dedicato un post a un comandante partigiano da poco scomparso, uno degli ultimi. Uno degli eroi, quasi dimenticati, sul cui coraggio e sul cui sangue è stata fondata la nostra repubblica.
Dei partigiani si parla sempre in modo generico, invece le loro storie personali meriterebbero di essere conosciute. I nostri ragazzi, anche quelli che studiano nei licei, non conoscono nessuno, neanche Sandro Pertini e Giuseppe Saragat che divennero Presidenti della nostra Italia, neanche Giuliano Vassalli e Massimo Severo Giannini che furono tra i più eccellenti giuristi della nostra repubblica, neanche Enrico Mattei che fu uno dei maggiori protagonisti dell'economia nazionale. I partigiani vengono spesso evocati allo scopo di sminuirne il ruolo. Si tende da vari anni a riesumare quei fatti dolorosi in cui alcuni appartenenti alle bande partigiane si macchiarono di azioni criminali e di vendette sanguinarie.  Un subdolo tentativo di dare una copertura e una giustificazione ai crimini nazifascisti, come se si potesse porre sullo stesso piano l'aggressione organizzata e la violenza ideologizzata con la reazione scomposta da parte delle vittime. 

31 luglio 2020

Tutti gli orrori e tutte le stragi hanno lo stesso colore

In questi giorni lo scandalo della caserma Levante di Piacenza sta sollevando dubbi sull'intero sistema organizzativo delle forze dell'ordine in Italia. 

I carabinieri di Piacenza agiva imitando il crimine violento descritto in "Gomorra" (qui un commento di Roberto Saviano)

E' l'ennesimo scandalo. Gli scandali sono stati molti e ogni volta abbiamo sentito rinnovare gli elogi ai carabinieri e alla polizia facendo in modo di limitare l'onta dello scandalo. In genere lo si fa usando la metafora delle "mele marce". Talvolta ci abbiamo anche creduto senza riuscire a capire perché le "mele marce" di Ferrara (i 4 poliziotti condannati con sentenza definitiva per l'omicidio di Federico Aldrovandi) non venivano allontanati dalla polizia ma continuavano ad essere applauditi e difesi anche dal sindacato di polizia; (non sarebbe meglio scartarle se sono mele marce?) Non abbiamo capito perché gli artefici della "macelleria messicana" nella scuola Diaz di Genova non venivano allontanati dalla polizia, ma addirittura promossi; non abbiamo capito perché se un magistrato che s'è occupato di quei sanguinari abusi di potere dichiara che sono abusi di potere viene messo sotto indagine; non abbiamo capito perché dentro le caserme sono sempre gli onesti ad aver paura e a subire sanzioni (dal caso del carabiniere Santino Tuzi, misterosamente suicidato, al caso del carabiniere Riccardo Casamassima).

Ora viene sequestrata un'intera caserma, covo di una banda di gangster spacciatori che ricevevano encomi. No, ora la retorica delle "mele marce" non è più sostenibile, i casi sono troppi e hanno tutti lo stesso colore politico, quindi c'è una questione generale da affrontare ed è anche una questione politica.  I carabinieri-ganster di Piacenza hanno scelto come avvocato un esponente di Forza Nuova. Inutile girarci attorno. E non si cada nel solito tranello: non stiamo parlando di carabinieri o poliziotti che tutelano l'ordine pubblico usando metodi violenti, questi sono spacciatori picchiatori che agiscono solo per intimorire, far soldi e acquisire potere. Pare che non abbiano commesso gli omicidi dei fratelli Savi, ma lo stile è sempre quello.

16 luglio 2020

Politica di destra o feroce imbecillità?

La pandemia sta ancora mietendo vittime, il coronavirus Sars-cov-2 non è stato sconfitto, è passato come un uragano sui sistemi economici, non siamo ancora in grado di calcolare i danni, però il suo passaggio ci ha mostrato in modo evidente la differenza tra paesi che hanno una guida politica che ha tentato di limitare i danni e paesi governati da pericolosi pagliacci.
Le peggiori idiozie le ha dette il presidente degli Stati Uniti. Ciò dovrebbe gettare nel panico il mondo intero, ma Donald Trump ci aveva già abituato alle sue menzogne, cattiverie e volgarità. Poi s'è messo in mostra il suo gemello britannico, Boris Johnson, annunciando che non avrebbe fatto nulla per arginare il virus, ma avrebbe semplicemente atteso la morte di alcune migliaia o centinaia di migliaia di suoi concittadini. Ha provveduto lo stesso virus a fargli cambiare idea. Ora sembra che il peggio provenga da Jair Bolsonaro, il neonazista brasiliano giunto al potere grazie ad accordi illegali con un giudice che ha fatto incarcerare il suo rivale Lula. Sappiamo poco di altri governanti, come il premier indiano Modi e il simil-zar russo Putin, e poco della situazione dei loro paesi. I regimi autoritari riescono facilmente a nascondere le notizie, l'abbiamo già visto anche per l'Iran.


24 giugno 2020

Guardie e ladri

Il Black Lives Matter ha scoperchiato la pentola degli abusi commessi, quasi ordinariamente, dalle polizie. Ci ha costretto a parlarne. Negli Stati Uniti qualcosa di buono s'è visto (divieti alla polizia nello stato di New York), qualcosa di simile anche in Francia dove era già accaduto ad un fattorino di 42 anni, sposato e con 5 figli, di morire soffocato durante un arresto effettuato con le stesse modalità di Minneapolis; negli USA il capo dell'esercito che si è scusato per aver partecipato alla vergognosa passeggiata di Trump, ci sono state alcune promesse di radicali cambiamenti nella polizia di Minneapolis. Perfino il presidente ha mostrato qualche timido cedimento. Vedremo.

Nel frattempo purtroppo abbiamo dovuto contare altri morti e altri abusi: dopo l'anziano spinto a terra a Buffalo, i sacerdoti malmenati a Washington, un afroamericano di 27 anni, Rayshard Brooks, è stato ucciso ad Atlanta, da Tacoma, nello stato di Washington, emerge il video dell'uccisione in strada di Manuel Ellis, con modalità analoghe a quelle con cui è stato ucciso George Floyd; ma anche noi italiani ci siamo trovati davanti al video degli abusi ad Agrigento, [aggiungo il video della presa al collo di un ragazzo giustificata con le solite versioni ufficiali molto aggiustate] senza contare le notizie che giungono dai soliti posti come l'Egitto dove a picchiare non è la polizia che si diverte anche solo a guardare.

Torniamo quindi alla questione: il ruolo di poliziotto genera in modo quasi automatico una tendenza a prevaricare? Sì, la risposta dev'essere positiva, l'esperimento di Philip Zimbardo ha dimostrato che esiste un "effetto Lucifero" (ne abbiamo già parlato) per cui la relazione asimmetrica tra guardie e ladri (o presunti tali) induce al sadismo.

16 giugno 2020

Abusi di potere


L'abuso di potere è istintivo. Non occorre una particolare cattiveria d'animo e neanche l'adesione a una dottrina ideologica. Lo dimostrò il prof. Philip Zimbardo con un esperimento svolto presso l'Università di Stanford, a Palo Alto, nel 1971, noto come esperimento carcerario.

E' sufficiente il contesto a generare quella che Gustav Le Bon aveva definito come "deindividuazione" e da questa particolare condizione, che può annullare la naturale empatia umana, è facile passare alla violenza. Nell'esperimento c'erano solo studenti invitati a una sorta di gioco di ruolo, non c'erano delinquenti da punire, eppure gli studenti-guardie in breve tempo abusarono del loro potere fino a creare una situazione ingestibile e pericolosa.
I risultati di questo esperimento sono andati molto al di là delle previsioni degli sperimentatori, dimostrandosi particolarmente drammatici. Dopo solo due giorni si verificarono i primi episodi di violenza: i detenuti si strapparono le divise di dosso e si barricarono all'interno delle celle inveendo contro le guardie; queste iniziarono a intimidirli e umiliarli cercando in tutte le maniere di spezzare il legame di solidarietà che si era sviluppato fra essi. Le guardie costrinsero i prigionieri a cantare canzoni oscene, a defecare in secchi che non avevano il permesso di vuotare, a pulire le latrine a mani nude.

11 giugno 2020

La democrazia sotto attacco


Andrea Purgatori non ha bisogno di complimenti. E' uno dei migliori giornalisti italiani. Senza nulla togliere a tanti altri che lavorano in modo intelligente e coraggioso in una categoria piena di cialtroni, di spregevoli servitori, di spie e di calunniatori, Purgatori è un gigante.
Sono passati quasi trent'anni da quando una importante esperienza giornalistica di Andrea Purgatori veniva rappresentata al cinema ("Il muro di gomma" di Marco Risi uscì nel 1991).
Ora Purgatori è il conduttore di Atlantide sulla rete televisiva La7 che ieri, nell'ottantesimo anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, ha dedicato la serata all"Attacco alla democrazia"  (la puntata è visibile a questo link)

5 dicembre 2019

Steve Bannon

 Potrebbe essere un errore considerarlo semplicemente un fastidioso razzista e un fascista. Sicuramente lo è, ma la sua influenza è molto grande. Non sarebbe la prima volta che un cretino riesca a segnare i cambiamenti e causare grandi disastri. Ce ne parla in modo molto semplice e chiaro Maura Gancitano.

 

Anche Report nell'inchiesta sulle pagine social gonfiate da finti follower create per diffondere paura si è interessato di questo inquietante personaggio.  Qui vi ripropongo lo stesso viedo che avevamo già presentato per capire le tecniche di disinformazione.

28 gennaio 2018

Le cose buone del fascismo

«Sorprende sentir dire, ancora oggi da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione.
Razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi, ma diretta e inevitabile conseguenza rispetto al modo di pensare del fascismo. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta furono diverse facce dello stesso prisma»

                                                                                                           Sergio Mattarella
Sono le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica pochi giorni fa. Un richiamo opportuno, necessario, in un momento di grave sottovalutazione dei rischi connessi all'intolleranza e alla violenza.

21 gennaio 2018

Garage Olimpo

Giulio Regeni. Fa male parlare di lui, perché la sua tragedia è troppo angosciante. Da una parte tutto il bene, l'intelligenza, la bravura, l'impegno, l'altruismo di un giovane studioso, dall'altra tutto il male, inutile e assurdo, malvagio e feroce. In mezzo ci sono le convenienze vergognose e meschine che si vestono da "ragion di stato" e c'è la vigliaccheria di un Giuda in cerca di denari, un verme velenoso che lui non ha riconosciuto e che lo ha denunciato.

11 novembre 2017

Ostia

La testata è diventata notizia di primo piano.
Una testata violenta scagliata in faccia al giornalista. E' successo a Ostia dove i risultati elettorali hanno registrato un discreto successo di CasaPound e i giornalisti vorrebbero capire perché. Si potrebbe pensare che il successo dei neo-fascisti sia una normale conseguenza della dissennatezza altrui, ma un giornalista della Rai voleva capire meglio cosa gira intorno alla lista dei neofascisti. E' andato a chiedere ad alcuni di loro, non ha considerato che quelli tendono a farsi rispettare con metodi molto diretti. E diretta (in faccia) è stata anche la risposta al giornalista troppo insistente. Botte anche al cameramen. Il video s'è salvato e mostra tutta la spavalderia del malavitoso, la supponenza del mafioso, l'arroganza del fascista e la marginalità dello zingaro.