Visualizzazione post con etichetta neo-fascismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neo-fascismo. Mostra tutti i post

26 maggio 2026

Nell'era della grande confusione

Il nuovo secolo, di cui abbiamo già percorso un quarto, ci sta spingendo verso una gran confusione mentale. Non siamo più in grado di distinguere il bene dal male. 

Non è più vero che il senso del bene e del male è innato in ciascun essere umano. Lo sosteneva anche Kant, ma oggi vediamo giovanissimi che si macchiano di crimini atroci senza capire il male compiuto. Uccidono per noia o per divertimento. Aggrediscono le persone più deboli, bruciano vivo il clochard, ammazzano di botte l'operaio che va a lavorare alle prime luci dell'alba, accoltellano la professoressa, stuprano la compagna o la finiscono a colpi di pietra. E poi dicono: vabbé, ma cosa abbiamo fatto di male? 

Questa confusione arriva fino ai livelli più alti del potere. L'uomo più ricco del mondo, che prepara astronavi da lanciare verso il pianeta Marte, afferma che l'empatia è la peggiore delle sciagure. Per lui la solidarietà umana è un problema.
Nella stanza ovale di Washington un losco individuo passato dai fallimenti aziendali ai casinò di Las Vegas, uno spaccone sciocco e ignorante, pretende il premio nobel per la pace mentre scatena guerre in ogni continente. Accanto a lui sono schierati i biechi padroni dei grandi macchinari della sorveglianza di massa e della guerra automatica. Ai loro ordini schiere di videopatici telecomandati guardano con risentimento le istituzioni che finora erano riuscite a prevenire ed impedire le guerre: ONU, UE, Corte Internazionale, corpi diplomatici e perfino le organizzazioni caritatevoli che cercano di soccorrere i più sventurati.

La visionaria follia del Terzo Reich, che trascinò il pianeta nella più distruttiva delle tragedie umane, sembra solo una pallida anteprima dell'accelerazionismo, la dottrina che vuole spingere rapidamente l'umanità verso l'Armagheddon, la guerra finale del bene contro il male, dove ognuno è certo di trovarsi dalla parte giusta e di avere il diritto di esercitare qualunque livello di violenza, di distruzione, di morte e di orrore. Combattere e uccidere nel nome di Cristo e della Bibbia, questo è il nuovo vangelo dell'Occidente, dall'altra parte c'è il Diavolo o l'Anticristo. 

Invece di godersi le loro immense ricchezze, i padroni delle reti tecnologiche, come ragni velenosi avvinghiati sul web, hanno urgenza di ripulire il pianeta da ogni forma vivente che non sia identica alla loro.
 
"Fecero un deserto e lo chiamarono pace"
scriveva Tacito citando il capo dei Britanni sconfitti dai romani, ma stavolta potrà essere un deserto totale in una pace atomica che vedrà tutto il pianeta ridotto come Hiroshima e Nagasaki, come Sodoma e Gomorra.

E mentre Trump minaccia la distruzione immediata di intere civiltà e Ben Gvir in terra santa cerca di emulare Himmler e di superarlo in manifestazione di ferocia, altri piccoli carnefici si preparano ovunque ad assumere il potere. 

*     *     * 

“Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare!”. 

Sono parole di Gandalf, il saggio patriarca che nella saga del "Signore degli Anelli" si oppone al perfido Sauron. 


Le ha citate Papa Leone nella sua prima enciclica. Un monito quasi beffardo per Peter Thiel e Alex Karp che credono di ispirarsi a Tolkien mescolandolo con citazioni di profeti biblici e di versi dell'Apocalisse.  Thiel si va proponendo come avversario dell'Anticristo che a suo dire avrebbe diffuso nel mondo le pericolose idee di democrazia, tolleranza, pacifismo, welfare-state e, udite udite, perfino il rispetto delle minoranze. 
Il papa usa una sola frase per mostrare ai tolkeniani di Palantir che non sono solo pessimi interpreti dei presunti vaticinii apocalittici, ma hanno anche travisato i significati dell'opera a cui ritengono di ispirarsi.    

2 novembre 2024

Sono loro, sono tornati

Non ci crederai... ma sono tornati... lupi travestiti da agnelli... bulli... arroganti e le facce ghignanti. Coi loro deliri... i loro dileggi.. la loro propaganda... e la stessa ignoranza !
(Vasco Rossi al padre)
 

Vasco vede quel che vediamo anche noi. Siamo in una diversa condizione storica, il tempo non torna indietro, il fez e i calzoni alla zuava non usano più, ma sono loro e ce lo dicono, ce lo ripettono ogni giorno.


Non passa giorno senza che non ci diano qualche chiaro segnale della loro fedele appartenenza: i busti del duce ostentati dalle massime cariche politiche, e qualche ministro sottolinea di tenerlo sul comodino; l'esaltazione della decima mas, i raduni di Acca Larentia, i finanziamenti per Forza Nuova, i francobolli per Italo Foschi e Maffeo Pantaleoni, la sede dei FdI intitolata a Italo Balbo, il mausoleo al generale Graziani, la riesumazione forzata del futurismo...

22 giugno 2024

Fascistaggine

 Trent'anni fa, quando Berlusconi sdoganò i missini accettandoli come alleati, i comunisti avevano già rinunciato da tempo al nome e al simbolo che avrebbe potuto accomunarli alle dittature del novecento, invece la fiamma tricolore continuava ad ardere sugli emblemi politici della Destra e poi dei Fratelli d'Italia. I tentativi di Gianfanco Fini di sganciarsi dai riti nostalgici furono spazzati via dal fango che i giornalacci di Berlusconi gli rovesciarono addosso per la vicenda della casa di Montecarlo.
  I fascisti ora sono passati dalle poltrone secondarie del governo a quelle principali perciò hanno perso ogni ritegno e non passa giorno senza una esibizione della loro fascistaggine.


21 marzo 2023

Punto di non ritorno

I cambiamenti climatici stanno desertificando vaste aree del pianeta, costringono intere popolazioni ad emigrare verso terre da cui saranno scacciati. Vediamo ogni anno fenomeni mai visti prima. Ormai in Italia siamo passati dalla scomparsa dei ghiacciai al prosciugamento dei fiumi, perfino nei mesi invernali. C'è ormai il rischio di essere spaventosamente vicini al punto di non ritorno (tipping point).

La questione è troppo importante, non possiamo lasciarla al monito di una ragazzina svedese o agli spruzzi di vernice di alcuni giovani giustamente preoccupati del futuro. Dovrebbero agire i governi che invece stanno tornando indietro, riaccendono le centrali a carbone, frantumano le rocce per aumentare le estrazioni di combustibili fossili e s'impegnano a distruggere enormi ricchezze in armamenti destinati a uccidere.
L'Italia mentre aumenta la spesa militare è passata dal fornire armi ad addestrare i combattenti ucraini. L'Inghilterra ha appena annunciato, per bocca di una baronessa, la fornitura di proiettili perforanti a uranio impoverito. Escalation bellica e sicura contaminazione radioattiva, trascurando perfino il rischio di una guerra atomica nel cuore dell'Europa.

Il mondo non è mai stato così vicino alla catastrofe.
C'erano solo due ordigni da pochi kilotoni alla fine della seconda guerra mondiale, adesso ce ne sono migliaia da svariati megatoni (qui una mappa delle esplosioni sperimentali). All'epoca della crisi dei missili di Cuba le due grandi potenze erano guidate da persone avvedute. Ora gli apparati di Mosca e di Washington sono affidati a persone ossessionate dall'idea di vincere, refrattarie ad ogni trattativa di pace. Stiamo andando pericolosamente verso il punto di non ritorno. 

9 gennaio 2021

Il bivacco dei manipoli a Washington

Le notizie di rilievo di questo inizio 2021 sono due. La prima viene da Washington, dove alcuni buzzurri travestiti da barbari hanno dato l'assalto a Capitol Hill, il fastoso palazzo bianco col cupolone, tempio sacro della democrazia che da noi viene chiamato "Campidoglio", sede del Parlamento americano; la seconda riguarda Roma, dove alcuni buzzurri travestiti da politici stanno dando l'assalto al governo di Giuseppe Conte, quel professore senza tessere politiche che ha cercato di riportare a Palazzo Chigi un po' di competenza e di serietà. 

Cerchiamo di capire, se possibile, il senso di questi avvenimenti. 

Da una parte, quella americana, sembra che Trump, tronfio del suo narcisismo incontrollabile, abbia tentato un colpo di Stato facendo qualcosa di simile a quello che Mussolini aveva minacciato in Italia cento anni fa, dall'altra c'è solo un gruppo di bulli che è andato a piantar grane dentro Palazzo Chigi.

«Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.»

9 giugno 2020

Il modello Riace e i suoi nemici

Durante il periodo più intenso del flusso migratorio che ha trasformato il Mediterraneo in un grande cimitero d'acqua, si distinguevano due luci di speranza rappresentate dal sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, e dal sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Due modelli di accoglienza. Lampedusa era per collocazione la località più esposta agli sbarchi e ai naufragi, Riace diventò per scelta un modello di ospitalità che dava un ruolo attivo agli ospiti stranieri e così riusciva a rianimare il piccolo borgo calabrese.

La Porta del Mare - opera di Mimmo Palladino - Lampedusa
 Ora nelle due località ci sono nuovi sindaci. Lampedusa non è più candidata al Nobel per la pace, Riace non ha più il suo sistema di accoglienza.

Il Consiglio di Stato ora ha confermato la sentenza del TAR con cui si stabilisce che la revoca decisa dall'ex ministro Salvini del progetto SPRAR del Comune di Riace era illegittima. Le accuse montate contro il sindaco non avrebbero dovuto portare allo smantellamento di quel sistema che aveva recato grande beneficio a molte persone senza alcuna controindicazione. L'arresto di Mimmo Lucano con una serie di pesanti accuse ha dato un'ottima copertura agli ordini del ministero degli interni. Erano disposizioni illegittime, ma ormai i giochi son fatti e una sentenza di giustizia amministrativa non fa neanche notizia.

25 ottobre 2017

Quali lotte di quali classi

La contrapposizione tra destra-sinistra ha perso di significato? Sono molti a pensarlo. Ho cominciato a rifletterci tanti anni fa, ascoltando un dialogo nel film di Virzì "Caterina va in città", era il 2003. C'era un professore che chiedeva a un ragazzo di dare la definizione attuale di fascisti e comunisti. Il ragazzo dice che i comunisti sono quelli più ricchi, laureati, i fascisti sono i più poveri e ignoranti. Un capovolgimento totale, eppure rispondente alla realtà di quel ragazzo.
Oggi possiamo dire che fascismo e comunismo sono esperienze storiche ormai archiviate? Possiamo ritenere che la contrapposizione tra destra e sinistra è stata soppiantata da nuove polarità?

La nuova polarità sembra esser quella che contrappone i sostenitori dell'establishment (i nuovi conservatori che avrebbero ereditato dalla vecchia sinistra i dogmi del politically correct) ai protagonisti di un'insurrezione populista che dovrebbe contraddistinguersi per sincerità e franchezza, forse rozza nei modi, ma sostanzialmente pacifica e non-violenta. L'establishment coincide con una sinistra, ormai non più comunista, ma radical-chic. Chiunque tenta di contrastare l'establishment viene etichettato come populista o fascista. Un altro modo di definire le due squadre in campo distingue tra sovranisti ed europeisti, questi ultimi generalmente intesi come sostenitori dell'establishment europeo.

Si tratta ovviamente di un inganno perché l'establishment non esiste. Esistono diversi poteri (economico, finanziario, politico, militare, ecc.) che in certe istituzioni rivestono un ruolo primario mentre in altre sono scarsamente efficaci. I vertici militari possono condizionare la politica, ma non sempre ci riescono; la finanza tende a dominare l'economia, ma non sempre ci riesce. L'apparato militare russo o cinese difficilmente andrà a braccetto con quello americano o francese. Allora l'establishment che cos'è? L'idea di immaginarli tutti riuniti e tutti concordi mi sembra troppo ingenua, può stare solo nell'immaginario di chi potere non ne ha.

11 giugno 2016

Propaganda nazista in edicola

Oggi in edicola è possibile acquistare un quotidiano (Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti) e ricevere in omaggio la famigerata autobiografia di Adolf Hitler. La scelta ha indignato poche persone, qualche esponente della sinistra e ovviamente la comunità ebraica, ma non quelli che si dicono moderati, né il padrone della testata che si vanta di essere un liberale.

Il Mein Kampf non è un libro proibito (l'avevano proibito in Germania per ovvie ragioni, ma ora anche là il divieto è stato tolto), quindi nessuno potrebbe meravigliarsi di trovarlo in biblioteca oppure negli scaffali di una libreria. Chi volesse approfondire la conoscenza storica dell'ideologia nazista deve leggerlo, ma in edicola non ha senso, le edicole smerciano volumetti di facile lettura e di ampia diffusione e qui si sta facendo una cosa ben diversa dal venderlo in edicola: lo regalano.

Il regalo non è un semplice invito alla lettura, il regalo ha un costo, è un investimento e si carica sempre di un valore simbolico. Chi se ne sta facendo carico? Perché? Perché si vuol diffondere quel testo? Forse è un modo per "normalizzarlo", anche a rischio che finisca tra le mani di ragazzi o di persone che hanno poco equilibrio nei giudizi e poca conoscenza delle tragedie storiche provocate da quella dottrina?

Sallusti si nasconde dietro la scusa che non c'è divieto. Non c'è, per fortuna siamo in democrazia nonostante Sallusti, e tra persone responsabili non c'è alcun motivo di vietare un libro, ma quello che si sta facendo è propaganda. Si tratta di pura propaganda politica. Sallusti non può inneggiare al Duce e si limita a normalizzare ciò che per esperienza avevamo imparato a ripudiare.

Lo stesso Giornale dello stesso Sallusti aveva già regalato ai lettori il "Testamento politico di Mussolini" (febbraio 2011) in contemporanea con Libero di Feltri e Belpietro che regalavano i diari di Mussolini. Mai che gli interessi storici di queste testate berlusconiane abbiano inclinazioni diverse, magari una biografia di Padre Pio o i memoriali di Aldo Moro che potrebbero interessare ad una più vasta platea di lettori. No, l'interesse storico è solo una debole scusa. Nel 2010 Libero aveva allegato al quotidiano una serie di DVD coi discorsi di Mussolini: "Il Duce, le parole, gli applausi". Certo non potevano dimenticare di sottolineare gli applausi. Si sta facendo propaganda a favore della dottrina nazista in un paese che dopo tanto dolore s'era dato una Costituzione antifascista.