25 maggio 2023

Cronache di ordinaria gestione dell'ordine

1) Roma - I ragazzi di "Ultima Generazione", gli imbrattatori con vernice lavabile, hanno manifestato pacificamente davanti al Senato, questa volta cospargendo di fango se stessi senza imbrattare nulla. Sono stati allontanati dalla polizia, saranno denunciati, ma non basta, i poliziotti li hanno trascinati dai piedi con la schiena nuda scorticata sull'asfalto.

2) Livorno - un carabiniere scaglia calci in faccia ad un ragazzo già disteso a terra mentre era bloccato da un altro agente. Il calcio in faccia a chi è già a terra è un gesto considerato infame perfino dal codice della malavita.

3) Palermo - il corteo organizzato dalla CGIL insieme a note organizzazioni antimafia, è stato bloccato da uno schieramento antisommossa. Ma il corteo era autorizzato, non c'era ragione di bloccarlo. Il 23 maggio è il giorno della morte di Giovanni Falcone, la commemorazione è un lodevole impegno civico che lo Stato dovrebbe promuovere, invece i manifestanti sono stati fermati e presi a manganellate.
Anche qui i testimoni smentiscono la presenza di facinorosi 'antagonisti'. Erano solo persone che volevano arrivare all'albero di Falcone. L'avrebbero fatto dissociandosi dai cerimoniali ipocriti di chi la mafia non l'ha mai avversata. Contestare pacificamente non è più lecito?
Una lettera firmata da 80 docenti afferma che la decisione della Questura (la quale non aveva vietato la manifestazione) è stata un atto di forza finalizzato a una censura politica.
I martiri della lotta alla mafia li possono commemorare solo gli amici dei condannati per mafia?

 


4) Torino - Dai "Centri di Permanenza e Rimpatrio" arrivano immagini di violenze sui reclusi che non sono delinquenti. Sono colpevoli di non avere documenti. E sono vittime innocenti di traumi causati da precedenti violenze. Nei CPR le condizioni igieniche sono spaventose e gli ospiti vengono "ammorbiditi" anche con ingenti dosi di psicofarmaci. Alcuni mostrano le ferite dei colpi ricevuti. Qualcuno di loro arriva al suicidio.  

5) Viterbo - Il Procuratore della Repubblica è indagato, insieme ad una sostituta, per aver insabbiato le denunce di numerose violenze commesse dentro il carcere, dove un ragazzo di 21 anni, Hassan Sharaf, è stato ritrovato impiccato nella sua cella. Doveva scontare poco più di un mese di detenzione. In carcere aveva subito torture che gli avevano lasciato vistosi segni sul corpo e un timpano rotto. Al Garante dei detenuti, recatosi in visita al carcere, lui aveva confessato di aver paura di morire. Ora è morto. Di questi fatti la Procura era stata immediatamente informata, ma le lettere del Garante non hanno sortito nulla. Per il dottor Paolo Auriemma (Procuratore di Viterbo già indagato anche per altri fatti) queste non sono notizie che possono far sorgere sospetti di reato, non meritavano alcuna attenzione.

6) Milano - Quattro agenti di polizia municipale infliggono bastonate ad una persona riversa sul ciglio della strada davanti agli edifici dell'Università Bocconi. La colpiscono in quattro contro uno. Violenti colpi di manganello in testa e sul corpo.
Qualche studente riprende la scena e la posta sui social. La violenza su una persona inerme suscita riprovazione, ma anche un immediato sostegno ai picchiatori da parte di un sindacato di polizia e di chi vuol crederci: hanno fatto il loro dovere:
- era una transessuale;
- aveva molestato i bambini davanti a una scuola;
- si era denudata;
- opponeva resistenza alla cattura;
- minacciava gli agenti dichiarandosi sieropositiva;
- i colpi di manganello in testa non fanno male, solo tecniche per ammormidire  (sic)


I testimoni smentiscono quasi tutto: nessuna molestia ai bambini, nessun tentativo di denudarsi. Ma era davvero una transessuale ed era nota per sfoghi verbali che evidenziavano una instabilità psichica. Probabilmente una persona sola, bisognosa di assistenza e di cure. Per molti il pestaggio è una buona cura, forse l'unica.
Giorgia Meloni si è opposta all'introduzione del reato di tortura e vorrebbe abolire anche la vaga punibilità introdotta nel 2017. Per la Meloni è ingiusto punire i torturatori perché in tal modo si impedisce alle forze dell'ordine di svolgere il proprio dovere (sic).

Gli abusi di polizia non sono una novità, soprattutto per noi italiani che viviamo nel paese della scuola Diaz, siamo concittadini di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, siamo abituati all'impunità dei potenti, ma tante orribili notizie addensate nella cronaca di soli due giorni sono un segnale preoccupante.  

E ancor più preoccupante che l'istigazione alla violenza possa giungere perfino da quelle che alcuni considerano vignette umoristiche.

Mario Improta è il vignettista della testata di controinformazione ByoBlu.
Finestra di Overton significa che omosessuali, transessuali e stupratori di bambini
stanno tutti nello stesso scenario,
quindi, se non punisci oggi il gay e la lesbica,
domani tuo figlio sarà violentato da un pedofilo.

N.B. nella vignetta non c'è la sorella di Giorgia e neanche il fratello di Ignazio,
quindi non ci sarà nessun esposto all'ordine dei giornalisti.


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