Il caso Julian Assange, di cui
abbiamo già trattato, rappresenta un chiaro esempio di soppressione della libertà di stampa. Accade nel mondo occidentale dove, finchè Assange non sarà riabilitato e non gli sarà restituito il diritto di pubblicare informazioni, anche quelle sui risvolti più scabrosi dei conflitti militari e delle tensioni politiche, ogni celebrazione della libertà di stampa sarà soltanto un vuoto esercizio retorico.
In Italia però assistiamo anche ad un altro sgradevole fenomeno, di cui abbiamo trattato nel periodo che ebbi a definire
vaccinazionite. Riguarda il presunto obbligo di esprimere opinioni "corrette". Una pretesa che minaccia, oltre alla libertà di stampa, anche la libertà di opinione e di pensiero.