In Italia però assistiamo anche ad un altro sgradevole fenomeno, di cui abbiamo trattato nel periodo che ebbi a definire vaccinazionite. Riguarda il presunto obbligo di esprimere opinioni "corrette". Una pretesa che minaccia, oltre alla libertà di stampa, anche la libertà di opinione e di pensiero.
I giornalisti e gli studiosi che hanno espresso opinioni non allineate alla posizione governative sul conflitto in Ucraina sono stati ripetutamente accusati di essere "putiniani", in sostanza equiparabili ad agenti del nemico, spie, traditori.
Invece di contrapporre argomenti alle opinioni sgradite, sui nostri giornali e nelle nostre TV c'è chi lancia accuse di tradimento e in tal modo si trasforma da giornalista in strumento di un nuovo maccartismo, una nuova caccia alle streghe.
Non è una novità. Già ai tempi dell'intervento militare in Afghanistan Vittorio Feltri fece pubblicare in prima pagina nomi e foto segnaletiche dei presunti "traditori" della patria, individuati nei parlamentari che avevano votato contro la partecipazione italiana a quella guerra che all'epoca era motivata da una "caccia ai terroristi" di Al-Qaeda.
L'Italia ripudia la guerra (così è scritto nell'art.11 della Costituzione) ma le accuse di tradimento colpiscono sempre i pacifisti, mai i guerrafondai.
Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti hanno usato più volte i giornali di area berlusconiana (Libero e il Giornale) come armi per diffamare, gettare fango, colpire gli avversari ed eliminare i concorrenti (c.d. metodo Boffo). Ora il caso del Corriere della Sera presenta una novità, non si limita a fare una lista di presunti "putiniani", vi aggiunge un subdolo tentativo di conferire un valore quasi istituzionale alla lista attribuendola al Copasir (il comitato di controllo sui servizi segreti) e indirettamente ad una presumibile richiesta proveniente dal governo.
A seguito della smentita del Copasir il tentativo si è ritorto contro gli autori dell'articolo (). Fortunatamente molte voci si sono sollevate nel denunciare l'aggressione alla libertà di opinione e l'illiceità delle liste di proscrizione, tuttavia credo che il rischio non è scongiurato perché gli artefici di questi misfatti non vengono sanzionati dall'ordine dei giornalisti, che evidentemente ritiene accettabile l'uso della stampa a scopo diffamatorio, e anche la loro reputazione non sembra intaccata.
Ora arrivano da lontano alcune notizie ci consentono di capire che nel prossimo futuro potrebbe essere a rischio perfino la libertà di pensiero dei singoli cittadini. Un articolo pubblicato su Giornalettismo riferisce di esperimenti avviati in Cina dove, l'analisi di dati biometrici,
che includono anche le espressioni del volto nel momento in cui una persona legge informazioni di carattere politico, potrà essere utilizzata per misurare il grado di
fedeltà dei cittadini rispetto alle direttive del governo. La repressione potrebbe colpire il cittadino dissidente ancor prima che questi abbia espresso un'opinione. Una prospettiva inquietante soprattutto se consideriamo che c'è una diffusa tendenza a considerare positivamente il modello politico cinese. A tal proposito è interessante l'intervista rilasciata a Telerama da Giuliano Di Bernardo, soprattutto nell'ultima parte nella quale elogia le vitù del modello politico cinese:
La Cina sta creando condizioni del tutto particolari: il presidente è stato eletto a vita, il che significa che per tutta la sua vita può dare quella impostazione che lui desidera, per la Cina e per tutto il pianeta. Non ha quindi le interruzioni previste dalla democrazia, ma proprio per questo, avendo a disposizione la scienza e la tecnologia, l'intelligenza artificiale e tutto ciò che rappresenta le potenzialità scientifiche, egli è veramente un dio che può fare tutto, ha un potere assoluto. (Giuliano Di Bernardo - già Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia)
Per capire meglio qual è l'ideale politico esposto con apprezzabile chiarezza dal Gran Maestro, credo che sia utile guardare il video proveniente dalla Cina che è stato segnalato dall'ottimo blog di Kelebek. Provo ad inserirlo anche qui sotto. E' una pubblicità con cui il governo cinese cerca di far comprendere ai propri cittadini i "vantaggi" offerti dalla tecnologia 5G.
This is from my WeChat feed… pic.twitter.com/0ddePmONFO
— Vodka and OJ (@audiocomedian) May 27, 2019

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