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23 agosto 2020

La fiera degli ultracrepidari

 

Parola poco nota, ultracrepidari, ma non nuova, adottata attraverso l'inglese da un'antica vicenda narrata da Plinio il vecchio. Oggi torna utile per definire e comprendere lo stato di confusione accentuato dalla pandemia.

Plinio raccontò un fatto riguardante Apelle di Coo, il celebre pittore, uno dei più apprezzati artisti della sua epoca, che aveva l'abitudine di ascoltare le critiche che i passanti facevano alle sue opere. Accadde che un calzolaio trovò un errore nella raffigurazione di un sandalo (krepis). Apelle fece tesoro della critica e corresse il particolare imperfetto del dipinto. Il giorno seguente lo stesso ciabattino, visto il buon esito della sua precedente osservazione, si mise a criticare anche la forma del ginocchio e fu apostrofato in malo modo dall'artista:  ne supra crepidam sutor iudicaret  (Calzolaio, non giudicare più su del sandalo)

La frase è poi divenuta proverbiale soprattutto nella forma più imperativa e sintetica:  Sutor, ne ultra crepidam!

17 giugno 2020

Un Pappalardo per tutte le stagioni

"Con Pappalardo non c’è gusto in Italia a essere intelligenti".

di Andrea Scanzi


Definita da Famiglia Cristiana “La più imponente riunione di idioti degli ultimi decenni”, l’allegra adunanza del “Generale Aperol” (sempre Famiglia Cristiana) Antonio Pappalardo ha dimostrato come avesse ragione Freak Antoni: “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”.
Più che altro non ne vale la pena.