Parola poco nota, ultracrepidari, ma non nuova, adottata attraverso l'inglese da un'antica vicenda narrata da Plinio il vecchio. Oggi torna utile per definire e comprendere lo stato di confusione accentuato dalla pandemia.
Plinio raccontò un fatto riguardante Apelle di Coo, il celebre pittore, uno dei più apprezzati artisti della sua epoca, che aveva l'abitudine di ascoltare le critiche che i passanti facevano alle sue opere. Accadde che un calzolaio trovò un errore nella raffigurazione di un sandalo (krepis). Apelle fece tesoro della critica e corresse il particolare imperfetto del dipinto. Il giorno seguente lo stesso ciabattino, visto il buon esito della sua precedente osservazione, si mise a criticare anche la forma del ginocchio e fu apostrofato in malo modo dall'artista: ne supra crepidam sutor iudicaret (Calzolaio, non giudicare più su del sandalo)

