La somiglianza tra le bizze di Matteo Renzi e le rodomontate di Donald Trump sembra una facezia, ma basta guardare gli elogi profusi da Renzi al principe saudita Mohammed bin Salman per capire quanto i due rottamatori siano effettivamente vicini.
Renzi e Trump sono apparsi sulla scena politica col dichiarato intento di rottamare. Renzi diceva di voler eliminare i rottami di un vecchio modo di far politica, poi s'è visto che provava fastidio per gli intellettuali (gufi), per le persone colte (professoroni) e per gli equilibri costituzionali. Trump aveva dichiarato da subito la sua insofferenza per i diritti, la cultura e anche per la scienza. Rottamavano le stesse cose. Nel caso di Trump all'arroganza aggiungeva anche la volgarità.
In politica estera sembravano molto diversi: Trump xenofobo costruttore di muri, Renzi aperto e dialogante. Ma entrambi hanno contribuito ad armare la monarchia saudita per consentirle di continuare i massacri di civili nello Yemen. La fornitura da oltre 100 miliardi di dollari voluta Trump ha dovuto superare la contrarietà del Congresso USA; la vendita di armi (20mila bombe) decisa da Renzi è stata recentemente bloccata dal Parlamento italiano e revocata dal governo Conte.
Apprendo dal blog di Davide Grasso che lo scorso 22 dicembre è stata confermata in appello la sorveglianza speciale a Maria Edgarda Marcucci.