Il referendum popolare ha confermato la riduzione dei Parlamentari.
Avremo un Parlamento più piccolo. Più piccolo non significa "smart", non significa che sarà più rapido e più efficiente. Significa solo più piccolo. Il problema della qualità resta. Per questa ragione alcuni costituzionalisti hanno proposto un appello per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento:
"...riteniamo che debba essere comune il nostro impegno per sollecitare una legge che favorisca la rappresentanza e il pluralismo politico e territoriale, da anni sacrificati. Essenziale è un sistema elettorale che consenta alle persone di individuare e scegliere chi mandare in Parlamento, instaurandovi un effettivo rapporto rappresentativo e potendo far valere la loro responsabilità politica. In questo modo si potrà dare una migliore qualità alla rappresentanza e favorire anche una maggiore efficienza delle Camere"
Giustamente l'appello contiene anche un richiamo alle sentenze della Corte Costituzionale (sentenze n.1 del 2014 e n.35 del 2017) in cui si deplorava la presenza di liste bloccate.
L'appello è firmato da Lorenza Carlassare, Enzo Cheli, Ugo De Siervo, Roberto Zaccaria, Paolo Caretti, Roberto Romboli, Stefano Merlini, Emanuele Rossi, Giovanni Tarli, Andrea Pertic

