C'era una volta una dottrina politica che aveva l'obiettivo di combattere la povertà. Si chiamava socialismo. I socialisti elaborarono diversi modelli: dalla società di produttori di Saint-Simon al falansterio di Charles Fourier, dall'abolizione della proprietà privata di Proudon alla socializzazione dei mezzi di produzione di Karl Marx, dalle comunità di Robert Owen alle cooperative di Giuseppe Massarenti.
Il marxismo ebbe più fortuna degli altri, ma fu anche la dottrina politica più deformata, nella Russia Sovietica diventò un totalitarismo burocratico e nella Cina Maoista diventò una fanatica persecuzione di presunti controrivoluzionari.
In tutti i casi ci fu una riorganizzazione sociale che riduceva almeno in parte le sacche di povertà, ma c'era sempre chi restava emarginato e talvolta oppresso dal nuovo potere.
La svolta ci fu quando arrivò al potere un italiano che per anni era vissuto come un vagabondo nelle cui tasche vuote c'era solo la medaglietta con l'effige di Carlo Marx.