Visualizzazione post con etichetta sovranità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sovranità. Mostra tutti i post

5 gennaio 2013

Basi militari

L'Italia consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni.
 L'art. 11 Cost. specifica che questa limitazione di sovranità è consentita solo in condizioni di parità con gli altri Stati.

Le condizioni di parità sembrano assicurate dei trattati istitutivi dell'ONU e dell'Unione Europea, ma siamo in condizioni di parità rispetto agli USA? Sicuramente no. Eppure sembrano vere limitazioni di sovranità quelle che consentono alle forze aeree statunitensi di operare nei nostri cieli senza assumersi la responsabilità delle conseguenze (penso all'incidente del Cermis). Sembra una scelta imposta quella della base di Vicenza e ora l'esperienza si ripete con il Muos di Sigonella.


2 gennaio 2013

Modifiche alla Costituzione

La sovranità appartiene al popolo.

Così è scritto nell'art. 1 della Costituzione. Il popolo esercita la sovranità attraverso il sistema democratico rappresentativo, ma le regole fondamentali non possono essere delegate ai rappresentanti politici. Le modifiche della Costituzione dovrebbero passare sempre al vaglio popolare altrimenti accade quello che abbiamo visto in occasione della modifica dell'art. 81. La regola del pareggio di bilancio è stata costituzionalizzata con una maggioranza qualificata di oltre i due terzi del Parlamento e tutto è passato sotto silenzio, quasi che fosse soltanto una questione di tecnica contabile. Il popolo sovrano non ha deciso e non sa. La stampa non ha dato alcun risalto alla riforma e la maggioranza raggiunta in Parlamento esclude la possibilità di un ricorso al referendum.

Il vincolo alle possibilità di gestire il nostro sistema economico è stato fissato attraverso una modifica occulta alla carta costituzionale.

5 maggio 2012

L'Italia ripudia la guerra

Uccidere è il peggiore dei mali, perché la vita è il sommo e unico bene. Uccidere è immorale, uccidere è peccato, uccidere è reato. La guerra si fa per uccidere, non uno, ma tanti uomini, quindi la guerra è un grandissimo male.

Pietro Pinna, che è stato il primo degli obiettori di coscienza in Italia (qui potete ascoltarlo in una intervista) dice che rifiutarsi di contribuire al male è più importante di compiere il bene.

Nella Costituzione della Repubblica Italiana è stabilito che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11 Cost). E' un principio fondamentale da rispettare col massimo rigore.

L'art. 11 non esclude il diritto di difesa, non si ispira al pacifismo estremo di Gesù di Nazaret (a chi ti dà uno schiaffo porgi anche l'altra guancia), perciò ammette la guerra difensiva e ammette anche la partecipazione alle organizzazioni internazionali volte ad assicurare pace e giustizia tra le nazioni. L'Italia, come membro dell'ONU e della NATO prende parte ad operazioni militari che tuttavia non dovrebbero mai avere una finalità di aggressione o di risoluzione violenta di controversie internazionali. Talvolta le chiamano "misisoni di pace", ma non è facile capire quanto siano necessarie e pacifiche. Perciò credo che anche l'Italia come nazione dovrebbe esercitare in seno a quelle organizzazioni che deliberano gli interventi una propria obiezione di coscienza (una sorta di coscienza costituzionale) quando la decisione travalica i limiti stabiliti dall'art.11.