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15 gennaio 2025

Veri e finti privilegi in una società che ignora se stessa

Oggi un articolo del Fatto Quotidiano ci segnala le difficoltà che insorgono per garantire la presenza di  personale docente nelle scuole delle piccole isole. E' una situazione emblematica che dovrebbe farci riflettere su un problema più generale.
Lo stipendio di un insegnante non è sufficiente a coprire i costi della mobilità via mare. I traghetti appartengono a imprese private e occorrono accordi speciali per ottenere agevolazioni a favore di chi deve viaggiare frequentemente per lavoro. L'articolo suggerisce che per consentire spostamenti a costi accettabili si dovrebbero rinnovare accordi ormai scaduti con le imprese di navigazione, ma questa a mio avviso sarebbe solo una soluzione temporanea e sostanzialmente miope. 

Gli insegnanti, oltre ad essere i meno pagati d'Europa e i meno pagati tra le varie categorie di dipendenti pubblici, nel caso di incarico a svolgere servizio sulle isole o altri luoghi difficilmente raggiungibili, si trovano anche esclusi dalle piccole agevolazioni concordate per altre categorie di dipendenti pubblici… e così le scuole non aprono, le famiglie con figli devono trasferirsi e si generano enormi disagi per tutti. Che fare? Vogliamo precettarli con minaccia di licenziamento oppure mandiamo qualche sindaco ad elemosinare piccoli sconti dalle imprese di navigazione? Sono due risposte possibili, ma entrambe miopi e poco efficaci. 

Credo che il problema debba essere esaminato e risolto considerando l'intero sistema dei rapporti tra pubblico e privato. Non è una faccenda che riguarda solo quei singoli insegnanti costretti a raggiungere le piccole isole, occorre discutere in termini di interesse generale della collettività. Gli accordi scadono, le imprese cambiano e le agevolazioni più o meno buone spariscono, invece le scuole devono essere considerate una struttura stabile e ben funzionante anche nelle piccole isole e lo sguardo politico dovrebbe allargarsi oltre le scuole e il diritto all'istruzione, dovrebbe investire tutte le esigenze collettive ridisegnando l'intero sistema di raccordo tra esigenze pubbliche e attività private. Non servono soldi per farlo.