Siamo abituati a considerare le dottrine politiche in base all'orientamento: i conservatori si pongono a destra e i progressisti a sinistra. Lo facciamo da oltre due secoli. Però col passare del tempo cambia il significato del conservare e del progredire. Ma davvero si possono ormai considerare categorie superate?
L'evoluzione
Nel settecento i liberali erano considerati rivoluzionari di sinistra, alla fine dell'ottocento, quando le costituzioni liberali erano ormai adottate in quasi tutta Europa, diventarono conservatori del nuovo assetto politico, senza che fossero mutati i loro valori. Un analogo scivolamento si è verificato negli ultimi decenni del novecento a seguito delle politiche economiche keynesiane e dell'affermazione del welfare-state. Liberali di sinistra e socialisti diventarono i custodi e i conservatori di queste nuove conquiste sociali, mentre i ceti che si sono sentiti depauperare dalle politiche di redistribuzione non avevano più nulla da conservare e la loro strategia divenne quella di screditare lo stato sociale per demolirlo e per ripristinare un modello liberista che non ponesse argini agli arricchimenti individuali. Costoro invece di proporsi come reazionari riuscirono a presentare le loro proposte in chiave progressista.
Il modello liberista abbandonato dopo la crisi finanziaria del 1929 è stato quindi riproposto come nuovo (neo-liberismo) con connotazioni ancor più radicali, sostanzialmente svincolato anche dal divieto di istituire monopoli e dall'ostacolo dei confini nazionali.
Scambio delle parti
La dinamica progresso-conservazione si era rovesciata. La reazione assumeva la postura dell'innovazione, annunciava riforme orientate verso un nuovo progresso e costringeva le forze politiche libertarie ed egualitarie ad arroccarsi in difesa delle conquiste sociali. La sinistra si è trovata nella necessità di ripiegare sulla conservazione rinunciando alle istanze di ampliamento e perfezionamento delle conquiste già conseguite.
Il rovesciamento delle parti ingenera di per sé confusione, ma non ci fu solo uno scambio di ruoli tra conservatori e progressisti. Parte della sinistra non riuscendo a comprendere l'inversione dei ruoli si è illusa della irreversibilità delle conquiste sociali già ottenute e ha accettato l'idea di un superamento del welfare-state. Il riformismo di destra lo indicava come modello sociale obsoleto, oggettivamente insostenibile e quindi politicamente indifendibile. I neo-liberisti chiedevano l'abolizione dei vincoli imposti ai traffici commerciali e finanziari (deregulation) come premessa necessaria ad aprire la strada a nuove possibilità di sviluppo economico, senza generare nuove disuguaglianze e senza riduzione dei diritti individuali. Era un inganno, ma funzionò. Così negli anni novanta del secolo scorso al rovesciamento delle parti si è aggiunta una conversione del programma socio-economico della sinistra.
Economicismo e fine delle ideologie
La vecchia sinistra, che in passato aveva perseguito forme di socialismo, cooperativismo e assistenzialismo, rinuncia ai suoi obiettivi ritenendoli incompatibili con le leggi "naturali" descritte dalla scienza economica. Non ci si avvede che quelle presunte leggi economiche ricalcano gli assiomi dell'ideologia liberista del passato. Il programma adottato dalla sinistra negli anni di Clinton e Blair confluisce nella medesima visione neoliberista imposta da Reagan e Thatcher. La confluenza di sinistra e destra in una comune visione economicista viene indicata come "pensiero unico".
Ovviamente non tutta la sinistra s'è convertita al neo-liberismo, una parte è rimasta legata ai suoi valori originari (liberté, egalité, fraternité) che sono difficilmente conciliabili con la dottrina della privatizzazione, mercificazione e competizione sociale.
La sinistra era spezzata, ma allo stesso modo era spezzata anche la destra perché anche la parte più tradizionalista e retrograda del pensiero di destra rifiutava il materialismo consumistico e la mercificazione imposta dal neo-liberismo.
- c'è una sinistra mutata (neoliberista), che ha accettato il modello capitalista anche nelle sue nuove forme di capitalismo-finanziario e capitalismo della sorveglianza, limitandosi a perseguire obiettivi di tipo giuridico (protezione dei diritti fondamentali dell'essere umano)
- e c'è una sinistra ortodossa (anti-capitalista e anti-liberista) che persegue ancora obiettivi di riequilibrio socio-economico basati sulla collaborazione e la solidarietà;
- al contempo c'è una destra neoliberista che attualmente tende a spingere all'estremo le possibilità di dominio finanziario e di controllo sociale, rifiutando limitazioni invocate in nome della democrazia, della trasparenza e della solidarietà umana
- e c'è una destra anti-liberista che si pone a guardia dei vecchi valori precapitalistici. E' la destra reazionaria che non respinge solo le proposte egualitarie della sinistra, ma anche il dinamismo economico e sociale della destra finanziaria (consumismo, mobilità, globalizzazione dei mercati, accelerazione delle trasformazioni rese possibili dalle nuove tecnologie).
Per descrivere i rapporti di forza tra le due sinistre e le due destre vorrei ripercorrere brevemente le vicende che hanno ridotto ai minimi termini la sinistra anti-liberista, quella che dovremmo considerare la vera sinistra.
L'internazionale anti-liberista
Nonostante il capovolgimento e la conversione neo-liberista, la vera sinistra rimaneva quella solidarista e l'avversione al liberismo era una caratteristica distintiva della sinistra. Se ne ebbe evidenza negli anni novanta, gli stessi in cui la sinistra deideologizzata di Clinton e Blair preparava la strada alla conversione neoliberista di D'Alema e Napolitano parallela a quella di Schroeder, Hollande e Zapatero negli altri stati europei.
Le politiche neoliberiste generarono reazioni in tutto il mondo da parte di vaste categorie sociali che si sentivano espropriate ed oppresse dallo strapotere finanziario globale. Si formarono movimenti nuovi che sfruttavano la libertà di comunicazione in internet e riuscivano ad aggregare a livello internazionale esponenti di svariate categorie sociali e politiche: ecologisti, rappresentanti del terzo mondo, cattolici, socialisti, anarchici, hacker, ecc. Attraverso i social-forum furono organizzate manifestazioni di massa volte a contrastare le decisioni del WTO, del G8, del FMI e del WEF. La prima occasione fu il meeting del FMI svolto a Berlino del 1988, cioè prima della caduta del muro, quando le riforme neoliberiste erano ancora nella loro prima fase.
Il movimento anti-liberista crebbe nel corso degli anni '90 e mostrò la sua forza numerica a Seattle nel novembre del 1999. Nonostante l'uso della polizia che colpì con violenza anche manifestanti inermi e arrestò 500 persone l'inaugurazione del WTO fu annullata.
Il "popolo di Seattle" aveva dimostrato che le istanze democratiche della sinistra avevano ancora la forza di ostacolare i disegni reazionari delle elite finanziare. Però quel popolo non percepì che ormai lo scontro non era più politico, non bastava sviluppare modelli socio-economici alternativi, lo scontro tra destra e sinistra era diventato militare, una vera guerra, come risultò evidente nelle successive manifestazioni di Davos, Napoli e Goteborg, fino al luglio 2001 in occasione del G8 di Genova dove secondo gli osservatori di Amnesty International ci fu “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.
Il pensiero unico svelava così il suo vero volto. Dietro l'apparenza di un sistema democratico regolamentato dalle leggi inflessibili dell'economia c'era la coazione ottenuta con la forza delle armi. Alla repressione violenta del dissenso seguono poi le operazioni di intelligence tipiche della guerra ibrida.
Negli anni successivi internet, nata come spazio virtuale aperto e libero, fu riorganizzata come sistema di sorveglianza e successivamente utilizzata come strumento di manipolazione del pensiero con enormi effetti sugli orientamenti politici delle masse. Un processo iniziato nel 2001 sotto l'amministrazione Bush, la stessa che accentrò le decisioni strategiche nelle mani del Presidente sottraendole al controllo democratico del Congresso. La guerra totale al "terrorismo" segnava l'inizio della politica emergenziale.
Il pensiero unico e i suoi nemici
Cosa restava della vera sinistra dopo la disfatta di Genova? In che modo il fronte anti-liberista si sarebbe potuto riorganizzare ed esprimere?
Se lo scontro fosse rimasto sul piano della dialettica politica il Movimento no-global avrebbe potuto continuare ad usare internet nonostante i controlli e le limitazioni, e avrebbe potuto avvalersi del supporto di importanti intellettuali (Noam Chomsky, Naomi Klein, David Graeber), di celebri economisti (Galbraith, Stiglitz, Krugman, Sen) e moltissime associazioni. Avrebbe sicuramente avuto un peso consistente nelle competizioni elettorali, ma in guerra non c'è più spazio per un leale confronto di idee che possa concludersi con un voto popolare. In guerra è ammesso ogni inganno.
Il primo inganno era già nel nome che i giornalisti attribuirono al movimento anti-liberista. No-global significa contrari alla globalizzazione. La definizione è falsa e ingannevole. Il popolo di Seattle e di Genova era un'aggregazione internazionale, si opponeva alle logiche del liberismo finanziario, non rappresentava una reazione nazionalista o protezionista. Il Genoa Social Forum era di sinistra, aveva una visione internazionalista, agiva in opposizione al pensiero unico, pertanto era sbagliato definirlo come contrasto alla globalizzazione, anzi era favorevolissimo a una globalizzazione dei diritti e anche al progresso tecnologico.
L'etichetta inganenvole era solo l'inizio della disinformazione e della successiva manipolazione psicologica che arrivò a generare la sinistra woke.
Da una parte diventò facile dipingere i no-global come gruppi settari, retrogradi, ambiestalisti spaventati dal progresso e legati ad interessi egoistici di carattere locale (nimby) o corporativo, dall'altra si esaltavano alcuni elementi utili a costruire l'immagine di una sinistra fasulla: l'ipocrisia della sinistra al caviale (gauche caviar), quella dei radical-chic che perseguono obiettivi di facciata come il linguaggio politicamente corretto (politically-correct).
Disegnando in questo modo il proprio avversario i neo-liberisti riuscivano a ridicolizzare la sinistra evidenziando ciò che proprio il neoliberismo aveva immesso nella cultura di sinistra. Era una delle strategie della guerra psicologica:
- denigrare e demonizzare l'avversario;
- creare al suo interno quinte colonne di sabotatori e devastatori.
A Genova erano già comparsi i black bloc, squadre di devastatori col volto coperto che agivano in modo coordinato e tempestivo. Stranamente la polizia li lasciò agire per poi attaccare i manifestanti pacifici. Nessun black-bloc fu arrestato. Erano manifestanti fanatici e superaddestrati o agenti provocatori? Di sicuro la loro presenza è sufficiente a trasformare una manifestazione di protesta in qualcosa di criminoso che l'opinione pubblica non può non condannare.
Ma non bastava dipingere l'avversario in modo sgradevole e negativo, era necessario renderlo davvero tale. Perciò a partire dal 2009, quando internet entrò nell'era dei risultati personalizzati e dei social-media, i messaggi della sinistra anti-liberista furono emarginati o silenziati con le tecniche di shadow-ban, contemporaneamente nelle retrovie delle grandi piattaforme di social-media agivano società addette alla manipolazione dell'opinione pubblica, un fenomeno emerso solo nel 2018 con lo scandalo di Cambridge Analytica. La manipolazione dell'informazione attuata mediante tecniche di profilazione resta invisibile alla collettività. Ciascuno riceve informazioni che altri non vedono, si può propinare a ciascuno la dose di falsificazione che per lui risulta accettabile. La verità comune viene sostituita dalle tante verità soggettive e la politica può entrare nell'era della post-verità.
L'hackeraggio della mente
E' uno strumento nuovo, crea una condizione nuova che non ha precedenti nella storia umana.
Quando la propaganda politica passava attraverso stampa, radio, tv, manifesti, comizi, ecc. tutto era visibile a tutti e c'era sempre qualcuno che poteva smentire le menzogne. Ora i principali flussi di comunicazone arrivano direttamente negli smartphone, possono diffondere notizie false e calunnie senza rischio di smentita perchè sono informazioni personalizzate, collegate al profilo dell'utente, gli altri non le vedono. Chamath Palhiapitiya, ex dirigente di Facebook, sostiene che la manipolazione delle informazioni legate alla profilazione ormai può essere considerata alla stregua di una programmazione della mente. Se leggo una notizia e poi mi dicono che era falsa non ho difficoltà ad adeguarmi alla nuova informazione, ma se sono stato io a costruirmi da solo una certa idea, montando insieme tante notizie ed elaborando una mia visione, farò molta resistenza di fronte a chi volesse smontarmi, difenderò istintivamente la mia verità soggettiva e mi difenderò anche prendendo le distanze da chi vuole riportarmi alla realtà.
Lo scandalo inglese del 2018 ci ha svelato che lo stavano già facendo. Cambridge Analytica (come altre agenzie simili rimaste nell'ombra) è riuscita a suscitare paure, ad alimentare sospetti e istigare all'odio. Ma quel che passa nelle ramificazioni dei social-media, della mail e nei labirinti di Reddit e di 4chan resta totalmente sommerso.
L'elezione di Trump alla Casa Bianca non è stata sostenuta solo da FoxNews e dalle reti editoriali di Murdoch. Il capo della propaganda trumpiana, Steve Bannon, aveva la possibilità di utilizzare la forza invisibile di Cambridge Analytica ed è riuscito a far eleggere un candidato che i pronostici davano per impresentabile anche per affrontare le primarie del Partito Repubblicano. Col Pizzagate, venuto alla luce nel 2016 a seguito dell'arresto di Edgar Maddison Welch, s'è vista la vera insospettabile potenza di questi mezzi che ormai possono hackerare il cervello.
Chi dispone di tali strumenti può fare quel che ha fatto Mark Zuckerberg: mostrarsi politicamente vicino ai democratici senza svelare di aver consegnato a Cambridge Analytica le chiavi di accesso alla mente di 87 milioni di elettori. Da che parte sta Facebook? Dopo l'ìnversione dei ruoli si possono capovolgere anche le responsabilità. Da una parte si fabbrica la destra rabbiosa e delirante di QAnon, dall'altra la sinistra woke tutta impegnata a propagandare il Gender-fluid, ad assecondare la cancel-culture, il Me-too, ecc.
- Sei di sinistra? Allora vuoi il gender-fluid, la censura, il giustizialismo sommario del me-too, ecc.
- No. Sono di sinistra, perciò non posso accettare nessuna di queste cose!
Il neo-liberismo e la sua opposizione di comodo
Solo i padroni delle grandi piattaforme informatiche (GAFAM) possono controllare la propaganda mirata e invisibile. Possono farlo per creare consenso nei riguardi dei loro progetti, ma possono farlo anche per orientare il dissenso. Ovviamente ai padroni dell'alta finanza conviene avere una opposizione di destra per molteplici motivi:
- la destra può protestare, ma non elabora modelli sociali alternativi al capitalismo;
- l'antiglobalismo dei sovranisti essendo legato ai singoli stati nazionali non riesce ad aggregare un fronte anti-liberista mondiale;
- i valori della destra sono fondati su valori di identità e tradizione, che non si pongono in conflitto con l'economia capitalistica o con l'uso di strumenti finanziari;
- le proposte politiche della destra non hanno il carattere egualitario e libertario che potrebbe rimettere in discussione le gerarchie sociali e il principio di autorità;
- le pulsioni autoritarie della destra allontanano dalla protesta tutti coloro che non sono disposti a mettere a rischio il sistema democratico;
- quando la destra chiede un ricambio del potere, vuole un ricambio di persone, ma resta legata al principio di autorità e di obbedienza;
- l'opposizione basata su teorie complottiste dilaga sfruttando le paure, ma può essere facilmente smentita e ridicolizzata.
L'opposizione di destra, può solo contestare anche con molta veemenza il modus operandi dei potentati economici, ma non sarà mai ostile all'esistenza di tali potentati, perché la potenza e ricchezza sono virtù della destra. Per il capitalismo finanziario una opposizione di destra è l'equivalente di una opposizione amica. E se è impossibile esercitare il potere senza che vi sia una opposizione, ora esiste la possibilità di darsi quella più comoda: un cane che abbaia molto ma non morde mai.
La struttura di internet consente di inondare la rete di materiale propagandistico che sembra provenire dal libero e spontaneo dibattito tra utenti dei social-media. Non è più necessario infiltrare i propri agenti nei sindacati e nei partiti avversari. Si può creare facilmente un dissenso addomesticato. I "liberi pensatori" che setacciano la rete in cerca di contro-informazioni divorando tutto quello che il mainstream non pubblica, sono i migliori e più fedeli utenti della rete. Nei circoli della contro-informazione internettiana si crea un clima di complicità e di reciproca fiducia che abbassa le difese. La diffidenza è rivolta tutta verso la stampa professionale. Odiano la sinistra woke senza sospettare che è solo un prodotto artificiale che proviene dallo stesso laboratorio che produce i terrapiattisti.
Lo schema ideologico attuale
Vista la situazione, lo schema delle ideologie può essere aggiornato nel modo seguente:
- la sinistra neoliberista si lascia descrivere in due modi: o come inetti senza idee oppure come efficientissimo partito al servizio dell'establishment. Dirsi di sinistra significa essere radical-chic conniventi con le elite pluto-masso-giudaiche. Questa sinistra convertita fa da capro espiatorio di tutti i disastri causati dal neo-liberismo;
- la sinistra anti-liberista è in via di estinzione, emarginata e silenziata: i piccoli gruppi della sinistra sono descritti come devastatori no-global, ambientalisti contrari a tutto, gretini, vetero-comunisti e terroristi. La presunzione che la sinistra sia unica fa ricadere su di loro anche le colpe della sinistra associata all'establishment;
- anche la destra neoliberista è quasi invisibile, lo è perché si è resa volutamente invisibile, non ha alcun interesse ad apparire, ma esiste e regge solidamente il timone del dominio finanziario insieme alle leve del controllo sociale, il segreto è la sua forza;
- la destra che occupa maggiormente la scena veste i panni della ribellione anti-globalista e nel contempo ripropone i valori della tradizione cristiana (Dio, patria e famiglia). Spesso si alimenta delle paranoie diffuse in rete dal complottismo. E' il cane da guardia del neo-liberismo.
Ormai tutti hanno capito che le istituzioni politiche non sono più centri di potere, sono simulacri rappresentativi in cui si alternano esponenti politici telecomandati dai potentati finanziari che li sorvegliano e li guidano attraverso i lobbisti. Nonostante questa consapevolezza pochi riescono a comprendere che la sinistra, anche quando arriva al governo, non ha alcun potere decisionale. Eppure è sempre la sinistra a fare da capro espiatorio, come se fosse la vera e unica responsabile dei programmi neo-liberisti. Obama sembra più colpevole di Reagan e di Bush. Blair sembra più colpevole della signora Thatcher. Letta sembra più colpevole di Berlusconi, di Monti e di Draghi. Questa è la prova di quanto sia efficace la manipolazione mediatica. Con Trump il gioco psicologico compie il capolavoro di presentare un diretto esponente del capitalismo più arrogante come un eroe anti-sistema.
E' arrivato il momento di abbandonare le categorie di destra e sinistra?
Il quadro appena descritto spinge molti a volersi sottrarre a queste scomode etichette. La sinistra perennemente afflitta da sconfitte elettorali tende a spogliarsi dai suoi abiti, prima ha smesso i simboli del marxismo, poi ha tolto la sinistra dal nome, adesso sembra pronta a rinunciare anche al riferimento alla democrazia, ormai poco apprezzata dalle masse ringhianti.
La sinistra vera è già ridotta all'invisibilità, pertanto tutta la sinistra appare in oggi ritirata, una condizione che la rende vittima di scherno e di bullismo.
La destra di potere è ben nascosta. Non agisce mai in veste politica, usa sempre la veste di scienza economica o di istituzione finanziaria.
L'unica destra visibile è quella populista e anti-sistema che non ha interesse a presentarsi come destra, respinge le accuse di fascismo benché non riesca a prendere le distanze dalle idee e dai metodi fascisti, perciò preferisce archiviare il fascismo come cadavere della storia e qualificarsi come unica forza anti-sistema. Il pensiero unico vuole il nemico unico.
L'abolizione delle due categorie di destra e sinistra sembra convenire a tutti, ma senza queste categorie resterebbe solo il discrimine tra neo-liberismo globalista (che per alcuni coincide col complotto pluto-masso-giudaico) e ribellione di popolo. Però senza distinguere tra destra e sinistra la ribellione diventa qualunquista, rinuncia ad avere un programma socio-economico, attacca tutti senza proporre nulla.
In tal modo tutti i sogni di riscatto sociale degli oppressi saranno definitivamente accantonati. Ma come si leggeva nello slogan di Occupy Wall Street, siamo tutti noi del 99% ad essere oppressi dal neoliberismo e resteremo tali anche se i padroni delle nuvole finanziarie dovessero cedere ai sovranisti e restituirci i simboli della nostra identità. Loro tornerebbero ad indossare le armature, le tonache e le parrucche incipriate, si rimetterebbero in testa le corone per elargire a noi sudditi la loro clemenza con elemosine e benedizioni. Questo è l'unico risultato a cui potrebbe giungere una destra anticapitalista.
In conclusione direi che le categorie di destra e sinistra sono ancora importanti per comprendere le dinamiche del confronto politico. Il superamento ci sarà solo quando potremo dimostare che non ci sono più differenze socio-economiche tra i diversi ceti sociali, che siamo diventati tutti portatori di interessi equiparabili e convergenti. Solo così si potrebbe sostenere che le buone proposte politiche sono buone per tutti e che si tratta solo di saperlo spiegare.
Finchè le condizioni di alcuni restano diverse dagli altri, gli interessi resteranno diversi e sarebbe un inganno non distiguere le posizioni.
Le differenze socio-economiche tra l'1% dei supermiliardari e il 99% di proletari e di ex-borghesi sono aumentate negli ultimi decenni di dominio neo-liberista perciò l'importanza di distinguere le posizioni di destra da quelle di sinistra è aumentata. Occorre distinguere le proposte che tendono a ridurre o annullare le differenze creando una società più orizzontale, egualitaria e trasparente, da quelle che, in modo palese o nascosto, vorrebbero conservarle perché restano legate alla visione verticale dell'autorità, della gerarchia e dei segreti (industriali o di stato).
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