1) Negazionisti della Shoa.
Qualcuno nega per mettere a tacere la propria sporca coscienza, ma gli altri? Perché negare una tragedia che ha avuto migliaia di testimoni e molti tra gli stessi carnefici?
Tanto per dire che il nazismo fu cosa buona o comunque non troppo malvagia?
Il nazismo è stato terribilmente malvagio già nelle sue premesse teoriche. Negando le modalità attuative dei suoi spaventosi crimini non si riscatta nulla di quella perversa e sanguinaria ideologia.
Se davvero le camere a gas di Auschwitz non fossero mai esistite, nulla cambierebbe nel programma di predominio razziale che aveva esaltato il popolo tedesco e nessuno dei milioni di deportati tornerebbe a casa. La totale riprovazione del nazismo non si fonda sul Zyklon-B.
2) Negazionismo dei rigurgiti olocaustici.
La prima replica di sterminio a sfondo razziale l'abbiamo avuta nella ex-Jugoslavia dove nei primi anni novanta si sono risvegliati i nazionalismi serbi e croati. La ferocia umana è riapparsa a Sarajevo, dove si ammazzava gente per strada e ci si poteva divertire coi safari umani della domenica. Si pagava il viaggio e il biglietto per poter uccidere qualche innocente. Intanto le feroci milizie della tigre Arkan compivano stragi e i cetnici di Karadzic e Mladic eseguivano altri eccidi per realizzare un folle piano piano di pulizia etnica.
L'episodio più grave fu l'eccido di Srebrenica compiuto sotto gli occhi dei caschi blu olandesi e qualificato come "genocidio" dalla Corte Penale Internazionale.
Ora, a oltre trent'anni da quei tragici avvenimenti, Mladic che fu l'esecutore più spietato di quella pulizia etnica, è celebrato come un eroe da coloro che negano tutto ciò che è avvenuto.
Per il genocidio in corso a Gaza e in Cisgiordania i negazionisti sono già avvantaggiati dall'eliminazione fisica di centinaia di giornalisti che avrebbero potuto documentare gli orrori e per quelli che saranno comunque dimostrati si preparano giustificazioni: le colpe di Hamas, il diritto di difesa, le fake-news... Sono giustificazioni simili e altrettanto insostenibili di quelle già in uso per la guerra voluta da Putin: le colpe della NATO, il diritto imperialistico di Santa Madre Russia, le malefatte di Zelensky...
3) Negazionisti del fascismo.
Credo che nessuno possa (o voglia) negare che il regime fascista sia esistito. Ci si limita a negare che sia stato un regime malvagio: "Mussolini ha fatto anche cose buone". I cattivi erano altri: i titini delle foibe, i criminali arruolati nelle bande partigiane, gli stupratori delle marocchinate… Scambiando le cause con gli effetti (o i contraccolpi) si nega l'origine di quelle tragedie e si finisce col negare che il nazi-fascismo sia una concezione politica, si pretende di circoscriverlo come curioso fenomeno limitato al periodo di dominio hitleriano e mussoliniano. Dopo il 1945 nessun fascismo sarebbe più possibile. Franco e Salazar; Pinochet e Videla; i colonnelli in Grecia e le stragi e i tentati colpi di Stato in Italia... bazzecole, tutto rinnegabile.
E se qualcuno osa ancora parlare di fascismo, allora il fascista sarà lui.
4) Negazionismo climatico.
I cambiamenti climatici erano annunciati da tempo. Già nel 1971 il libro di Gordon Rattray Taylor "La società suicida" si presentava come "Requiem per un pianeta infetto". I livelli di inquinamento erano già allarmanti, ancor prima che la Cina avviasse il suo prodigioso sviluppo. E molti giacimenti di petrolio, di gas e di carbone erano ancora nelle profondità della terra in attesa di essere estratti e bruciati.
Era inevitabile che le innumerevoli centrali termiche, le fabbriche, le metropoli città e paesi saturi di autovetture, caldaie, climatizzatori, le navi, gli aerei, le scavatrici, ecc. ecc., a miliardi su tutto il pianeta come focolai permanenti, avrebbero provocato un immane disastro.
Sul finire del secolo scorso gli effetti sono diventati evidenti a tutti: aumento di tumori e di altre malattie, riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai, desertificazione… Tutto evidente a tutti, ma i negazionisti concentrano la loro attenzione su un unico dettaglio: la strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Per loro è un complotto. E qui non è possibile escludere che ci sia stato davvero un complotto perché le compagnie petrolifere e industriali avrebbero perso molti profitti da una riduzione delle loro inquinantissime attività. L'idea di ridurre le emissioni di CO2 col commercio dei carbon-credit è stata funzionale ai loro interessi e non ha ridotto nulla. Ma i negazionisti ritengono che le potenti compagnie petrolifere, i ricchi complessi industriali e i loro amici banchieri sono le vittime del complotto ambientalista. Così come i nazisti sarebbero le vittime di una falsa storia scritta dai vincitori; così come i suprematisti bianchi e i membri del KKK sarebbero le vittime di un razzismo al contrario imposto dai Black Lives Matter e dai famigerati woke.
5) Negazionisti del Covid
Il negazionismo raggiunge un livello estremo durante la pandemia di Covid-19. Inizialmente molti negavano l'esistenza del Coronavirus Sars-2: "è solo una banale influenza". I morti di quei giorni sarebbero stati vittime di un malvagio complotto mondiale che doveva coinvolgere quasi tutti gli scienziati, i medici, gli infermieri e perfino autisti e portantini. Ricoverano forzatamente gli influenzati per ucciderli mediante intubazione. No, è tutto finto, dicono altri: non ricoverano nessuno, i reparti sono vuoti e le ambulanze girano a vuoto e i camion militari di Bergamo erano solo una messa in scena.
Poi arrivarono i vaccini e i negazionisti del Covid si trasformarono in oppositori del vaccino che, a loro dire, sarebbe stato commissionato da Bill Gates come veleno per ridurre la popolazione mondiale oppure per iniettare nei corpi microscopici dispositivi al grafene necessari per trasformare gli umani in robot telecomandabili.
6) Negazionisti del rischio nucleare
Altra forma di negazionismo è quella che promuove la costruzione di centrali nucleari. Per farlo occorre negare che incidenti come quelli di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima hanno generato disastri insanabili. Ma occorre negare anche che gli impianti progettati per essere supersicuri non lo sono mai stati. Occorre negare che non esiste alcun sistema di smaltimento delle scorie radioattive. In aggiunta si tenta di accreditare l'idea di nuove centrali "pulite" negando che finora nessun reattore a fusione nucleare è mai stato realizzato.
Anche nella questione nucleare si ritrovano due elementi tipici del pensiero negazionista: gli scienziati dicono il falso in quanto incompetenti o corrotti; le loro esortazioni alla cautela sarebbero solo frutto di un complotto.
Ritroviamo anche qui la stessa illogicità del negazionismo climatico. Cui prodest? L'interesse a realizzare impianti che potranno garantire il controllo dell'energia e un profitto di tipo monopolistico ce l'hanno le compagnie petrolifere che già vedono la prossima fine dei giacimenti fossili, nonché le grandi corporation finanziarie che potrebbero lucrare finanziando la costruzione delle centrali con progetti che lascerebbero alla collettività tutto il peso umano ed economico di eventuali incidenti e tutto l'immenso costo del loro futuro smantellamento, ma nell'immaginario dei negazionisti i colossi del petrolio e dell'alta finanza sono sempre la povere vittime di un complotto ordito da fantomatici "poteri forti".
7) Negazionismo religioso
Le ideologie antidemocratiche non riescono ad attaccare frontalmente i principi della liberal-democrazia, si trovano quindi nella necessità di doverli boicottare o di creare emergenze (vere o finte) che possano giustificare la sospensione dei diritti civili per irrinunciabili questioni di sicurezza.
Questo avviene sempre in tempi di guerra, è avvenuto anche negli anni della strategia della tensione e nella guerra mondiale al Terrore proclamata dagli USA nel 2001, poi l'abbiamo vista nuovamente nel periodo della pandemia (la critica alla gestione politica dell'emergenza avrebbe avuto senso se basata sul rispetto dei diritti, piuttosto che sulla negazione dei dati forniti dalla comunità scientifica) e ora l'emergenza viene riproposta in relazione ai flussi migratori.
Le forze politiche di destra mettono al centro dei loro programmi il contrasto all'immigrazione e si prospetta anche l'apartheid e la deportazione forzata, già in atto negli USA di Donald Trump.
Chi si oppone ai metodi barbari e discriminatori viene tacciato di essere fautore dell'islamizzazione, come se gli immigrati fossero tutti islamici. In questo c'è una doppia falsità: è falsa l'identificazione tra immigrato e islamico (in Italia sono arrivati molti rumeni, albanesi, cinesi, brasiliani, indiani, etiopi, colombiani, ecc. che non hanno nulla di islamico), ma è ancora più falsa l'assimilazione tra ideologie di orientamento socialista o libertario con i principi della religione islamica. Tuttavia questa doppia falsità svolge due efficaci funzioni propagandistiche, in primo luogo si oscurano i veri principi di egualitarismo e giustizia sociale che caratterizzano gli orientamenti politici di sinistra (la presunta sinistra filo-islamica apparirà in tal modo discriminatrice e anti-cristiana), in secondo luogo si invoca una patriottica difesa del credo religioso per mascherare o giustificare le pulsioni xenofobe e razziste di cui molti potrebbero vergognarsi.
Sappiamo che quasi tutti gli orrori, le persecuzioni e i genocidi del passato hanno avuto motivazioni religiose, ma come si fa oggi a usare il Dio cristiano per giustificare discriminazioni, deportazioni e guerre? Per farlo si sta diffondendo una sorta di negazionismo religioso: "Gesù non portava un messaggio d'amore, non invocava la pace, non era un buonista". "Il prossimo che devi amare è solo il tuo connazionale". Così si confeziona una sorta di jihad cristiana.
Se il Papa afferma il contrario vuol dire che il Papa non è informato. Per i negazionisti il Papa non conosce il cristianesimo e per alcuni gli ultimi due pontefici sono solo impostori. Un altro complotto. Quanto alla competenza del Papa si ritrova qui lo stesso ritornello degli scienziati che non sanno niente di clima, di radioattività, di malattie o di vaccini. Per la vera scienza rivolgersi all'ippodromo o alla bocciofila.
Tanto basta per comprendere che i negazionismi sono quasi sempre connessi tra loro e i negazionisti non possono negare i fatti senza disconoscere anche il valore della ricerca scientifica, dell'indagine storica e della conoscenza religiosa.
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